Più di 186 milioni di euro: è la somma che nel 2024 (dati più recenti disponibili) è finita nel gioco d’azzardo legale in Valdarno aretino. La spesa pro capite nei vari comuni è alta, arriva addirittura a 3mila euro a persona all’anno, contando dai neonati agli ultracentenari. Di questi soldi, circa la metà finisce nel gioco online, che sta diventando il più diffuso specialmente nelle fasce più giovani.

Il gioco d’azzardo infatti, anche in Valdarno come a livello nazionale, è ormai fenomeno trasversale e si abbassa sempre di più, in maniera preoccupante, la soglia d’età in cui si comincia ad averci a che fare: fin dalla prima media, secondo gli ultimi riscontri.

È per questo che la Asl Toscana Sud Est ha voluto e finanziato il progetto “I cantieri del Gioco”, pensato proprio per prevenire le ludopatie tra i più giovani, sia con gli operatori di strada di Coop.21, sia nelle scuole con i progetti di Conkarma. L’occasione per fare un bilancio di questo progetto, ma soprattutto un momento per incontrare la cittadinanza e parlare di giovani, rischi e prevenzione della ludopatia, è stato l’incontro che si è svolto nella Sala Consiliare di Castelfranco, alla presenza dell’Assessora alle Politiche educative, sociali e sanitarie del Comune di Castelfranco Piandiscò Orietta Gagliardi e della Direttrice della Zona distretto del Valdarno Elena Rebora.
Per “I Cantieri del Gioco” gli operatori di strada della cooperativa sociale Coop.21 e l’associazione di promozione sociale Conkarma sono stati impegnati per mesi in azioni di sensibilizzazione, informazione e creazione di alternative sane al gioco d’azzardo per adolescenti e giovani. Il lavoro di strada condotto dalla Coop.21 ha permesso di intercettare oltre 620 ragazzi e ragazze del territorio che sono stati coinvolti in 17 laboratori e workshop costruiti sulle loro passioni e la creazione di spazi di aggregazione sani, che potessero facilitare il contatto tra le compagnie informali e i servizi per le dipendenze. Parallelamente, la cooperativa Conkarma ha condotto un percorso educativo in 15 classi delle scuole secondarie di primo grado del Valdarno aretino, all’interno delle quali ha realizzato laboratori di educazione non formale che, affrontando temi come probabilità, “bias” cognitivi e attraverso il gioco degli scacchi, hanno permesso agli studenti e le studentesse di acquisire strumenti critici per riconoscere i rischi del gioco patologico.
Monica Panichi per COOP.21 Cooperativa sociale e Andrea Eterno per Conkarma APS spiegano le attività svolte con i ragazzi e le ragazze. “I risultati presentati oggi a Castelfranco-Piandiscò confermano quanto sia vitale agire con tempestività sul fronte della prevenzione. L’esperienza nelle scuole e in strada nei Comuni del Valdarno Aretino ci ha mostrato l’importanza di lavorare con gli adolescenti e le adolescenti. Per contrastare l’insorgere del Disturbo da Gioco d’Azzardo, è fondamentale promuovere il benessere partendo dalla consapevolezza. Lo abbiamo fatto agendo sulle distorsioni cognitive e sui ‘bias’ che spesso intrappolano i ragazzi, utilizzando il pensiero matematico e la logica (attraverso strumenti come il gioco degli scacchi) per smascherare le false illusioni di vincita”.
I dati della piattaforma Agorà parlano chiaro: oltre 186 milioni di euro giocati nel 2024 nel solo Valdarno Aretino indicano che il gioco d’azzardo non è un problema del singolo individuo, ma una ferita che colpisce l’intera comunità. Di fronte a cifre così significative, la risposta non può essere frammentata. Solo attraverso una sinergia profonda tra tutti gli attori del territorio — ASL, Amministrazioni Comunali, Istituzioni Scolastiche ed Enti del Terzo Settore — è possibile costruire una rete di protezione efficace. È indispensabile che il territorio adotti e sostenga interventi condivisi, capaci di integrare prevenzione, sensibilizzazione, nonché accompagnamento ai servizi.
L’incontro è stato inoltre l’occasione per conoscere da vicino il Servizio Dipendenze (Ser.D) territoriale e approfondire l’incidenza del gioco d’azzardo a livello locale. Le linee strategiche dell’intervento sono state delineate da Angela Passeri, Responsabile UF Dipendenze Valdarno, che ha evidenziato l’importanza di lavorare sulla prevenzione con adolescenti e giovani, per evitare l’insorgere di comportamenti problematici legati al Disturbo da Gioco d’Azzardo.
“I Cantieri del Gioco – ha commentato la direttrice di Zona distretto Elena Rebora – è un progetto di eccellenza del nostro territorio. Non solo per la passione e la professionalità che le cooperative sono state capaci di mettere in campo, e con le quali sono state in grado di guadagnarsi la fiducia dei giovani e delle giovani del territorio che hanno coinvolto nelle attività, ma anche perché è stato capace di affrontare, in maniera pratica e concreta, un problema effettivamente presente sul territorio. Quando si parla di giovani, non sempre la ludopatia è tra le dipendenze che immediatamente vengono in mente e per questo a volte rischia di passare in secondo piano rispetto ad altre problematiche. Si tratta invece di un tema rilevante, la cui intercettazione precoce può fare davvero la differenza in materia di efficacia e di esito. Siamo molto orgogliosi dei risultati che vengono presentati oggi, e di averli potuti condividere con la cittadinanza, nell’ottica di una restituzione che rafforza le reti e le sinergie per potenziare i risultati. Rinnoviamo quindi l’appuntamento tutta la cittadinanza anche per il prossimo incontro che terremo il 23 maggio a San Giovanni Valdarno, occasione per presentare la nuova edizione del progetto e i suoi primi risultati.”
All’interno della Sala consiliare di Castelfranco è stata allestita anche una mostra interattiva, che rimarrà visitabile per i prossimi giorni negli orari di apertura degli uffici comunali, e che espone i lavori realizzati dai giovani e dalle giovani durante i laboratori di progetto e illustra le attività interattive che sono state impiegate, e che è possibile sperimentare in prima persona per cimentarsi con il tema della sensibilizzazione.

