Reggello, inaugurata la Casa di Comunità: assistenza sanitaria, sociale e primo soccorso in un unico edificio

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Taglio del nastro ufficiale oggi pomeriggio a Reggello per la Casa di Comunità Hub, già attiva da alcune settimane. Una inaugurazione a cui hanno preso parte il presidente della Regione Eugenio Giani, il Direttore della Asl Toscana Centro Valerio Mari, il sindaco di Reggello Piero Giunti con gli assessori e i rappresentanti degli altri comuni dell’area.

Si tratta di un edificio con quasi 800 metri quadrati di spazi, costato 3 milioni e 300mila euro circa, di cui la maggior parte in fondi Pnrr, e distinto in due diversi piani. Al piano inferiore si trovano il PIR, Punto di intervento rapido per i codici minori, la Continuità assistenziale (ex guardia medica) il Servizio sociale e l’ambulatorio di geriatria. Al piano superiore, invece, ci sono il Cup, il Punto prelievi, gli ambulatori degli infermieri di famiglia e di comunità, il Punto unico di accesso, gli ambulatori specialisti, le attività di consulenza e screening. Al momento non ci sono invece gli ambulatori dei medici di medicina generale, come invece avvenuto già in altre Case di comunità.

Alla struttura i cittadini potranno rivolgersi dunque per assistenza infermieristica, per fare screening oncologici come il Pap test, per il Servizio sociale, per l’accettazione amministrativa e, grazie al Punto Unico di Accesso (PUA), per ottenere indicazione e orientamento per bisogni sociosanitari, in particolare per persone fragili, anziani e malati cronici. È la Casa della Comunità la collocazione naturale anche per uno dei servizi di recente attivazione, il PIR: nella Casa della Comunità di Reggello, il Punto di intervento Rapido, per piccole emergenze che al Pronto Soccorso sarebbero identificate come codici minori, è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 20.00. Si può accedere al servizio PIR contattando il numero unico 116117 tramite accesso diretto o mediato dalla Medicina Generale. Grazie ai PIR potranno essere intercettati molti dei casi che si presentano al Pronto Soccorso in modo inappropriato e che possono, invece, essere seguiti con trattamenti ambulatoriali e terapie al domicilio.

 

Ha detto il Presidente della Regione, Eugenio Giani: “Un investimento 3 milioni e 292 mila euro che la Regione ha fatto volentieri perché Reggello è un centro importante che non aveva una struttura sanitaria che fosse presidio per la popolazione, ed è questo il senso delle Case di comunità. Un ospedale, tre Case di comunità: è la strategia per coprire quei territori che non hanno direttamente la prossimità dell’ospedale ma possono quindi avere un servizio di prossimità verso il cittadino attraverso la concentrazione delle attività dei medici in famiglia, pediatri, servizi sociali, punto prelievi e questa Casa di comunità, sul piano anche architettonico, è una bella struttura di riferimento in tutto il paese, moderna, efficiente. Questo è il modo con cui attraverso le Case di comunità la Regione si presenta vicino al cittadino proprio perché con queste strutture possiamo ammortizzare quello che altrimenti diventa l’ingolfamento dei pronti soccorso, infatti qui ci sarà un PIR, un punto di intervento rapido per i codici bianchi, i verdi, insomma le condizioni più leggere, ma contemporaneamente anche per quelle visite che possono fare i medici di famiglia svolgendo loro un ruolo e i medici specialisti venendo qui alcuni giorni alla settimana”.

Ha spiegato il Direttore della Asl Toscana Centro, Valerio Mari: “La Casa di comunità è un nodo in una rete di assistenza territoriale e l’esigenza primaria è quella di poter rispondere a tutto quello che è non urgente, che oggi impropriamente viene a volte svolto all’interno dei pronto soccorso con i cosiddetti codici minori, sia tramite accesso diretto, sia tramite il numero unico europeo 116 117, sia tramite il rapporto di fiducia col proprio medico di medicina generale. Perché la Casa di comunità invece dell’ambulatorio del medico? Perché qui troviamo anche altri servizi che per il medico possono essere di grande aiuto nella cura del paziente, ovvero la diagnostica di base, i servizi di specialistica, l’attività infermieristica sia in sede sia domiciliare, l’attività degli assistenti sociali e il punto unico di accesso per tutte le pratiche di carattere amministrativo. Un primo livello di interfaccia con la popolazione che possa dare delle risposte a tutto quello che non è urgente e che oggi a volte determina una serie di percorsi di difficoltà anche logistiche per le persone per i cittadini”.

Non ci sono ancora qui gli ambulatori dei medici di medicina generale, questo cambierà? “Tecnicamente – spiega ancora Mari – i medici ci sono perché sono uno dei requisiti di funzionamento di queste strutture, il dialogo con la medicina generale è chiaramente in essere, devo dire che nella nostra azienda mediamente c’è una buona partecipazione, in questo caso c’è un po’ di resistenza a questo tipo di cambiamento, ma io sono fiducioso perché da un lato, la struttura che è stata costruita e aperta rappresenta un fatto di concretezza che possa far superare queste difficoltà; dall’altro perché la partecipazione che registriamo invece nei territori intorno possa essere di traino per far funzionare questa progettualità che è una scommessa che facciamo insieme”.

Ha commentato il sindaco Piero Giunti: “Oggi è un giorno bello per il Comune di Reggello perché inauguriamo la Casa di comunità che è la prima all’interno del distretto sociosanitario, quindi un importante risultato non solo per Reggello ma per tutto il territorio. Quindi mi preme oggi ringraziare prima di tutto il Presidente Giani, la Regione Toscana, perché ha creduto nell’importanza di questo luogo del Comune di Reggello per individuare un punto da dedicare alla Casa di comunità Hub e quindi grazie alla Regione Toscana, grazie anche a chi ha lavorato, alla maestranze, ai direttori dei lavori, all’ASL perché in questi questo anno e mezzo i lavori si sono svolti senza disagi e rispettando i tempi del Pnrr”.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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