L’annuncio è arrivato via social: Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, fondatore dell’università telematica Unicusano e titolare dell’Hotel Rifugio La Foresta, di fronte all’Abbazia di Vallombrosa, chiuderà questa struttura. Lo farà a fine mese, ha detto in un video in cui dà la colpa a tre soggetti: “Il sindaco di Reggello, i carabinieri forestali, e i toscani della zona che non hanno voglia di fare un niente niente niente”. E mentre anche i lavoratori hanno appreso della prossima chiusura da questo video pubblicato sui social, intanto si è scatenato il dibattito.
Le parole di Bandecchi: “Parliamo dell’albergo di Vallombrosa, il Rifugio La Forsta. Caro sindaco Giunti, sindaco di Reggello: chiuderò questo albergo a fine settembre perché mi sono scocciato di una serie di cose. Non ho acqua, devo andare avanti con i pozzi; nessuno mi ha dato il permesso di mettere a posto la vasca che avete da quattro anni che fa schifo, e non faccio l’elenco di una serie di cose che fa schifo. In più devo ogni tanto prendermi anche qualche accidente da qualche imbecille toscano, come me, che comunque pensa che il disservizio lo do io. Stipendi ai massimi livelli con servizio delle persone che fa veramente ca*are. Detto questo, il 30 settembre chiude, anche prima se se ne vogliono andare tutti a casa. Diventa casa mia, quindi vi riconsegnerò la licenza e a Vallombrosa avrò una villa di 5mila metri quadri”.
Replica il sindaco di Reggello, Piero Giunti: “Anche io ho appreso dai social che l’albergo La Foresta, il 30 settembre, termina la sua attività, chiude, e che la colpa è del sindaco di Reggello, dei carabinieri forestali e dei toscani che non hanno voglia di lavorare. Ora, io devo dire, sono rimasto basito sia per la forma che per i toni usati. Prima di tutto perché è la prima volta che fra colleghi, fra sindaci, si affronta un problema con questa modalità. Quando un’attività chiude, per una comunità, per un sindaco è sempre una cosa negativa e quindi di questo sono preoccupato e mi dispiace, ma le modalità con cui si affronta questa cosa credo debbano essere messe in fila. Non rispondo alle polemiche fatte sul mio conto, deve essere chiaro. Mi si attribuisce che il Comune di Reggello non investe su Vallombrosa. Io rispondo con i fatti. Il Comune di Reggello su Vallombrosa ha investito, sta investendo e continuerà a investire: un progetto importante finanziato da Regione Toscana e dal Comune di Reggello, creato di concerto con la Città Metropolitana e i Carabinieri forestali, sta rendendo Vallombrosa una foresta
accessibile a tutti, anche ai portatori di disabilità motorie e sensoriali. A breve, a fine settembre, inaugureremo un camminamento in protezione che porterà dentro il Parco della Foresta e inizierà proprio dal Bar della Foresta, dove l’hotel, la foresta e il bar sono parte integrante di questo importante progetto, e con la realizzazione anche di due bagni anche per i disabili. Non solo: durante l’estate il Comune di Reggello con soldi propri finanzia la circolare del Vignale, per promuovere e favorire il raggiungimento di Vallombrosa; abbiamo realizzato da pochi anni un’area camper moderna, anche questa sempre grazie alla Regione. Quindi stiamo investendo”.
La questione della vasca davanti all’Abbazie: “La vasca, bisogna essere chiari, non è del Comune di Reggello. La vasca è del Demanio. Io so che l’imprenditore Stefano Bandecchi aveva manifestato la volontà di ristaurarla a proprie spese. Ma siccome la disponibilità della vasca e quindi anche la gestione è del demanio , dei Carabinieri forestali, le motivazioni per cui gli è stato detto di no io non le conosco. Come sindaco, ho chiaro che la vasca non ha bisogno solo del restauro, ma anche di una ristrutturazione e di un intervento complesso; io mi sono reso disponibile parlando con la Sovrintendenza e con il Demanio, affinché il Comune possa fare la sua parte anche se non è di competenza, e grazie all’interessamento di Publiacqua abbiamo un progetto per la riqualificazione e la messa in sicurezza della vasca. È ovvio, adesso sto aspettando il Demanio e i Carabinieri forestali per capire se la disponibilità del comune a loro va bene. Per fare cosa? Per attivare un percorso di art bonus in modo tale che chi vuole investire, e quindi anche Stefano Bandecchi potrebbe fare, per ristrutturare la vasca”.
“Io termino questa mia riflessione su una cosa. Io non voglio scendere in polemica. Perché un sindaco e un imprenditore sanno bene che i problemi vanno risolti. Se ci sono problemi, io non mi tiro indietro, però quando vengo chiamato in causa per problemi o responsabilità che non sono di mia competenza devo rispondere e non cedo alle polemiche. Io scriverò all’imprenditore Stefano Bandecchi per invitarlo a un confronto, a un incontro per capire come anche il Comune insieme agli altri enti possono affrontare le tematiche che secondo me in maniera non opportuna ha posto via social. Io sono disponibile ad incontrarlo e quindi credo questo sia il tema e il percorso ideale perché, come dico a ogni imprenditore che viene a Reggello, chi investe su un territorio ha bisogno di due risposte da un comune e da un sindaco: tempi certi e procedure chiare ,ed è questo lo facciamo non attraverso programmi sui social ma mettendoci intorno a un tavolo e affrontando le cose. Io con l’imprenditore Bandecchi mi sono visto la prima volta quando è arrivato quattro anni fa e poi non ho avuto più il piacere di incontrarlo. Quindi credo che da sindaco lui sappia bene che su queste cose serve un percorso concreto, anche mettendosi intorno a un tavolo”, conclude Giunti.

