La vicenda dell’attività ‘Mordi e Fuggi’ di Ruota al Mandò finisce al centro del consiglio comunale di Reggello, grazie a due interrogazioni presentate rispettivamente dai consiglieri di opposizione Oleg Bartolini e Veronica Nenci. Il sindaco, Piero Giunti, prende la parola e ricostruisce dettagliatamente l’iter amministrativo e quello giudiziario che hanno portato alla chiusura dell’attività, sulla base della pronuncia del Consiglio di Stato.
“Questa – esordisce il sindaco – è una vicenda complessa, e voglio rispondere al Consiglio comunale e ai due consiglieri che hanno presentato l’interrogazione, consapevole di rivolgermi a tutti i cittadini. Nella vicenda sono coinvolti Comune, Città Metropolitana di Firenze che è proprietaria dell’area, e l’attività Mordi e Fuggi di proprietà del signor Frittelli. Il percorso è iniziato nel 2010 con la richiesta in via sperimentale di una concessione da parte del titolare sig. Frittelli per attività ambulante alimentare. L’area è di proprietà dell’allora Provincia di Firenze, e il sindaco (al momento era Sergio Benedetti) coinvolse appunto la Provincia per chiarire la posizione del Comune di Reggello nel rilascio di un titolo autorizzativo su area di proprietà altrui. Nel 2011 viene così rilasciata la concessione temporanea per un anno sia da parte della Provincia che, in via subordinata, da parte del Comune di Reggello; e da allora, ogni anno, si ripete l’iter ciclico, fino all’ultimo rilascio avvenuto nel 2022, e valido per l’anno 2023″.
Subentra poi la questione della struttura realizzata alcuni anni dopo dal concessionario. “A settembre 2018 il signor Frittelli aveva presentato una Cil (Comunicazione inizio lavori) per interventi di edilizia libera per installazioni stagionali per struttura amovibile da aggiungere alla sua attività, priva di parti in muratura o ancorata al suolo; e anche per queste strutture ogni anno è stata ripresentata la relativa pratica, fino al 2024, nell’ambito della concessione temporanea”. Si tratta di una struttura in legno che è stata aggiunta intorno al camioncino dell’attività ambulante.
“La parte complessa – continua il sindaco – inizia nel 2023, quando viene richiesta da parte del signor Frittelli il rinnovo dell’autorizzazione; a questa richiesta la municipale locale risponde che il rinnovo dell’autorizzazione temporanea è subordinato alla relativa concessione della Città Metropolitana di Firenze per l’anno 2023, e chiede che la richiesta venga integrata con quella concessione e con le altre documentazioni necessarie. Il 6 aprile 2023 la Polizia municipale chiede informazioni all’ufficio comunale competente sulla struttura lignea rimovibile posta a protezione del food truck”. Nel frattempo, il 14 aprile, la Città Metropolitana comunica al signor Frittelli la sospensione della concessione specificando: “A seguito di una verifica sul posto, il rinnovo è sospeso perché le strutture strutture realizzate non sono amovibili ma ancorate al suolo, inoltre è stata rilevata l’occupazione di suolo pubblico maggiore rispetto a quella delle concessione”. La Città Metropolitana concede un tempo di trenta giorni per mettersi in regola, ma la situazione non cambia.
Il 12 gennaio 2024 Frittelli chiede di nuovo il rinnovo dell’autorizzazione commerciale, ma intanto la Polizia municipale di Reggello verifica con l’ufficio urbanistica che nella pratica Cil relativa sempre al manufatto in legno “la rimozione del manufatto in questione è prevista per l’8 marzo 2024”. Rimozione che non avviene nei tempi prescritti. Il 23 aprile viene emessa una diffida a smontare e rimuovere la struttura, e di nuovo il manufatto non viene rimosso, come certificato da sopralluoghi. A maggio viene emessa infine un’ordinanza di demolizione delle opere abusive e ripristino dello stato dei luoghi.
Intanto il comune decide di muoversi con la Città Metropolitana per trovare una definizione alla gestione di quell’area: “Il 28 febbraio 2024 la giunta municipale del comune di Reggello delibera il termine della sperimentazione del commercio temporaneo: nella delibera si afferma che per poter definire di nuovo un’area mercatale in quel punto, è necessario che quell’area venga in disponibilità del comune di Reggello. La Città Metropolitana non si è ancora espressa su questa richiesta”.
E infine si avvia il percorso giudiziario: “Il 29 aprile 2024 viene notificato il ricorso al Tar Toscana da parte del signor Frittelli per l’annullamento della delibera di giunta che disponeva il termine della sperimentazione; in seguito presenta ricorso anche contro l’ordinanza di demolizione e infine contro il provvedimento della Città Metropolitana di Firenze che dichiarava decaduta la concessione. “Il Tar Toscana ha riunito i tre ricorsi, respingendoli in parte e dichiarandoli improcedibili in parte, condannando Frittelli a rifondere anche le spese legali in favore del Comune di Reggello e della Città Metropolitana di Firenze”.
C’è poi il passaggio definitivo, quello al Consiglio di Stato: “Il signor Frittelli ha impugnato la sentenza del Tar e ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato, che il 5 giugno 2026 respinge l’appello proposto, confermando la legittimità dei provvedimenti presi dal Comune di Reggello, sottolineando la distinzione fra manufatto rimovibile e manufatto non precario, come quello di specie, che si configura come struttura commerciale, integralmente chiusa e ancorata a terra”. In particolare, scrive il Consiglio di Stato: “il manufatto appare indubbiamente riconducibile al genus dei manufatti non precari, visto che si tratta – come si evince dalla documentazione fotografica – non già di un mero “riparo dei clienti”, bensì di una vera e propria struttura commerciale: integralmente chiusa e stabilmente ancorata a terra; pacificamente destinata al perseguimento di funzioni durevoli e permanenti (tant’è che essa è stata mantenuta ben oltre i 180 giorni per i quali era stata rilasciata l’iniziale autorizzazione)”.
Concludendo, il sindaco in Consiglio comunale aggiunge: “Questa non è stata una vicenda fra il sindaco Piero Giunti e il signor Massimo Frittelli, che non conosco personalmente. Abbiamo ritenuto opportuno fare un comunicato istituzionale sul profilo del Comune di Reggello perché in quel momento, quando la vicenda è emersa, mi sembrava opportuno e doveroso tutelare la dignità dell’Ente, in una vicenda che si stava animando sui social trainata principalmente dall’emotività”.
Ha preso la parola la consigliera Nenci: “Emergono secondo me delle lacune. Dalla ricostruzione si evince che probabilmente siamo arrivati alla fine di questa vicenda rendendosi conto che forse l’iter amministrativo non era stato messo in atto in maniera impeccabile, e quindi si è ritenuto di chiudere la vicenda piuttosto che esperire altre soluzioni. Si è scelto di procedere per concessioni temporanee per un anno, finché non si è arrivati al problema del Cil relativo al manufatto. Chiedo: non ci si è accorti per anni che questo manufatto non veniva smontato? E che quindi era fisso? Infine: era una sperimentazione, che giustamente deve avere un inizio e una fine. Perché questa sperimentazione è durata così tanti anni? Si tratta di aspetti che non sono stati chiariti”.
Ha aggiunto il consigliere Bartolini: “Ho letto le sentenze, in particolare quella del Consiglio di Stato, e niente da dire su questo. Il tema semmai è un altro: come è possibile che un ente si accorga solo sei anni dopo che la struttura realizzata dal 2018, con la Cil, è fissa e non amovibile? Eppure si trattava di una struttura ben visibile, sulla strada. E infine, come può considerarsi ancora sperimentazione una attività che va avanti da quindici anni? È un tema di rispetto nei confronti del cittadino che investe sul territorio, al netto ovviamente degli elementi giudiziari”.
Parole a cui ha replicato il Sindaco Giunti: “Se ci fossero state incongruenze da parte del Comune di Reggello, Tar e Consiglio di Stato non avrebbero certo chiuso gli occhi. Invece le loro sentenze certificano che l’operato del Comune è pienamente rispettoso delle leggi. Sulla questione dei rinnovi annuali: non penso che abbia portato danno all’attività. Ci siamo fermati solo quando sono emerse irregolarità. A quel punto abbiamo deciso di intervenire fermando la sperimentazione, e chiedendo alla Città Metropolitana di definire la questione. Al momento noi non abbiamo altre richieste per quell’area. E dunque, cosa si fa di quell’area? Se la Città Metropolitana deciderà di cederla al Comune di Reggello, lo valuteremo. Ma al momento non possiamo farci proprio niente. Ma voglio assicurare che da parte del comune di Reggello non c’è stato alcun accanimento, l’amministrazione non ha mai avuto niente contro il signor Frittelli. Far rispettare le leggi è l’unico modo per tutelare tutte le attività commerciali, tutti i commercianti e tutti i cittadini”.

