Erano le 11.30 circa di un anno fa, il 4 agosto 2025, quando lungo la carreggiata nord dell’autostrada A1 , nel tratto compreso tra Arezzo e Valdarno, nei pressi del Ponte Leonardo, si verificò il terribile incidente mortale che coinvolse una ambulanza della Misericordia di Terranuova, lasciando sull’asfalto tre vittime: Gianni Trappolini, 56 anni, autista e storico volontario; Giulia Santoni, 23 anni, volontaria e studentessa di infermieristica; Franco Lovari, 75 anni, il paziente trasportato che stava effettuando un trasferimento per controlli cardiaci. La ricostruzione delle forze dell’ordine permise di chiarire la dinamica: un mezzo pesante carico di inerti, che viaggiava a circa 100 km/h, piombò su una coda di veicoli fermi per rallentamenti. L’ambulanza della Misericordia di Terranuova, incolonnata, rimase schiacciata in un groviglio che coinvolse a sua volta altre tre auto, una roulotte e un pullman turistico. Imponente la macchina dei soccorsi che si mise in moto, con l’A1 chiusa per ore, e altri 15 feriti tra gli occupanti degli altri mezzi coinvolti.
Le indagini condotte dalla Polizia Stradale della Procura di Arezzo, basate sui rilievi tecnici e sui dispositivi sequestrati, permisero di accertare che il conducente del tir, un camionista di 59 anni, stava utilizzando il telefono cellulare proprio pochissimi minuti prima dell’impatto, mentre era alla guida, per registrare video da pubblicare sui social senza prestare attenzione al traffico e senza accorgersi della coda. L’uomo è stato imputato per omicidio stradale plurimo, con l’aggravante della “colpa cosciente”, avendo scientemente adottato una condotta di guida a stretto rischio: nell’aprile del 2026, la vicenda giudiziaria si è conclusa davanti al Tribunale di Arezzo con un patteggiamento a 5 anni di reclusione, pena ridotta di un terzo per la scelta del rito alternativo, e l’uomo è finito in carcere. Amarezza e rabbia dei parenti delle vittime per la decisione di sospendere soltanto la patente del camionista, tanto che le famiglie si recarono anche, invano, al tribunale di Arezzo per protestare.
In seguito alla tragedia, e sulla scorta del dibattito della sicurezza stradale nel tratto aretino della A1, a partire dal 3 novembre 2025 è scattata una misura sperimentale introdotta da Autostrade per l’Italia, condivisacon la Polizia Stradale e con le Prefetture competenti. È stato istituito il divieto di sorpasso per i veicoli di massa superiore a 12 tonnellate. La limitazione riguarda un tratto di circa 90 chilometri a due corsie per senso di marcia lungo l’A1, compreso tra i caselli di Incisa-Reggello e Chiusi, in entrambe le direzioni. Una misura che è tuttora in vigore.
Il coinvolgimento emotivo per la morte dei tre occupanti dell’ambulanza fu immediato, una mobilitazione di solidarietà e vicinanza alle famiglie che portò anche ai funerali pubblici per due delle vittime, svolti in piazza alla presenza delle massime autorità. E nel corso di quest’anno si sono moltiplicate le iniziative di raccolta fondi a favore della Misericordia di Terranuova, colpita duramente.
Questa sera la comunità valdarnese tornerà a stringersi nel dolore e nella commemorazione, con una fiaccolata organizzata proprio in occasione del primo anniversario. Il ritrovo è previsto alle ore 20 nel parcheggio dello stabilimento Prada di Valvigna, e da lì partirà il percorso a piedi in corteo fino al punto in cui si verificò l’incidente dove, in ricordo delle tre vittime, sarà inaugurato il cippo commemorativo realizzato dallo scultore lorese Pietro Fabbroni.
Alla commemorazione parteciperanno i sindaci del Valdarno, le Misericordie del Valdarno e di tutta la Toscana, oltre a rappresentanti delle istituzioni regionali e provinciali. È annunciata la presenza dell’assessore regionale Filippo Boni, di esponenti della Provincia di Arezzo ed è stato invitato anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. L’invito a partecipare è esteso a tutti i cittadini.

