30, Gennaio, 2026

Punto nascita alla Gruccia, lettera aperta di Cristina Rossi, Impegno Comune: “È una responsabilità collettiva”

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Sul destino del Punto nascita dell’Ospedale del Valdarno la capogruppo di Impegno Comune a Montevarchi, Cristina Rossi, interviene con una lettera aperta in cui chiede di fare fronte comune, non nella ricerca delle colpe ma delle soluzioni.

“In queste settimane il futuro del punto nascita della Gruccia è tornato al centro del dibattito pubblico. È un tema che suscita comprensibile preoccupazione, ma che non può essere affrontato come terreno di scontro politico. Lo dico con chiarezza, anche nel mio ruolo di consigliere comunale: oggi non devono esserci schieramenti, ma un impegno comune per difendere un servizio sanitario essenziale”.

“Il punto nascita dell’Ospedale Santa Maria alla Gruccia non è una bandiera di partito, ma un presidio fondamentale per le famiglie del Valdarno, per la sicurezza delle donne e per il diritto a una sanità di prossimità. Allo stesso tempo, è necessario essere onesti: il problema non nasce oggi. Sono ormai diversi anni – ricorda Cristina Rossi – che il punto nascita non raggiunge la soglia dei 500 parti annui prevista dalla normativa nazionale. In questi anni si è andati avanti grazie a deroghe e proroghe, senza però costruire un percorso strutturale realmente efficace per superare la criticità”.

“I dati più recenti aiutano a inquadrare meglio la situazione. Nel 2025 nel Valdarno sono nati 836 bambini, ma solo 453 sono venuti alla luce alla Gruccia (qui l’articolo di Valdarnopost). Questo significa che la metà delle famiglie valdarnesi sceglie di partorire altrove. Numeri che dimostrano come il problema non sia l’assenza di nascite nel territorio, ma la capacità del punto nascita di essere attrattivo, conosciuto e messo nelle condizioni di intercettare una quota maggiore di queste famiglie”.

“Senza fare processi alle intenzioni, va riconosciuto che tutti i livelli istituzionali coinvolti, Comuni, Conferenza dei Sindaci, Regione, Azienda sanitaria e Ministero, hanno avuto tempo per intervenire in modo più incisivo. Quel tempo, però, non è stato accompagnato da azioni sufficienti: investimenti sui servizi per la donna, sul percorso pre e post parto e su una programmazione chiara e condivisa. Oggi non serve cercare colpe, ma cambiare metodo. Non possiamo continuare a vivere nell’incertezza, affidandoci ogni anno a proroghe dell’ultimo minuto che non danno garanzie né agli operatori sanitari né alle famiglie”. 

“Per questo – conclude la lettera aperta – rivolgo un appello a tutte le istituzioni e a tutti gli amministratori, di maggioranza e di opposizione: lavoriamo insieme, senza divisioni, per costruire una soluzione concreta e duratura che consenta al punto nascita della Gruccia di continuare a essere un servizio sicuro e di qualità per il nostro territorio. La difesa del punto nascita non è una battaglia politica, è una responsabilità collettiva”.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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