La possibile chiusura del Punto nascita al Santa Maria alla Gruccia è il risultato di “politiche fallimentari, di scelte fatte e altre invece che non sono state fatte”. Ne è convinto il gruppo Avanti Montevarchi Europa Verde, che con il capogruppo consiliare Fabio Camiciottoli interviene sul tema che sta tenendo banco in questi giorni, anche puntando sulla questione dell’appartenenza del Valdarno aretino alla Asl Toscana Sud Est.
“Oggi purtroppo – si legge nella nota – osserviamo tutti i limiti di una classe politica e dirigente che sembra molto attenta al contingente e all’apparire ma poco capace a vigilare per costruire e tutelare il nostro territorio. In questo momento crediamo sia interesse di tutti che da parte del Governo sia concessa la deroga per scongiurare la chiusura del punto nascite di Montevarchi dal 2027 come crediamo sia doveroso che tutte le Istituzioni e le forze politiche e socio-economiche della vallata mettano da parte l’interesse spicciolo e di parte per difendere servizi territoriali costruiti in passato grazie alla determinazione di una classe politica locale che nel loro agire ha posto il territorio al centro. Servizi che, da quando l’ospedale della Gruccia è passato sotto la L’ASL provinciale di Arezzo, sembrano essere messi in discussione. In questo contesto ci troviamo perfettamente d’accordo con gli appelli del neo assessore regionale Filippo Boni”.
“Le affermazioni di sabato scorso rilasciate da Giani – continua Avanti Montevarchi – ci hanno lasciato amareggiati perché rispetto alla volontà di preservare il punto nascite ci aspettavamo qualcosa di più e una prospettiva più ampia che non si basasse solo sulla lotta per l’ottenimento di una deroga. Avemmo voluto trasparenza su quanto fatto e non fatto dalla Regione in questi 4 anni, cioè da quando si è posto il problema, come ci saremmo aspettati alcuni doverosi e necessari giudizi sui vertici aziendali e sull’efficacia delle azioni messe in atto dalla ASL sud est. Non vogliamo fare processi: ma pensiamo che da un lato ogni azione che dovrà essere messa deve nascere da un’elaborazione condivisa; dall’altro occorre la massima chiarezza di quanto avvenuto e dalle ragioni che hanno portato a ciò. Oggi più che mai occorre interrogarsi sulla bontà delle azioni o meglio mancate azioni messe in atto dalla nostra ASL a tutela dei servizi ospedalieri della Gruccia come occorre interrogarsi sull’efficacia di vigilanza della Conferenza dei Sindaci della Vallata”.
“Come Avanti Montevarchi vogliamo un servizio ospedaliero all’avanguardia che non ricorra a deroghe ma che sappia dare risposte e fiducia ai tanti cittadini del nostro territorio. In un periodo storico dove le risorse economiche per il comparto sanità messe a disposizione dei Governi Centrali sono sempre più insufficienti a coprire i fabbisogni non ci stupirebbe che nella mente di tanti, anche di centrodestra, ci sia una certa volontà a contrarre i servizi del Valdarno per consolidare realtà come quella di Arezzo Siena e Grosseto. Non ci stupirebbe affatto ma il nostro Valdarno con più di 100mila abitanti deve pretendere altro. Non è promuovendo un referendum per ritornare alle Asl provinciali, come purtroppo hanno fatto la sindaco di Montevarchi Chiassai Martini e tanti esponenti locali di centrodestra, che si tutela l’Ospedale dalla Gruccia”.
“Oggi – conclude la nota – occorrono chiari segnali verso i vertici della ASL, pretendere con forza investimenti sull’Ospedale della Gruccia che mancano da tempo per potenziare non solo Ginecologia ma anche Pediatria e tanti altri reparti come il Pronto Soccorso. Oggi, come chiediamo da anni, occorre una sinergia tra la Gruccia e il Serristori per dare certezza a tutto il Valdarno. Oggi è arrivato il momento di mettere in discussione l’appartenenza della nostra Zona Distretto alla ASL Toscana Sud Est perché l’Ospedale della Gruccia e i cittadini del Valdarno aretino vogliono un Valdarno unito e non dover pagare esigenze di Arezzo Siena e Grosseto. Noi di Avanti Montevarchi lavoreremo a questo senza se e senza ma”.
