Elezioni di Figline e Incisa, Ciucchi (PSI) accusa: “Il PD vuole solo l’esclusiva del comando. Io porto avanti la mia idea di libertà”

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Torna ad attaccare il PD e raccontare la sua verità Umberto Ciucchi, esponente del PSI e candidato al consiglio comunale a sostegno di Enrico Buoncompagni. L’ex vicesindaco fuoriuscito dalla giunta Pianigiani ribadisce la propria posizione sia su quanto accaduto nei mesi scorsi, sia sulla situazione attuale. “Sto assistendo ad una campagna elettorale nella quale il Partito democratico si ripropone come forza di cambiamento per risollevare il Comune di Figline Incisa. Peccato che coloro che si ricandidano per amministrare il nostro territorio siano gli stessi che hanno raddoppiato in un solo anno i contributi alle associazioni (sempre le stesse), che hanno bocciato il progetto integrato del centro storico e che hanno approvato una tassa sui rifiuti, la Taric, che definirei vergognosa, sia dal punto di vista economico che del servizio offerto. Gli stessi a cui piace parlare di inclusione e rispetto, ma che danno del fascista a chiunque non la pensi allo stesso modo o che tolgono addirittura il saluto se si contestano”.

“L’aggregazione, il rispetto politico e personale, la condivisione e la programmazione sono elementi solo millantati”, continua Ciucchi. “La realtà è ben altra e l’ho sperimentata personalmente: nella mia breve esperienza da vicesindaco ho provato a creare un confronto veramente democratico, costruttivo, proponendo scelte che per essere attuate avrebbero richiesto maggior coraggio politico. Quando ho capito che l’interesse prevalente era quello della salvaguardia del partito e non quello dei cittadini non ho esitato un istante a lasciare la poltrona. Si è preferito addossare ai socialisti il fallimento politico dell’amministrazione Pianigiani, piuttosto che fare mea culpa e mettersi per una volta in discussione”.

“Ed eccoci alle nuove elezioni: si è presentata la candidatura di David Ermini come il toccasana per tappare tutte le falle che hanno portato al commissariamento del Comune – commenta ancora Ciucchi – ma paradossalmente a lanciare il grido di allarme sulla necessità d’uscita dall’immobilismo è stato proprio Ermini, come se non sapesse che gli ultimi sindaci di Figline e Incisa sono stati espressione del suo partito. Non è su questi presupposti che si gettano le basi per imprimere una svolta, per avviare un rinnovamento, uscire dall’immobilismo e risollevare Figline e Incisa. Questi sono i presupposti per proseguire una gestione del potere funzionale solo alla ricerca del consenso e non a governare la cosa pubblica in modo serio e trasparente”.

“Aveva ragione Enrico Buoncompagni, e ho già avuto modo di riconoscerglielo, quando, tre anni fa, ritenne di non volerne più sapere di collaborare con il PD. Nulla pare essere mutato e a niente pare essere servita l’esperienza fallimentare che ci riporta al voto del prossimo 24 maggio: il Partito Democratico preserva lo stesso profilo supponente di chi ritiene necessario mantenere l’esclusiva sul governo della cosa pubblica mortificando i valori della coerenza, dell’inclusione, dell’unità di intenti che rappresentano il sale della politica. Governare da soli con un solo uomo al comando? Un uomo solo alla guida di un’auto per di più da rottamare è una prospettiva che i nostri cittadini non meritano di dover sopportare. Io mi schiero e mi batto contro questa prospettiva che ci allontanerebbe dai valori democratici e continuerò a portare avanti la mia idea di libertà”, conclude Umberto Ciucchi.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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