29, Gennaio, 2023

Bottiglia ‘molotov’ contro la caserma dei carabinieri, arrestato il responsabile: è un diciottenne

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I fatti risalgono alla notte tra il 6 e il 7 gennaio scorso. La motivazione sarebbe stata il. risentimento nei confronti dell’Arma dei Carabinieri per le tante denunce ricevute

Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio scorso una bottiglia incendiaria prima colpì la caserma dei carabinieri di Pergine poi, una volta caduta a terra e sprigionando le fiamme, causò l'incendio dell'auto dei carabinieri parcheggiata accanto. Adesso, dopo le indagini condotte subito dopo i fatti, i militari, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Arezzo, su conforme richiesta della Procura della Repubblica che ha pienamente concordato sulle risultanze investigative, hanno arrestato il responsabile del lancio della bottiglia molotov. Si tratta di un 18enne del luogo che è indagato per i reati di “incendio”, “fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di armi da guerra” nonché di “scoppio di ordigno al fine di incutere pubblico timore e di attentare alla sicurezza pubblica”.

Come è emerso dalle indagini dei carabinieri il giovane aveva preparato nei dettagli l'attentato studiando anche i minimi particolari.

La motivazione del gesto sarebbe stato il risentimento nei confronti dei carabinieri di Pergine Valdarno per le tante denunce ricevute a causa di atti di teppismo che il giovane ha compiuto fin da quando era minorenne.

Le complesse indagini condotte dalla sezione operativa della compagnia Carabinieri di Arezzo, sotto la direzione della Procura della Repubblica, presero il via dopo l'attentato quando la bottiglia “molotov” fu lanciata contro il muro perimetrale della caserma provocando l’incendio dell'autovettura di servizio causandone la completa distruzione nonché danni alla facciata dell'immobile. I carabinieri hanno potuto accertare che il giovane, poche ore prima dell’attentato, aveva effettuato un sopralluogo per adottare le contromisure più opportune per neutralizzare il sistema di videosorveglianza e  per scegliere il punto migliore per lanciare l’ordigno incendiario.

Per rendere meno sospetto il sopralluogo, il 18enne aveva anche effettuato una lunga telefonata dal suo cellulare al servizio clienti Tim  “119”: questo gli avrebbe permesso di dare meno nell’occhio mentre transitava nei pressi della caserma per osservare con maggiore attenzione la posizione delle telecamere. Secondo le indagini, poi, il giovane aveva raggiunto, con la propria motocicletta, un distributore di carburante poco distante, privo di videosorveglianza, dove aveva acquistato la benzina utilizzata per la bottiglia “molotov”.

Adesso il 18enne è stato arrestato.

 

 

 

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