Sul caso Keu, dopo la relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie, il Movimento Consumatori e il Sindacato dei Consumatori confermano la volontà di continuare a seguire i processi come parti civili, e allo stesso tempo avviano la verifiche per l’ipotesi di una maxi class action. “Recepiamo con forte senso di urgenza il messaggio e le denunce del presidente della Commissione , Jacopo Morrone, in merito alla gestione dello scandalo Keu. La relazione finale della Commissione ha scoperchiato una realtà inaccettabile: circa la metà dei rifiuti tossici stimati risulta ancora dispersa ed è un ‘fantasma’ occultato in piccoli quantitativi e impianti non del tutto tracciati, tra la Toscana e il Nord Italia, grazie a un illecito ‘spacchettamento’ degli appalti ideato per eludere i controlli ambientali e lucrare sulla differenza dei costi di smaltimento”.
Di fronte alla mappa dei 19 siti contaminati già accertati, dai cantieri della SR 429 alle aree di Pontedera, Bucine e Piombino, fino alla Lombardia, le due associazioni annunciano una strategia di tutela legale su un doppio fronte: “Conferma nei processi penali: Movimento Consumatori e Sindacato dei Consumatori proseguiranno determinati la loro battaglia legale come parte civile nei due processi in corso, al fianco dei cittadini e delle comunità locali devastate dall’inquinamento, per chiedere la condanna esemplare degli esecutori e dei mandanti di questo disastro ambientale. E poi verifica per una maxi Class Action: le associazioni hanno già dato mandato ai propri uffici legali di valutare la fattibilità di una grande azione risarcitoria collettiva. La causa non sarà indirizzata soltanto nei confronti delle aziende responsabili dello sversamento e del traffico illecito, ma chiamerà in causa anche le autorità istituzionali preposte per mancata vigilanza”.
“L’appello del presidente Morrone per rintracciare ogni singolo chilo di Keu e istituire un fondo di bonifica nazionale non deve cadere nel vuoto”, sottolinea Armando Mansueto. “Non possiamo permettere che i cittadini paghino con la salute e con i fondi pubblici un risparmio illecito di 13 milioni di euro generato dalle ecomafie. Chi ha inquinato deve pagare fino all’ultimo centesimo, ma dovrà rispondere nelle sedi civili anche chi aveva il preciso dovere istituzionale di controllare e non lo ha fatto per tempo”.
Il Movimento Consumatori e il Sindacato dei Consumatori mettono a disposizione i propri sportelli e canali di ascolto per raccogliere le segnalazioni dei residenti delle zone limitrofe ai siti interessati dagli sversamenti di inerti contaminati.

