Oggi oltre trecento tra studentesse e studenti provenienti del Valdarno e della provincia di Arezzo si sono radunati a Montevarchi per una mobilitazione territoriale. La protesta è esplosa sulla base dei dati raccolti dal sindacato studentesco Arezzo Rev, attraverso un sondaggio, che certificherebbero “una situazione ormai insostenibile tra edilizia scolastica in pessime condizioni, trasporti pubblici in tilt e un caro scuola che danneggia le famiglie”.
La giornata ha visto un’intensa fase di protesta, con cori e striscioni, che ha avuto inizio davanti al liceo Varchi. A questa è seguita un’ampia e partecipata assemblea pubblica in piazza della Repubblica, in cui studenti di diversi istituti hanno condiviso testimonianze e criticità direttamente vissute nelle aule.
“Vedere centinaia di studenti arrivare da ogni parte della provincia dimostra quanto questi problemi siano reali e urgenti – dichiara Arezzo Rev –. I dati del nostro sondaggio rappresentano una situazione scandalosa: oltre l’80% degli studenti denuncia gravi disagi quotidiani legati ai trasporti pubblici, il 90% segnala condizioni critiche ed edilizia degradata e le famiglie sono schiacciate da spese folli, con oltre il 70% che spende tra i 200 e gli oltre 600 euro all’anno solo per i libri e i materiali obbligatori”.
L’assemblea si è incentrata sulle criticità riscontrate in tutti gli istituti della provincia. Secondo gli studenti si va dai tetti che perdono con secchi e stracci nei corridoi durante la pioggia, alle aule e laboratori pieni di muffa, fino ai termosifoni malfunzionanti e ai bagni perennemente guasti o privi di carta igienica. A questo si aggiunge un caro scuola molto elevato e un servizio di trasporto (tra treni e autobus di Autolinee Toscane) segnato da ritardi frequenti, corse insufficienti e mezzi sovraffollati.
“Mentre il Paese continua a destinare miliardi alle armi e alla logica del riarmo, le nostre scuole non hanno le risorse nemmeno per garantire la sicurezza basilare – conclude Arezzo Rev –. La piazza di oggi e l’assemblea che abbiamo tenuto non sono un punto d’arrivo, ma l’inizio di una vertenza territoriale. Porteremo le istanze emerse dai ragazzi direttamente ai sindaci, alla Provincia e al Ministero dell’Istruzione”.
A partecipare alla manifestazione sono stati ragazzi provenienti da varie scuole superiori, tra cui il liceo Varchi, i licei Giovanni da San Giovanni e molte altre di Arezzo e dintorni. I ragazzi hanno fatto sentire la loro voce e hanno portato alla luce problematiche dei giovani di cui, secondo loro, non si parla abbastanza nel dibattito pubblico.

