07, Ottobre, 2022

“I misteri dell’Atlantide del Chianti”: primo appuntamento con “Le notti dell’archeologia”

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Sabato 25 luglio alle 21 al Museo Mine nel vecchio borgo di Castelnuovo dei Sabbioni si terrà un convegno sul sito della Pietraia, antica testimonianza della presenza degli etruschi in Valdarno. L’evento partecipa a “Le notti dell’Archeologia, l’iniziativa promossa dalla Regione Toscana per promuovere musei, aree e parchi archeologici

Il Comune di Cavriglia con il Museo Mine ha aderito anche in questo 2020 a “Le notti dell'Archeologia”, l'iniziativa promossa dal 1 luglio al 2 agosto dalla Regione Toscana per promuovere, dopo una chiusura forzata ma necessaria imposta dal lockdown, musei, aree e parchi archeologici attraverso una serie di eventi dedicati.

 

Il primo appuntamento culturale e di divulgazione per Cavriglia è in programma sabato 25 luglio alle 21.00, quando si terrà il convegno “I misteri dell'Atlantide del Chianti”. Presso il Museo Mine, nell'antico borgo di Castelnuovo si parlerà di etruschi: non molti, al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori, conoscono il sito della Pietraia. Si tratta di un luogo da esplorare in grado di raccontarci una storia poco nota di questo antico popolo misterioso.

Ritornando sulle tracce di Alvaro Tracchi, l'archeologa Giulia Peri illustrerà i segreti di questa "città nascosta" della Pietraia. L'evento si svolgerà nella suggestiva terrazza del museo, ed è necessaria la prenotazione perché il numero di posti è limitato tramite telefono allo 0553985046 o via mail a info@minecavriglia.it.

L'appuntamento successivo è per il 2 agosto a Cavriglia alle 18.00 in viale Principe di Piemonte, di fronte al Comune. Qui verrà installata ed inaugurata la rivisitazione in chiave moderna dell'opera, una statua in metallo realizzata dall'artista Renzo Brandi che raffigura il Dio Mithra, come l'originale conservata ad Arezzo. Una statua di Mithra, divinità simbolo di rinascita per i suoi adepti, arriva dunque a Cavriglia proprio dopo il forzato lockdown per il Coronavirus: anche per la nostra comunità vuole essere un augurio di ritorno quanto prima alla quotidianità precedente l'emergenza Covid-19.

 

 

 

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