San Giovanni Valdarno ed Elbeuf Sur Seine riprendono ufficialmente il percorso di gemellaggio avviato tra il 1988 e il 1991, con l’obiettivo di costruire una relazione stabile e condivisa, capace di guardare al futuro e di coinvolgere istituzioni, scuole, associazioni e cittadini.
Il primo passaggio istituzionale si è svolto ieri pomeriggio a Elbeuf: il sindaco di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi, è intervenuta nel corso del consiglio comunale della città francese nel corso del quale è stata votata all’unanimità la delibera di approvazione. Il percorso continuerà il 29 ottobre con la formalizzazione nel consiglio comunale di San Giovanni Valdarno e si concluderà con la firma ufficiale del patto di gemellaggio a novembre quando il sindaco e una delegazione sangiovannese si recheranno a Elbeuf e a gennaio 2027 quando a San Giovanni Valdarno arriveranno ll sindaco Djoudé Merabet e una delegazione istituzionale francese.
Tra il 1988 e il 1991 le due città avevano infatti stretto un rapporto di scambio istituzionale che aveva coinvolto anche le scuole e che ha lasciato un ricordo vivo tra i sangiovannesi. Un legame che all’epoca non era riuscito a tradursi in una collaborazione strutturata e che l’attuale amministrazione comunale ha scelto di recuperare, nell’ambito di una più ampia attenzione alle relazioni internazionali e alla costruzione di rapporti con altre comunità europee. Il percorso di riavvicinamento è iniziato con la ricerca delle tracce di quella relazione negli archivi comunali. Il 14 novembre 2024 il sindaco Vadi ha inviato la prima lettera al sindaco Djoudé Merabet, proponendo di riallacciare i rapporti interrotti molti anni prima. Nel settembre 2025 il sindaco Vadi, insieme ad una delegazione di San Giovanni, si è recata a Elbeuf, mentre nel dicembre dello stesso anno una delegazione francese guidata dalla vicesindaca Beatrice Lefel è stata accolta nella città del Marzocco.
Le due città condividono numerosi elementi storici, geografici e culturali. Gli ambiti individuati sono molteplici: dalla promozione culturale alla tutela dell’ambiente e alla lotta al cambiamento climatico, dallo sviluppo economico e turistico alla collaborazione tra scuole, giovani, università e centri di formazione. Il gemellaggio intende inoltre favorire gli scambi tra le associazioni, valorizzare le tradizioni locali e rafforzare una cittadinanza europea attiva e partecipata, creando occasioni concrete di incontro e di crescita per entrambe le comunità.
Nel suo intervento, il sindaco Vadi ha voluto sottolineare soprattutto il significato che le relazioni tra città possono assumere in una fase storica segnata da conflitti e tensioni internazionali.
“Per noi le relazioni internazionali ed i gemellaggi sono importanti, vi poniamo particolare attenzione e cura nella nostra azione amministrativa, perché siamo convinti che l’amicizia tra le città ed i popoli costituisca l’antidoto più forte contro i venti di guerra, contro la violenza, contro la sopraffazione. I gemellaggi permettono di rafforzare valori fondamentali come la pace, la solidarietà, la cooperazione. Per queste ragioni, proprio in questo particolare momento storico, così cupo e drammatico, ritengo che abbia ancora più valore e sia un gesto simbolico carico di significato unire le nostre due comunità in una relazione di amicizia e di collaborazione reciproca”.
Il nuovo gemellaggio si inserisce nel percorso di relazioni internazionali già intrapreso da San Giovanni Valdarno con Corning, nello Stato di New York, e con Gerico, in Palestina, entrambi rinnovati nel 2023 dopo vent’anni. Il prossimo appuntamento sarà a novembre, quando il sindaco Vadi tornerà a Elbeuf per la firma del patto, accompagnata dal presidente del Consiglio comunale Lorenzo Martellini, dalla funzionaria comunale Chiara Olmastroni e dal collaboratore del sindaco per i gemellaggi Paolo Ricci. A gennaio 2027 sarà invece San Giovanni Valdarno ad accogliere il sindaco Merabet e la delegazione francese, per la sottoscrizione dell’accordo nella città di Masaccio.
L’obiettivo è dare continuità a un legame recuperato dalla memoria e trasformarlo in una relazione concreta, capace di generare nuove opportunità di incontro, amicizie personali e collettive e occasioni di sviluppo sociale ed economico per entrambe le comunità.

