16, Agosto, 2022

Fiamme spente alla Lem, in corso le verifiche di Arpat e Asl. Non sarebbero bruciate sostanze altamente tossiche

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Secondo le prime informazioni disponibili, il fumo denso e acre sarebbe dovuto principalmente a materiale plastico che andato bruciato nell’incendio. Le fiamme sono state spente nella notte, massiccio impegno dei Vigili del fuoco

Sono state spente nel corso della notte le fiamme alla Lem di via Valiani a Levane, l'azienda di galvanica che si trova a fianco della Valentino, bruciata esattamente una settimana fa. Il massiccio intervento dei Vigili del fuoco ha permesso di domare le fiamme: enorme il dispiegamento di forze, con sei squadre, 36 uomini e 14 mezzi, arrivati non solo dal distaccamento di Montevarchi e da quello di Figline, ma anche dai comandi di Arezzo e Firenze. 

 

 

La Lem Industries è una azienda specializzata nella lavorazione dei metalli: le fiamme, fanno sapere i Vigili del fuoco, avevano interessato alcune vasche contenenti liquidi per il processo elettrolitico all’interno del reparto di galvanica, oltre che spazi adibiti a magazzino. Tanta paura e preoccupazione tra i residenti della zona per il fumo denso, nero e acre che si è sprigionato: ma secondo le prime rilevazioni, non sarebbero bruciate sostanze altamente tossiche, tanto che i sindaci non hanno emesso specifiche ordinanze. Il sindaco di Bucine Nicola Benini, che ha seguito per tutta la notte lo spegnimento, è di nuovo sul posto e ribadisce proprio che non sarebbero coinvolte nel rogo sostanze altamente tossiche. 

Ad ogni modo, la certezza su questo fronte arriverà soltanto dai rilievi di Arpat e Asl, che sono già sul posto e stanno effettuando le analisi necessarie. Nell'incendio non si segnalano persone coinvolte, nessuno era al lavoro quando, intorno alle 20 di ieri sera, sono partite le fiamme. In questo momento sono in corso le operazioni di bonifica e monitoraggio dell’area.

Spetterà poi alle indagini dei Carabinieri fare luce su quella che, ad ogni evidenza, non può essere ormai considerata una coincidenza: due fabbriche che bruciano nel giro di una settimana, a pochi metri l'una dall'altra, fanno pensare ormai ad un atto doloso. Smentite invece già dalla serata di ieri le voci relative a furti che sarebbero stati effettuati con l'incendio come diversivo: notizie che circolavano senza alcun fondamento. 

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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