27, Febbraio, 2026

Punto nascita, il Consiglio di Montevarchi trova la sintesi e approva un documento all’unanimità: “Necessari interventi concreti perché non chiuda”

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Un documento approvato all’unanimità che ribadisce la necessità di mantenere aperto il Punto nascita della Gruccia, impegna il Sindaco ad attivarsi anche con la Conferenza dei Sindaci perché la Regione si assuma le proprie responsabilità chiedendo anche un Distretto unico del Valdarno aretino e fiorentino e di istituzionalizzare i rapporti fra l’Ospedale del Valdarno e quello di Arezzo, coinvolgendo in una battaglia di vallata anche gli altri comuni: è il risultato a cui è arrivato oggi il Consiglio comunale di Montevarchi, in una seduta dedicata prevalentemente proprio a questa delicata questione.

Un voto unanime che rende più forte dunque la posizione di Montevarchi, con il Consiglio che ha trovato una sintesi fra maggioranza e opposizioni, arrivati alla seduta con proposte diverse ma il cui obiettivo era unanime, appunto. Tanto che lo stesso presidente del Consiglio, Angiolo Salvi, ha sottolineato il fondamentale lavoro svolto intorno a questo tema e ringraziato tutti per aver raggiunto questo importante risultato.

Il testo approvato alla fine, frutto della sintesi fra ordine del giorno, mozione e risoluzione, ricorda nelle premesse che “solo a metà del mese di gennaio, attraverso dichiarazioni rilasciate alla stampa, il Presidente della Regione Toscana Giani e l’Assessore regionale alla Salute Monni hanno richiesto al Governo centrale l’abbassamento della soglia minima dei parti prevista dalla normativa vigente, da 500 a 400 per gli ospedali di primo livello e da 1.000 a 800 per quelli di secondo livello, avanzando contestualmente richiesta di deroga per alcuni punti nascita, tra i quali quello dell’Ospedale della Gruccia, a rischio chiusura per aver registrato 453 parti nell’anno 2025″ e definisce “criticabile che la Regione Toscana e l’Azienda Toscana Sud Est in merito al permanere di una situazione di criticità e alla conseguente possibile chiusura del punto nascita non abbia informato né gli operatori interessati né la Conferenza dei Sindaci”.

Il testo ripercorre poi le tappe delle richieste di deroga al CPNN, e stabilisce necessario “intervenire con urgenza per la salvaguardia dell’Ospedale della Gruccia, quale obiettivo comune, trasversale e da perseguire senza indugi, anche alla luce del fatto che il parere negativo è stato al momento espresso unicamente per l’Ospedale del Valdarno”, ricordando che “il punto nascita dell’Ospedale della Gruccia è oggi un reparto completo ed operativo rispondente agli standard di sicurezza previsti, dotato di personale in numero adeguato e dotato professionisti di elevata qualificazione, con alcuni servizi per le partorienti non presenti in altri ospedali che gli hanno permesso di ottenere importanti riconoscimenti; l’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia è presidio di primo livello a servizio di un bacino di utenza superiore a 100.000 abitanti del Valdarno aretino e fiorentino, comprendente anche aree collinari e montuose, garantendo servizi di prossimità rispetto ad altre realtà ospedaliere”.

Il documento richiama inoltre le dichiarazioni del Primario di Ostetricia e Ginecologia “circa la presenza sul territorio di numerose donne, anche di diverse etnie, prive di mezzi di trasporto propri e costrette a utilizzare il trasporto pubblico anche in caso di gravidanze a rischio, con conseguente allungamento dei tempi di percorrenza verso altri presidi ospedalieri” e sottolinea “che le distanze e i tempi di percorrenza verso i presidi ospedalieri limitrofi, così come dichiarato sulla stampa sulla base di approfondimenti dall’assessore ai Trasporti della Regione Boni, oscillano tra i 45 e i 60 minuti nelle rare condizioni di traffico regolare, potendo raggiungere e superare i 90 minuti in presenza di traffico intenso o blocchi autostradali”. C’è poi la questione dei numeri: “Nel 2025 sono nati in Valdarno complessivamente 836 bambini, di cui 536 nel versante aretino e 300 in quello fiorentino, configurando un bacino potenziale di attrattività tale da poter garantire la messa in sicurezza del punto nascita dell’Ospedale della Gruccia”.

Il testo infine ricorda che il Sindaco di Montevarchi aveva già definito necessario rivedere la relazione presentata da ASL e Regione per la richiesta di deroga, cosa che ha pubblicamente affermato lo stesso Presidente della Regione, visto che “il Ministero della Sanità per nome dello stesso Ministro si è reso disponibile a far riesaminare la situazione del Punto Nascita della Gruccia dal Comitato”, e sottolinea che “la deroga per il punto nascita della Gruccia non deve essere ‘a tempo’, legata ad una sospensione momentanea per i lavori autostradali, ma fondata sulle reali condizioni orografiche del territorio che non consentono di raggiungere in sicurezza l’Ospedale di Arezzo”.

Alla luce di tutte queste premesse, il Consiglio comunale di Montevarchi “esprime la necessità che nel territorio del Valdarno venga mantenuto il Punto Nascite presso l’ospedale della Gruccia permettendo così alle madri la possibilità di partorire nel proprio territorio. Nella consapevolezza che qualsiasi tipo di deroga deve essere vista come un’opportunità per permettere di attuare politiche che consolidino e sviluppino il Punto Nascita e i Servizi Pediatrici presenti all’Ospedale della Gruccia, impegna il Sindaco a sostenere in ogni sede istituzionale, anche attraverso la Conferenza Zonale dei Sindaci, la richiesta di concessione della deroga ministeriale necessaria al mantenimento del punto nascita dell’Ospedale Santa Maria alla Gruccia; a chiedere, anche attraverso la conferenza dei Sindaci, che la Regione Toscana si assuma la responsabilità di tutelare concretamente e operativamente il punto nascita dell’Ospedale della Gruccia, individuando una soluzione chiara alla situazione di criticità, fondata su motivazioni reali, che salvaguardi un servizio di alta qualità, sostenuto da professionisti qualificati, e garantisca alle madri del Valdarno la possibilità di partorire nel proprio territorio nonché siano rafforzati i servizi Pediatrici all’interno del presidio; a chiedere, anche attraverso la conferenza dei Sindaci, che la Regione Toscana si attivi per la realizzazione di un Distretto Sanitario Unico del Valdarno che in ambito sanitario e sociosanitario sorpassi la divisione tra Valdarno Aretino e Fiorentino e tra Aziende Sanitarie, al fine di superare un’incomprensibile frammentazione territoriale che oggi determina un continuo depotenziamento dei servizi; a chiedere, anche attraverso la conferenza dei Sindaci, che la Regione Toscana scelga di istituzionalizzare i rapporti, come quelli già in parte esistenti con il presidio di Arezzo, per permettendo livelli di integrazione tra strutture limitrofe volte a costituire un’équipe condivisa per garantire la continuità assistenziale partendo dalla neonatologia, oltre a poter prevedere un eventuale rotazione del personale che permetterebbe un ‘plus’ rispetto al Protocollo ministeriale, visto che il punto nascita del San Donato è di secondo livello”.

Infine, il testo approvato all’unanimità impegna il Sindaco “a riferire tramite apposite comunicazioni al Consiglio comunale in merito a qualsiasi ulteriore evoluzione inerente il punto nascita dell’Ospedale della Gruccia” e impegna il Presidente del Consiglio comunale “a coinvolgere i loro omologhi e i Capogruppo dei comuni promuovere un’azione coordinata tra i Comuni del Valdarno, finalizzata alla salvaguardia del punto Nascita dell’Ospedale della Gruccia e al rafforzamento e alla valorizzazione dei servizi ospedalieri della vallata a trasmettere il presente atto alla conferenza dei sindaci, al presidente della Regione Toscana e all’Assessore regionale della Sanità”.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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