Attenzione alta in Valdarno per le sorti del punto nascita dell’Ospedale del Valdarno, che insieme ad altri ospedali toscani è sotto la soglia delle 500 nascite annue. Ieri la Regione ha annunciato di aver chiesto al Governo di ridimensionare i parametri.
Oggi interviene il sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini: “Apprendo con preoccupazione dalle dichiarazioni del Presidente Giani e dell’Assessore Monni che, a causa di una natalità inferiore alla soglia prevista per legge, sarebbe a rischio chiusura il punto nascita dell’Ospedale della Gruccia, avendo registrato nell’ultimo anno 455 nascite rispetto al parametro minimo di 500 parti richiesti per i presidi di primo livello . Ritengo grave che né la Regione, né la Asl abbiano informato i Sindaci del Valdarno, fornendo dati puntuali ed approfondimenti sul nostro Ospedale e sul quadro regionale complessivo che invece è stato trattato sui giornali”.
“Il Valdarno – continua Chiassai – non è un semplice numero, in attesa di eventuali modifiche legislative. L’allarme riguarda la perdita di un servizio per le donne e per il loro diritto di diventare madri nel territorio. Non è la prima volta che intervengo sul punto nascita della Gruccia. Già nel 2023 avevo denunciato criticità strutturali e organizzative, legate in particolare alla carenza di Ginecologi, che rischiavano di compromettere gli standard qualitativi del servizio di maternità, per cui la Asl era arrivata ad ipotizzare la chiusura temporanea del punto nascita nel periodo estivo con il conseguente trasferimento delle partorienti ad Arezzo, o fuori provincia, a Ponte a Niccheri. Una prospettiva contrastata con forza, perché una chiusura temporanea avrebbe significato una chiusura definitiva. Solo grazie alla denuncia e alla richiesta di chiarimenti, fu possibile fermare la chiusura, ma resta evidente come il nostro ospedale venga nuovamente indicato come a rischio per il punto nascita”.
“Condivido la necessità di aggiornare i parametri di legge riguardo al calo demografico che interessa l’Italia da oltre vent’anni. Tuttavia, oltre a un intervento di livello nazionale, è indispensabile che la Regione si occupi concretamente del nostro ospedale e se necessario si adoperi oggi per una deroga come ha fatto per altre realtà. La Gruccia infatti serve un bacino di oltre 100.000 abitanti, collocato tra l’ospedale San Donato di Arezzo e quello di Ponte a Niccheri, distanti circa 80 chilometri l’uno dall’altro, senza dimenticare che il Valdarno fiorentino ha già perso il punto nascita del Serristori”, ricorda Chiassai.
“La priorità deve essere garantire alle donne un servizio che accompagni la maternità dalla gravidanza al post-partum, assicurando prossimità tra territorio e ospedale. I numeri, da soli, non possono determinare la politica sanitaria. Su questo la Regione deve essere chiara perché altrimenti come si intende procedere- dichiara il Sindaco- si chiude prima la maternità delle Scotte di Siena che registra un calo di 180 nascite, un dato molto più consistente rispetto a Montevarchi che ne regista 45? Oppure si chiudono tutti e quattro gli ospedali che sono sotto soglia? Questa non può essere la soluzione. Per quanto mi riguarda, non accetterò mai la chiusura del punto nascita della Gruccia con la leggerezza con cui è stato chiuso quello di Bibbiena. Chiudere un reparto ospedaliero significa sancire l’impoverimento irreversibile di un territorio, privando i cittadini di un servizio essenziale come in questo caso. L’obiettivo politico oggi non è l’Ospedale, ma garantire la funzionalità dei suoi servizi per dare un futuro alla nostra vallata”.
