Dalle storie della Resistenza nel Valdarno alla sala stampa della Camera dei Deputati. Il libro “Siamo liberi? Resistenza e Liberazione nella Valle dell’Arno: racconti e memorie generazionali” è stato presentato mercoledì a Montecitorio, in un appuntamento promosso dal deputato toscano Emiliano Fossi che ha riunito autori, parlamentari e numerosi partecipanti. Un riconoscimento significativo per un volume nato in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione del Valdarno Superiore e dell’Italia e dedicato a raccontare, attraverso storie e memorie, una delle pagine più importanti della storia del territorio.
Il libro, pubblicato da I Libri di Mompracem con la prefazione della cantautrice Letizia Fuochi e la copertina firmata dalla fotografa Silvia Maglione, nasce in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione del Valdarno Superiore e dell’Italia. Riunisce autori provenienti da esperienze diverse – storici, giornalisti, musicisti, artisti, fotografi e amministratori – accomunati dall’obiettivo di raccontare quel periodo attraverso storie, testimonianze e memorie familiari.
Tra i contributi figurano quello dello storico Giorgio Sacchetti sul ruolo di un Valdarno antifascista, i racconti di Stefano Beccastrini dedicati ai giovani partigiani Franco Stucchi Prinetti e Gianmaria Paolini, le memorie familiari raccolte da Arlo Bigazzi, il racconto di Giuseppe Giachi sul punto di vista di chi aderì alla Repubblica Sociale Italiana, la storia del partigiano sovietico Nikolaj Bujanov ricostruita da Enzo Brogi, il racconto di Marco Noferi dedicato al partigiano Ilvo, le testimonianze raccolte da Giampiero Bigazzi sulle donne della Resistenza sangiovannese, la poesia di Giorgio Torricelli sulla strage di San Pancrazio e la cronologia degli avvenimenti dell’estate del 1944 curata da Martina Giardi. A completare il volume il graphic novel di Sergio Traquandi: un invito all’ascolto.
Alla presentazione romana hanno partecipato quasi tutti gli autori del volume, arrivati a Montecitorio per condividere un momento importante del percorso di “Siamo liberi?”. Con loro anche il consigliere comunale di Cavriglia Gabriele Mori.
Ad aprire la presentazione è stato il giornalista e coautore Enzo Brogi, che ha ripercorso la nascita del progetto. Un libro nato quasi spontaneamente, durante i pranzi del venerdì in un piccolo circolo del Valdarno, tra una chiacchiera e l’altra: “È nata l’idea di costruire un libro sulla Resistenza, sulla Liberazione e sulla voglia di democrazia”, ha raccontato, spiegando come la scelta di presentarlo proprio a luglio non sia casuale: fu in quel mese del 1944 che la Toscana venne progressivamente liberata dall’occupazione nazifascista, città dopo città, fino alla liberazione di Firenze nei primi giorni di agosto. Brogi ha anche ricordato come gli autori appartengano alla prima generazione cresciuta nell’Italia democratica del dopoguerra, quella che ha ascoltato i racconti della guerra direttamente dai propri genitori, nonni, insegnanti e partigiani. Memorie familiari che oggi diventano patrimonio collettivo.
Uno dei passaggi più significativi dell’incontro è stato l’intervento di Giuseppe Giachi, che ha spiegato la filosofia con cui è stato costruito il volume: ”L’obiettivo – ha detto – era evitare qualsiasi forma di retorica, scegliendo invece di raccontare le storie attraverso la memoria personale e l’emozione. Un approccio ispirato alla narrativa di Beppe Fenoglio e, in particolare, a “Una questione privata”, considerata un modello per restituire tutta la complessità umana della Resistenza.” Giachi ha sottolineato come gli autori non abbiano concordato preventivamente i contenuti dei rispettivi racconti. Solo a lavoro concluso sono emersi spontaneamente temi comuni: il coraggio, la libertà, le contraddizioni della guerra e perfino il racconto di chi finì dalla parte della Repubblica Sociale Italiana, affrontato senza giudizi sommari ma con l’intenzione di comprendere le scelte individuali all’interno di una tragedia collettiva.
Molto personale anche l’intervento dell’artista Sergio Traquandi, autore del graphic novel inserito nel volume. Il suo è un racconto costruito attraverso le immagini, nato dai ricordi ascoltati fin da bambino a tavola, quando genitori e nonni parlavano della guerra, della fame, delle perdite e della quotidianità durante il fascismo. Un ascolto che, ha spiegato, vale più di molti discorsi ufficiali perché restituisce il peso umano di quelle esperienze.
La presentazione si è svolta mentre alla Camera erano ancora in corso le votazioni sulla riforma elettorale. Per questo il deputato Emiliano Fossi ha raggiunto la sala stampa solo al termine dei lavori parlamentari, così come Simona Bonafè e Marco Furfaro, intervenuti nel corso dell’incontro.
Simona Bonafè ha definito il libro: “Un prezioso lavoro sulla memoria, capace di parlare di libertà e democrazia partendo da un territorio della Toscana ma con un messaggio universale. In un contesto internazionale sempre più complesso, ha osservato, riflettere sulle radici della Repubblica e sui valori democratici diventa ancora più importante.”
Marco Furfaro ha invece collegato la memoria della Resistenza all’attualità politica, sostenendo come la libertà non possa mai essere considerata definitivamente acquisita. Ha ricordato che la barbarie può riaffacciarsi anche attraverso il linguaggio dell’esclusione, della discriminazione e dell’intolleranza e ha sottolineato il valore di opere come “Siamo liberi?” nel mantenere viva la memoria delle nuove generazioni.
A chiudere la presentazione è stato Emiliano Fossi, promotore dell’iniziativa. Il deputato ha definito il libro un invito a interrogarsi sul presente attraverso la domanda che gli dà il titolo.”Siamo stati in grado di raccogliere davvero l’eredità di quella generazione?”, ha chiesto, ricordando il tributo di sangue pagato dal Valdarno e da tutta la Toscana durante la guerra e la straordinaria esperienza civile che portò alla nascita della Repubblica e della Costituzione.
Il libro riporta il lettore proprio in quell’estate del 1944, tra il ritiro delle truppe tedesche, il consolidamento delle brigate partigiane sul Pratomagno e nel Chianti e la drammatica sequenza di eccidi che colpirono Castelnuovo dei Sabbioni, Meleto, Cornia, San Pancrazio, Bucine, Figline Valdarno, Loro Ciuffenna e altri centri del territorio. Attraverso racconti personali e memorie familiari emergono le vicende dei partigiani, dei civili, degli operai delle miniere e della ferriera, dei soldati dopo l’8 settembre e delle popolazioni costrette a convivere con la guerra.
Un simbolo che va oltre i confini locali. La presentazione alla Camera dei Deputati arriva al termine di un percorso che ha visto il libro protagonista di diverse presentazioni sul territorio nel corso dell’anno. Portarlo a Roma, in un luogo simbolo della democrazia repubblicana, ha rappresentato per gli autori un modo per far uscire dai confini del Valdarno una storia che, pur profondamente locale, parla a tutto il Paese.
Come ha ricordato lo stesso Enzo Brogi in apertura, la generazione che ha scritto questi racconti è la stessa cresciuta nell’Italia liberata, quella che ha ereditato dai propri genitori e nonni non solo i ricordi della guerra, ma anche il senso di una Costituzione scritta insieme da cattolici, socialisti, comunisti e laici. Un’eredità che il libro, e la sua presentazione alla Camera, prova a restituire intatta alle nuove generazioni, insieme alla domanda che dà il titolo al volume e che resta, ottant’anni dopo, ancora aperta: siamo liberi?

