Il Partito Democratico di Montevarchi esprime dolore e cordoglio per la notizia della morte di Rolando Nannicini. “Con grande dolore apprendiamo della scomparsa del nostro Rolando Nannicini, già sindaco di Montevarchi e deputato”.
“Rolando è stato una figura centrale per la nostra città e per l’intero territorio valdarnese. Ha segnato una stagione importante della vita amministrativa e politica di Montevarchi, guidandola con passione, senso di responsabilità e un legame profondo con la sua comunità. Il suo impegno non è mai stato astratto o distante: nasceva dall’ascolto, dalla conoscenza diretta delle persone e dei bisogni del territorio, che ha sempre portato con sé anche nell’esperienza parlamentare. Montevarchi perde oggi un uomo delle istituzioni che ha saputo rappresentarla con dignità e autorevolezza, contribuendo alla sua crescita civile e democratica. Il suo esempio resta patrimonio prezioso per chi crede nella politica come servizio e responsabilità verso la collettività. Alla famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, va il nostro abbraccio più sincero. Ci stringiamo con affetto e rispetto al loro dolore”, si legge nella nota del PD.
Aggiunge Sara Brogi, segretaria del PD Montevarchi: “Il Partito democratico di Montevarchi perde un punto di riferimento generoso per gli tutti gli iscritti e per le nuove generazioni. Come segretaria sono vicina a tutti gli iscritti che oggi e domani si sentiranno più soli e a Stefania e Tommaso in questo dolore”.
In una nota è stato espresso anche il cordoglio da parte del segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi. “Con la morte di Rolando Nannicini diciamo addio ad una figura politica di grande valore umano e civile, che ha rappresentato un punto di riferimento per la sua comunità e per il mondo democratico toscano. Il suo contributo, sempre improntato al dialogo, al rispetto e animato da un forte senso delle istituzioni e da una sincera passione per l’impegno pubblico, lascia un segno importante nella storia politica e sociale del Valdarno aretino e della Toscana. A nome mio e del Partito democratico della Toscana ci stringiamo con affetto alla famiglia, al figlio Tommaso il cui impegno in politica è guidato dagli stessi valori del padre, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”.
Sulla sua morte si è espresso sui social anche l’assessore regionale Filippo Boni: “Rolando apparteneva a una generazione che aveva imparato presto il valore della responsabilità. Prima della politica ci fu la scuola: insegnava matematica, la disciplina della misura e della verità dimostrata. Da lì veniva il suo rigore, la sua diffidenza per le scorciatoie, il rispetto profondo per i fatti. Da sindaco di Montevarchi, negli anni Novanta, per due mandati, governò come si governa una comunità fragile: ascoltando, ricucendo, assumendosi il peso delle decisioni. Quando nel 2001 arrivò in Parlamento, non lasciò il territorio ma lo portò con sé. Deputato dei Democratici di Sinistra, poi de L’Ulivo e del Partito Democratico, lavorò nelle commissioni più complesse, quelle dove i numeri diventano destino, con serietà e dedizione silenziosa. Non era uomo di proclami. Aveva una statura paterna, una autorevolezza che nasceva dall’affidabilità. Credeva che la politica fosse un servizio esigente, non un palcoscenico. E questa convinzione l’ha attraversata tutta, fino alla fine”.
Anche Enzo Brogi sui social ha espresso cordoglio: “Lascia un segno profondo nella comunità della nostra provincia e, in modo speciale, nel Valdarno. Un segno fatto di idee, passione, presenza concreta. È stato un uomo che ha attraversato la propria vita e quella degli altri con intensità, responsabilità e un impegno mai formale. Professore amato dai suoi studenti, capace di accendere curiosità e coscienze; sindaco autorevole, che ha saputo offrire alla sua città Montevarchi visione, concretezza e opportunità; parlamentare che ha vissuto la politica con lucidità e senso profondo delle Istituzioni. Il nostro rapporto non è stato sempre semplice. Abbiamo condiviso la stessa appartenenza politica, ma con posizioni talvolta diverse e caratteri e stili lontani, anche con spigolosità l’uno per l’altro, soprattutto per una vicenda che molti anni fa ci coinvolse e ci divise profondamente. In quegli anni il confronto è stato talvolta senza sconti, perché entrambi credevamo fino in fondo nelle idee che difendevamo. Eppure, anche nei momenti più aspri, non è mai venuto meno il rispetto. Negli ultimi anni, però, ci eravamo ritrovati. Con più ascolto, con una simpatia nuova e sincera, con la consapevolezza di obiettivi comuni da costruire insieme per il nostro Valdarno. Come se il tempo avesse fatto sedimentare le differenze, lasciando emergere ciò che davvero contava: il bene delle comunità, il senso del servizio, la responsabilità verso il futuro. Oggi custodiamo il dolore per una perdita grande e autentica. Resta l’eredità di un uomo che ha insegnato, amministrato e rappresentato con grande impegno, e che continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto, con lui ha discusso, ha lavorato, ha condiviso un pezzo di strada”.

