Si chiama Cento sindaci per gli Stati Uniti d’Europa l’appello promosso dal Movimento Federalista Europeo (MFE) che ha lanciato una campagna rivolta ai sindaci che vogliono un’Europa capace di decidere.
Una campagna che parte dal basso, dai territori appunto, è che mira a velocizzare il processo in grado di dar vita davvero agli Stati Uniti d’Europa. Campagna che è stata ripresa e rilanciata a livello provinciale da Francesco Carbini, anche perché, ad oggi, nessun primo cittadini valdarnese risulta avere aderito e, in tutta la Regione, solo Marradi compare nella lista dei comuni che hanno sposato la campagna (qui la lista aggiornata)
Sono già cento i sindaci italiani che hanno aderito all’appello per un’Europa più unita, democratica e capace di agire, nell’ambito della campagna ‘È tempo di fare gli Stati Uniti d’Europa’.
“Un risultato significativo – afferma Francesco Carbini in una nota stampa -, che segnala con chiarezza come dai territori, anche quelli più periferici, emerga una richiesta forte e condivisa: rafforzare l’Unione Europea per affrontare insieme le grandi sfide del nostro tempo”.
“Viviamo una fase storica cruciale: la guerra è tornata nel continente europeo, l’equilibrio internazionale costruito dopo il 1945 è in profonda trasformazione; la competizione globale si intensifica e le ricadute economiche e sociali colpiscono direttamente le nostre città, da Nord a Sud del Paese”, prosegue.
“In questo contesto, i sindaci – primi presìdi della democrazia e della coesione sociale – chiedono un’Unione Europea finalmente in grado di decidere, investire e proteggere. È questo l’obiettivo della campagna promossa dal Movimento Federalista Europeo: 100 firme per affermare che il tempo dell’Europa incompiuta è finito e che serve un salto di qualità istituzionale verso un’unione politica federale”.
Un messaggio rafforzato anche dalle recenti parole dell’ex Presidente del Consiglio Mario Draghi, che lunedì, in occasione del conferimento della laurea honoris causa presso l’Università ‘Ku Leuven’ in Belgio, ha indicato con chiarezza la direzione da intraprendere: “[…] Oltre la difesa comune e al di là degli accordi commerciali raggiunti, il destino di un’Europa che pretenda di uscire dai margini dello scacchiere internazionale non può che essere l’unione politica federale. […] Gli Stati Uniti, nella loro posizione attuale, cercano il dominio insieme al partenariato. La Cina sostiene il suo modello di crescita esportando i suoi costi sugli altri. Entrambi considerano la frammentazione politica europea funzionale ai propri interessi.” Tuttavia, di fronte a queste sfide l’Ue può dire la sua, ma con modalità specifiche: “L’integrazione europea si costruisce in modo diverso: non sulla forza, ma sulla volontà comune. Non sulla sottomissione, ma sul beneficio condiviso.”
“Per queste ragioni – conclude Carbini – faccio appello alla sensibilità che la nostra comunità ha sempre dimostrato sui temi europei e invito i sindaci della nostra Provincia ad aderire a questo appello, che ha un forte valore politico e simbolico e può rappresentare uno stimolo concreto per il Governo e il Parlamento italiano affinché sostengano con decisione il progetto di un’Europa federale in un momento storico non oltre rimandabile”.

