01, Febbraio, 2026

Vite Creative: Thomas Lazzerini, il giovane prodigio della fisarmonica

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La fisarmonica: uno strumento incredibilmente versatile e affascinante, eppure non poche volte sottovalutato da chi non è pratico o non pratica musica, relegata mentalmente solo all’ambito della musica folk o di un’era passata. Non è così che la pensa il giovane Thomas Lazzerini, diciottenne di Laterina-Pergine con un grandissimo talento musicale, che ha dedicato la sua vita a questo strumento sin da molto piccolo.

Il mio cammino musicale è iniziato grazie alla mia famiglia – racconta – in particolare a mia mamma Romina, che all’età di due anni mi ha messo subito al pianoforte. Poi all’età di cinque anni, frequentando il Gruppo Folkloristico Arcobaleno di Pergine Valdarno, al quale tutt’oggi sono grato e continuo a partecipare alle loro iniziative come fisarmonicista, mi sono appassionato alla fisarmonica. Ho iniziato a studiare privatamente con il maestro Simone Ermini per poi continuare all’età di dieci anni in conservatorio, prima sotto la guida del maestro Ivano Battiston e ad oggi con il maestro Riccardo Centazzo, sempre al Conservatorio Cherubini di Firenze.”

Nonostante la giovane età, la carriera musicale di Thomas è già decollata molto velocemente, con diversi concerti come solista alle sue spalle, sia in Italia che all’estero, e numerosi progetti, tra cui la cura di un programma solistico, che mette a confronto trascrizioni per fisarmonica del repertorio di musica barocca con quella contemporanea, e l’incisione di alcuni dischi, come “30X30”, a cura del maestro Ivano Battiston, per celebrare trent’anni di classi di fisarmonica presso il conservatorio di Firenze.

Thomas è riuscito inoltre a guadagnarsi molte esperienze formative, come un Erasmus+ ECVET, che gli ha permesso di conoscere la cultura della fisarmonica oltre le Alpi, numerose Masterclass e il terzo posto in un concorso fisarmonicistico internazionale.

La fisarmonica mi ha subito affascinato poiché è uno strumento che, contrariamente a un pianoforte, si può portare in qualunque posto e con un suono potente e completo, perché da la possibilità di suonare una melodia e contemporaneamente accompagnarla. Una mini orchestra, trasportabile dove si preferisce, molto versatile, ci si può suonare veramente qualsiasi tipo di musica, dal jazz, al popolare, fino alla musica classica.”

Proprio quest’ultimo aspetto è un argomento a cui secondo Thomas non viene data l’importanza dovuta: “Un aspetto che preme a me, così come a tutti i miei compagni di studi che hanno scelto di studiare fisarmonica, in particolare la fisarmonica classica da concerto, è di portare alla luce il fatto che la fisarmonica sia uno strumento che ha la stessa nobiltà di un violino, un violoncello o qualsiasi altro strumento, utilizzabile anche nella musica colta.”

A supporto della sua tesi, Thomas spiega che ci sono vari tipi di fisarmonica, che offrono una gamma di suoni e possibilità diverse: “Ci sono le fisarmoniche tradizionali a bassi standard, dove è possibile a sinistra suonare degli accordi precomposti, utilizzate principalmente per la musica popolare. Le nostre fisarmoniche invece, quelle da concerto, sono a bassi sciolti o free bass. Con esse è possibile a sinistra suonare tutte le note singole e quindi suonare delle vere e proprie melodie come si suona sulla mano destra. Questo sistema ci offre di suonare quella che è la polifonia quindi andare a suonare brani del repertorio barocco, clavicembalistico, organistico e quant’altro.”

L’obbiettivo che il giovane fisarmonicista ha in mente è quindi chiaro: aiutare a espandere gli orizzonti culturali del suo strumento, dimodoché sempre più persone possano scoprirlo, o riscoprirlo, e godere delle emozioni che può trasmettere.

Quando si suona non si esprimono concetti ma si esprimono emozioni, come piace dire a me. Penso sia proprio questa la cosa bella della musica, che tu possa attraverso uno strumento o attraverso la tua voce, se sei un cantante o quant’altro, esprimere ciò che hai dentro, ciò che il cuore vuole che tu faccia arrivare al prossimo.”

“Quando dico a una persona che suono la fisarmonica – continua Thomas – spesso ci rimangono male. Si chiedono perché un ragazzo così giovane suoni questo strumento e come mi sia appassionato, ma quando comincio a raccontare il mio percorso rimangono stupiti: in un mondo dove siamo abituati a musiche sempre più elettroniche o a vedere la musica classica come qualcosa di noioso e inattuale, dire che con la fisarmonica si riesce a suonare la musica colta lascia tutti con una faccia stranita e quando gli spiego come si suona questo strumento rimangono tutti molto affascinati e interessati.”

Con un ottimo talento, una carriera professionistica costruita giorno per giorno e un forte attaccamento alle sue origini, Thomas Lazzerini non ha alcuna intenzione di fermarsi e ha molti progetti per il futuro. Uno dei più prossimi sarà quello di un viaggio di una settimana in Repubblica Ceca quest’estate, dove parteciperà assieme all’associazione Villaggio Culturale d’Europa di Pergine Valdarno all’incisione di un disco, Europa Ludens 2026, e terrà anche un concerto.

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