L’arte di Luca Masselli tra sogni, simboli e tarocchi: a Palomar il suo universo pittorico

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Un universo popolato da creature fantastiche, figure misteriose e personaggi che sembrano emergere direttamente dalla dimensione dei sogni. È quello che prende forma nelle opere di Luca Masselli, artista figlinese che ha trovato nella reinterpretazione dei tarocchi un linguaggio pittorico personale e riconoscibile. Un percorso di ricerca e sperimentazione che sabato 24 ottobre è stato al centro dell’incontro ospitato da Palomar – Casa della Cultura di San Giovanni Valdarno, dove sono state inaugurate la mostra Tarot – La Via del Re e la presentazione del libro La Via del Re. Viaggio nella Terra dei Tarocchi, pubblicato da Edizioni Clandestine.

L’appuntamento, inserito nella rassegna Le Piazze del Sapere, ha rappresentato anche l’occasione per conoscere più da vicino il percorso di un artista del territorio che, attraverso esperienze e discipline differenti, ha progressivamente costruito una propria identità espressiva. Una ricerca che proprio nel progetto dedicato ai tarocchi sembra aver raggiunto un punto di svolta.

“Con questo progetto ho trovato finalmente la mia cifra stilistica, il modo di esprimere la mia arte nella maniera più autentica e vicina a quello che sono – racconta Masselli –. È stato come riuscire a mettere insieme tutte le esperienze, le suggestioni e i tentativi fatti negli anni. Ogni passaggio del mio percorso artistico ha contribuito a dare forma a questi personaggi”.

Nato a Figline Valdarno nel 1978, dove tuttora vive e lavora, Masselli è pittore, grafico e illustratore. La sua formazione non ha seguito un percorso accademico tradizionale, ma si è sviluppata attraverso lo studio e la sperimentazione di linguaggi differenti. Dopo il diploma da tecnico pubblicitario ha approfondito la pittura con Massimo Callossi ed Elisa Brunello, affiancando alle arti figurative lo studio della danza, del canto, della recitazione e della scenografia all’Accademia BSMT di Bologna. Nel 2014 ha inoltre conseguito il diploma in Visual Merchandising al Polimoda di Firenze.

Esperienze che hanno contribuito a costruire una sensibilità artistica nella quale l’immagine non è mai soltanto rappresentazione, ma diventa anche racconto, movimento e costruzione di un mondo immaginario. Una dimensione quasi teatrale che emerge con particolare evidenza nelle opere più recenti, dove ogni figura sembra possedere una propria personalità e ogni composizione suggerisce una storia.

Masselli espone dal 2010, partecipando negli anni a mostre e iniziative artistiche in Italia e all’estero. È stato finalista per tre anni consecutivi al Premio Firenze e nel 2014 ha ottenuto il Premio di tutte le Arti. Nel 2024 ha partecipato all’Arte Fiera di Padova, classificandosi al secondo posto al Contemporary Art Talent Contest. Ma è soprattutto con il progetto Tarot, avviato nel 2023, che la sua ricerca assume una direzione più definita.

“Non credo che un artista trovi immediatamente il proprio stile. È qualcosa che si costruisce nel tempo, attraverso tentativi, cambiamenti e anche errori – spiega –. Nel mio caso ho attraversato tecniche ed esperienze molto diverse, senza mai smettere di cercare un modo di esprimermi che sentissi davvero mio. Con i tarocchi ho avuto la sensazione che tutti questi elementi trovassero finalmente un equilibrio”.

Il progetto nasce da una fascinazione che accompagna Masselli fin dall’infanzia. Nel suo libro racconta di quando, ancora bambino, chiese in regalo una riproduzione del mazzo di tarocchi dei Visconti. Non sapeva esattamente cosa farne, tanto che successivamente lo regalò a sua volta a un’amica, ma quelle figure enigmatiche, i simboli e le storie che sembravano nascondere avevano già conquistato la sua immaginazione.

Un interesse rimasto nel tempo, fino a trasformarsi in un vero e proprio progetto artistico. La realizzazione delle opere ha richiesto oltre due anni di lavoro, durante i quali Masselli ha sperimentato materiali e tecniche differenti: dai primi schizzi a matita ai pennarelli, dall’olio all’acrilico, fino all’illustrazione digitale.

Il risultato è un universo visivo caratterizzato da colori intensi, linee sinuose e figure che sfuggono a una classificazione precisa. Creature a metà strada tra esseri umani, animali e personaggi fantastici, immerse in ambientazioni simboliche che richiamano tanto la dimensione onirica quanto quella fiabesca.

“Fin da piccolo ho sempre amato inventare storie e immaginare mondi fantastici. I personaggi dei tarocchi sono nati proprio da questa dimensione – racconta Masselli –. Non volevo semplicemente riprodurre delle carte già esistenti, ma dare a ciascuna figura una propria identità, un carattere, un modo di essere. Per me sono diventati personaggi veri, con i quali in qualche modo dialogare”.

Una ricerca che ha portato le sue opere anche oltre i confini del Valdarno. Il progetto è stato presentato ad ArtExpo Basel, in una mostra personale a Firenze e alla Palagina di Figline Valdarno. Accanto alla pittura è nata poi l’esigenza di raccontare questi personaggi anche attraverso le parole. Da qui il libro La Via del Re. Viaggio nella Terra dei Tarocchi, nel quale le immagini diventano protagoniste di un racconto che accompagna il lettore attraverso i ventidue arcani maggiori.

Il titolo richiama un’interpretazione simbolica che associa il nome dei tarocchi alle parole egizie Tar, via, e Rosh, re, con il significato di «via del re». Una suggestione che Masselli utilizza come punto di partenza per costruire un viaggio simbolico alla scoperta dell’esistenza umana.

A guidare il protagonista è il Matto, l’arcano numero zero, una figura che rappresenta la libertà, l’anticonformismo e la possibilità di intraprendere un cammino senza conoscerne necessariamente la destinazione. Attraverso gli incontri con gli altri arcani, il viaggio diventa un percorso di conoscenza, nel quale emergono interrogativi e riflessioni sulla natura umana.

“Il Matto è probabilmente uno dei personaggi nei quali mi riconosco maggiormente – spiega l’artista –. È un viaggiatore, qualcuno che non ha paura di allontanarsi dalle convenzioni e di cercare la propria strada. In fondo credo che anche il percorso di un artista abbia molto a che fare con questo: bisogna avere il coraggio di sperimentare e di seguire la propria visione”.

Il libro non è dunque un manuale dedicato alla lettura dei tarocchi, ma un racconto nel quale ciascun arcano diventa occasione per affrontare temi universali. La Papessa richiama il valore della conoscenza e della propria interiorità, l’Eremita invita a riflettere sulla differenza tra solitudine scelta e isolamento, mentre l’Appeso introduce il tema della capacità di lasciare andare ciò che impedisce di evolvere.

Ogni figura rappresenta un momento del percorso umano, una condizione emotiva o una domanda alla quale non sempre è possibile trovare una risposta definitiva. “Mi interessava soprattutto il significato che questi personaggi potevano assumere nella nostra vita quotidiana – racconta Masselli –. Dietro ogni arcano ci sono aspetti nei quali possiamo riconoscerci: le nostre paure, i desideri, le contraddizioni, le possibilità di cambiamento. È questo che ho cercato di raccontare attraverso la pittura e la scrittura”.

Un elemento particolarmente riconoscibile delle sue opere è la presenza ricorrente dell’occhio. Compare nella copertina del libro, nel Carro, nella Ruota della Fortuna, nell’albero dell’Appeso e in numerose altre composizioni. Un dettaglio che non rappresenta soltanto una scelta estetica, ma assume un significato preciso all’interno del suo linguaggio.

Durante la presentazione a Palomar, Masselli ha spiegato di credere profondamente nell’idea che gli occhi siano lo specchio dell’anima. Da questa convinzione nasce la loro presenza costante nei dipinti, quasi a stabilire un collegamento tra il mondo interiore dei personaggi e quello di chi li osserva. Del resto, è proprio la dimensione introspettiva a costituire uno degli aspetti centrali del progetto. Nonostante il tema affrontato, Masselli prende le distanze da una lettura esclusivamente esoterica o divinatoria dei tarocchi.

“Non penso che le carte possano prevedere il futuro. Il futuro è il risultato delle nostre scelte e nessun oracolo può dirci con certezza quello che accadrà – sottolinea –. Credo invece che queste immagini possano diventare uno strumento per riflettere su noi stessi, magari in maniera più leggera e giocosa. A volte un simbolo o un personaggio riescono a suggerirci una domanda che non ci eravamo mai posti”.

Una visione nella quale l’arte diventa quindi uno strumento di conoscenza, capace di stimolare il confronto e di mettere in relazione esperienze individuali e significati universali.

Ed è proprio questa attenzione al rapporto tra opera, artista e pubblico a caratterizzare anche l’impegno di Masselli all’interno di PROGETTO INDELT∆, l’associazione artistico-culturale nata a Castelfranco di Sopra, della quale è vicepresidente. L’associazione si propone di valorizzare non soltanto il risultato finale del lavoro artistico, ma anche il percorso umano, creativo ed emotivo che porta alla realizzazione di un’opera.

Durante l’incontro a Palomar, al quale hanno partecipato anche Andre Iron, scultore e presidente di PROGETTO INDELT∆, e Jonathan Brilli, tesoriere dell’associazione e presidente della Proloco di Castelfranco, è emersa proprio l’importanza di costruire occasioni di dialogo diretto tra gli artisti e il pubblico.

A condurre la presentazione è stata la giornalista Martina Giardi, che ha accompagnato Masselli in un percorso attraverso le opere e i personaggi del libro, approfondendo il rapporto tra immaginazione, sogno e ricerca artistica. L’incontro è stato aperto dall’assessore alla cultura Fabio Franchi e si è concluso con i saluti del sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi.

La mostra rappresenta così un’occasione per osservare da vicino un progetto nel quale pittura e narrazione si intrecciano, ma anche per scoprire il percorso di un artista che ha fatto della sperimentazione e della ricerca personale gli elementi centrali del proprio lavoro.

“Mi piacerebbe che chi osserva i miei quadri non si fermasse soltanto all’immagine, ma provasse a entrare nel mondo che raccontano – conclude Masselli –. Ognuno può trovare qualcosa di diverso in questi personaggi, perché ognuno porta con sé la propria esperienza e la propria sensibilità. Se un’opera riesce a suscitare una domanda, una riflessione o anche soltanto una curiosità, allora credo che abbia raggiunto il suo scopo”.

La mostra Tarot – La Via del Re resterà visitabile a Palomar – Casa della Cultura, in piazza della Libertà a San Giovanni Valdarno, fino a martedì 10 novembre.

L’iniziativa ha inaugurato il percorso Il mondo dei tarocchi. Arte, simboli e narrazioni, inserito nella rassegna Le Piazze del Sapere, promossa dal Comune di San Giovanni Valdarno insieme al Centro per il libro e la lettura e a Unicoop Firenze – sezione soci Coop di San Giovanni Valdarno.

I prossimi appuntamenti sono in programma domenica 1° novembre alle 17.30, con la presentazione del libro La stanza dei tarocchi di Barbara Baraldi, nell’ambito di Scrittori in Circolo, e domenica 8 novembre, sempre alle 17.30, con la conferenza di Fabrizio Leone Il linguaggio segreto dei tarocchi. Tra mistero, simboli e ricerca interiore.

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