Avanti Montevarchi e Impegno Comune criticano il PUMS: “Il futuro della città non si può decidere guardando al passato”

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“Un piano senza visione”: così i consiglieri comunali di opposizione Fabio Camiciottoli (Avanti Montevarchi) e Cristina Rossi (Impegno Comune) definiscono il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) che l’amministrazione comunale di Montevarchi sta approvando. “Siamo nella fase di valutazione delle osservazioni e riteniamo che ci siano molte criticità da chiarire”, spiegano. “Come Gruppi consiliari di Avanti Montevarchi ed Impegno Comune abbiamo ritenuto opportuno presentare ben 13 osservazioni, con diversi quesiti, perché la proposta, a nostro avviso, non affronta in modo adeguato alcuni aspetti fondamentali della mobilità”.

“In particolare, manca un’analisi dei flussi di traffico che vada oltre i confini comunali e tenga conto delle relazioni con il resto del Valdarno. Mancano inoltre approfondimenti sui picchi di traffico nelle ore di punta, indispensabili per valutare l’efficacia di alcune delle opere proposte. La questione principale – continuano Camiciottoli e Rossi – riguarda la natura stessa del Piano: invece di programmare lo sviluppo futuro della città, il PUMS sembra limitarsi a fotografare la situazione esistente e a giustificare scelte già fatte. Di fatto, arriva dopo la redazione degli strumenti urbanistici, senza aver contribuito a definirne gli indirizzi e senza un adeguato confronto preventivo con la cittadinanza”.

“Tutto ruota intorno alla variante Ponte Leonardo–via Matteotti che, come più volte detto, non può essere accettata nel tracciato e nelle modalità proposte. Insistere su quel progetto è sbagliato perché rischia di non risolvere, ma anzi di aggravare, la gestione dei flussi di traffico in un’area fortemente urbanizzata, caratterizzata dalla presenza del polo scolastico e sportivo più importante del Valdarno”, puntualizzano i due consiglieri di opposizione. “Il PUMS individua correttamente molti problemi della mobilità di Montevarchi, ma non sempre propone soluzioni altrettanto innovative. Non è chiaro, infatti, quali siano gli elementi concreti di sostenibilità ambientale: negli obiettivi si parla di mobilità sostenibile, ma quando si arriva alle opere strutturali torna la logica tradizionale della fluidificazione e redistribuzione del traffico automobilistico, con evidenti contraddizioni”.

“Una procedura corretta avrebbe dovuto partire dalla definizione del modello di città che si vuole costruire, dal potenziamento del trasporto pubblico, dalla rete ciclabile e pedonale e dall’accessibilità al centro, alla stazione, all’ospedale e ai poli produttivi. Solo successivamente si sarebbero dovute individuare le infrastrutture stradali realmente necessarie, sulla base di analisi approfondite e di una visione complessiva della mobilità del Valdarno. Il PUMS deve essere uno strumento per progettare il futuro di Montevarchi, non per giustificare scelte già compiute. Per questo chiediamo risposte puntuali alle nostre 13 osservazioni e una reale disponibilità a rivedere le soluzioni proposte, nell’interesse della città e dei suoi cittadini”, concludono Rossi e Camiciottoli.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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