Punto nascita, Chiassai: “Bene l’interessamento del Garante, ma il team unico resta l’unica soluzione per garantire il futuro”

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Il sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini, torna sulla questione del punto nascita della Gruccia dopo la lettera inviata dal Garante per l’infanzia della Toscana al Ministro per la salute. “Voglio innanzitutto ringraziare l’Associazione Cuore di Bimbo e le associazioni valdarnesi che hanno richiesto l’intervento del Garante per l’infanzia e che da mesi stanno lottando con grande impegno nella difesa dei punti nascita – esordisce Chiassai – Ringrazio il Garante regionale, Dott. Stefano Scaramelli, per aver compreso l’importanza di una mobilitazione per tutelare il diritto delle madri e dei bambini a nascere nel proprio territorio, garantendo sicurezza e competenza”.

“Ritengo che la salvaguardia dei punti nascita sia strettamente legata all’efficienza di ogni presidio ospedaliero e al mantenimento di standard qualitativi di una sanità di prossimità. Non possiamo accettare il rischio clinico per le madri e i nascituri derivante dai trasporti in urgenza, così come è intollerabile che un cittadino debba percorrere chilometri e chilometri per ricevere le cure necessarie. Mi auguro, pertanto, che a livello ministeriale possa esserci quanto prima un incontro capace di superare gli ultimi provvedimenti perché non si deve dimenticare che la delibera della Regione Toscana del 30 dicembre 2025, di fatto, sancisce ancora oggi la chiusura del reparto di Montevarchi se non si raggiungessero i 500 parti a fine 2026. Sicuramente il raggiungimento dei 300 parti alla fine di luglio rappresenta per noi una buona notizia che testimonia il grande sforzo e l’attenzione costante che tutto il personale medico e sanitario sta compiendo da mesi, ma è bene ribadire che i numeri della denatalità a livello nazionale restano incontrovertibili e servono interventi concreti”.

“Non è pensabile di dover raggiungere ogni anno i 500 parti come condizione per la sopravvivenza del punto nascita. Per questo insisto sulla possibilità di realizzare un team unico tra il personale della Gruccia e quello del San Donato di Arezzo per l’attività neonatologica. Attraverso una formazione costante e la rotazione del personale, questa soluzione garantirebbe il livello di esperienza e di professionalità richiesto dai protocolli ministeriali per operare in sicurezza, considerando che la collaborazione tra i due presidi è già attiva da tempo”, conclude Chiassai.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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