Montevarchi: al Museo del Cassero la sesta edizione di “Vorreiandarealmuseo”, tra inclusione e accessibilità

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Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento – Museo Civico di Montevarchi prosegue il lavoro avviato nel 2021 con “Vorreiandarealmuseo. Percorsi di accessibilità museale”, il progetto nato per rendere il museo un luogo sempre più aperto, con attività e strumenti pensati per pubblici con esigenze specifiche. La sesta edizione, in programma da ottobre 2026 e fino a maggio 2027, allarga ulteriormente questo impegno, con nuovi destinatari e un’attenzione particolare all’accessibilità comunicativa degli spazi e dei contenuti.

“Vorreiandarealmuseo” coinvolge persone non vedenti e non udenti, bambini e adolescenti con autismo, persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo, anziani, donne straniere, preadolescenti e adolescenti con difficoltà comunicative e relazionali. Tra le novità di quest’anno figurano i percorsi per giovani con disabilità intellettiva e un articolato progetto dedicato alla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), per rendere più facilmente comprensibili gli ambienti e i contenuti del Museo.

La nuova edizione di “Vorreiandarealmuseo” è stata presentata da Federica Tiripelli, direttrice del Museo e coordinatrice del progetto, e dall’assessore alla cultura Giacomo Brandi.

Le parole della Direttrice, Federica Tiripelli: “Il progetto giunge alla sesta edizione grazie al sostegno della Fondazione CR Firenze. È rivolto a persone con disabilità sensoriale o cognitiva, e persone con esigenze specifiche. Fondamentale è la rete: siamo arrivati oggi a 18 partner, tra istituti scolastici, Asl, associazioni e Rsa. Collaborazioni che si sono instaurate negli anni e che sono fondamentali anche per intercettare i destinatari di questo progetto. Tra l’altro il progetto cresce e si consolida, tanto che lo scorso anno abbiamo ricevuto il Premio ‘Inclusione 3.0’ all’Università di Macerata”.

Ha aggiunto l’assessore Giacomo Brandi: “Siamo molto orgogliosi di questo progetto, per il quale ringraziamo sia chi lo sostiene, la Fondazione CR Firenze, e chi lo progetta e realizza, la Direttrice Federica Tiripelli, oltre alle associazioni ed enti che fanno rete. L’inclusione è un tema a cui la nostra Amministrazione tiene, e crediamo molto in questo progetto specifico, un percorso che inizia oggi e andrà avanti fino a maggio”.

Il progetto si articola in più misure pensate per aprire il museo a persone con disabilità, bisogni comunicativi complessi, giovani e anziani.

Dopo le esperienze sviluppate negli anni precedenti con le audiodescrizioni e i video in Lingua dei Segni Italiana (LIS), già disponibili al Museo e online, proseguiranno le attività rivolte ai visitatori non vedenti e non udenti, con visite guidate e percorsi specifici.

Nell’ambito del programma M.I.R.A. – Musei in rete per l’autismo, realizzato in collaborazione con il Museo Paleontologico, saranno proposte visite semplificate e laboratori per bambini e adolescenti con autismo, condotti da educatori museali e psicologi. Alcuni percorsi saranno accompagnati dalle attività teatrali della compagnia Diesis Teatrango, dirette da Piero Chierici.

Per la prima volta il programma coinvolgerà anche adulti con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo in carico al centro diurno dell’Istituto di Agazzi, con attività pensate per favorire la partecipazione alle esperienze proposte dal Museo.

A dare visibilità al lavoro svolto nella precedente annualità sarà la mostra organizzata sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 in occasione del PaleoFestival: saranno esposti gli artefatti realizzati dai ragazzi e presentati i nuovi percorsi del programma 2026/2027.

Un altro nuovo percorso è dedicato ai giovani con disabilità intellettiva che frequentano le attività dell’Associazione Arkadia. Gli incontri, condotti da un educatore museale e da un educatore dell’associazione, si inseriscono nel lavoro già avviato da Arkadia per sostenere lo sviluppo delle competenze personali, sociali e relazionali, l’autonomia e l’autodeterminazione. Da ottobre a dicembre 2026 sono previsti cinque laboratori sensoriali per piccoli gruppi, dedicati ai sensi, alla percezione e all’interazione con l’ambiente.

Proseguono anche le attività rivolte alle persone con Alzheimer e ai loro caregiver, inserite nei progetti “Bartolea Caffè” e “Atelier Alzheimer”, promossi dal Comune di Montevarchi e rivolti ai nuclei familiari del Valdarno. Seguiti da un team multiprofessionale, gli incontri permetteranno di avvicinarsi alle opere della collezione attraverso l’osservazione e il confronto e, in alcuni casi, attraverso esperienze pratiche legate alla creatività e alla memoria.

Nel percorso condiviso con l’ASP Montevarchi e con l’RSA Don Amelio Vannelli di Terranuova Bracciolini saranno inoltre proposte attività di stimolazione cognitiva rivolte agli anziani ospiti delle strutture, con l’obiettivo di sostenere il mantenimento e lo sviluppo delle capacità residue.

Il Museo continuerà inoltre a ospitare gli incontri del corso di italiano organizzato dall’associazione Caritas Solidarietà e Accoglienza – Progetto Faisa, rivolto a donne straniere. Le attività, organizzate in piccoli gruppi e adattate ai diversi livelli di conoscenza della lingua, offriranno anche un’occasione per entrare in relazione con il Museo e conoscerne le opere e gli spazi.

Proseguirà infine il percorso rivolto a preadolescenti e adolescenti con difficoltà comunicative e relazionali, realizzato in collaborazione con l’Associazione Conkarma e il Centro Diurno UFSMIA. Gli incontri, condotti da un team multiprofessionale, sono rivolti a giovani che vivono situazioni di isolamento sociale, insicurezza, difficoltà relazionali e bassa autostima.

Una delle novità più significative della sesta edizione riguarda l’accessibilità comunicativa degli spazi e dei contenuti del Museo, attraverso l’utilizzo della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA). L’obiettivo è realizzare e adattare strumenti capaci di facilitare la comprensione e la comunicazione delle persone con bisogni comunicativi complessi, ma utili anche ad altri visitatori, come i bambini e le persone che stanno imparando la lingua italiana. Il progetto prevede la revisione e la trasposizione in simboli della storia sociale già disponibile, la progettazione dell’etichettatura degli spazi e di una mappa orientativa in simboli, la realizzazione di tabelle comunicative per favorire lo scambio tra il personale del Museo e i visitatori con bisogni comunicativi complessi e l’adattamento dei testi delle sale secondo le linee guida Easy-to-read. Sono previsti anche momenti di formazione per il personale del Museo e per gli insegnanti degli istituti scolastici coinvolti nelle attività, oltre a laboratori con tre classi della Scuola Secondaria di Primo Grado, chiamate a tradurre con i simboli della CAA i testi dei libri tattili realizzati negli anni precedenti. Per la realizzazione degli interventi di accessibilità comunicativa il Museo si avvarrà della collaborazione di Valeria Petricca, specialista di Comunicazione Aumentativa e Alternativa e Tecnologie Assistive.

A documentare alcuni momenti delle attività saranno i soci dell’Associazione Fotoamatori Francesco Mochi e gli studenti del Liceo Artistico dell’IIS Benedetto Varchi le cui fotografie saranno poi pubblicate in piccolo quaderno per raccontare le esperienze dei partecipanti.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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