24, Luglio, 2024

Cessazione dell’attività della prima squadra femminile a Montevarchi, la società risponde alle lettera della giocatrici. Sulla vicenda interviene anche il sindaco

Più lette

Dopo la lettera aperta delle giocatrici dell’Aquila Women, redatta  dopo avere appreso la decisione della dirigenza di cessare l’attività della prima squadra femminile, dalla sede di via Gramsci riceviamo e pubblichiamo la replica della società.

“La società si era regolarmente iscritta al campionato ed era iniziata la preparazione, a dimostrazione che era convinta di proseguire come ormai da 7 anni il cammino, fatto anche di grandi soddisfazioni, con la prima squadra.

A due giorni dall’inizio del campionato le giocatrici richiedono un incontro con la società, due di loro manifestano la volontà di essere svincolate perché la squadra non era considerata competitiva. In realtà avevano interesse a spostarsi su Monte San Savino, come poi è avvenuto. I toni della riunione sono stati irriguardosi e aggressivi nei confronti di un nostro dirigente e di un responsabile tanto da indurli ad abbandonare la riunione. Se ci fossero state reazioni non corrette da parte dei nostri, ce ne scusiamo pubblicamente, quando i toni si accendono si possono purtroppo fare affermazioni che andrebbero evitate.

La società decide quindi di accontentare le due ragazze. Tra i vari motivi della discussione c’era quello di una rosa che per le calciatrici era giudicata inadeguata per fare il campionato, così i nostri responsabili hanno provato a cercare nuove figure da inserire ma senza riuscirci, purtroppo il calcio femminile non offre un bacino ampio da cui scegliere. Avevamo quindi proposto di iniziare il campionato e strada facendo avremmo avuto modo di ampliare l’organico come spesso succede, ma questa nostra proposta è stata rifiutata.

Fu richiesto un nuovo incontro da parte delle giocatrici per esporre le loro nuove richieste perché fossero disponibili a proseguire con il campionato. Un elenco di 5-6 ragazze provenienti da ogni parte della Toscana che, come succede per il calcio femminile, necessitavano di essere portate e riaccompagnate per gli allenamenti e le partite. La squadra aveva ormai solo 7-8 ragazze di zona e, per far capire la complessità di prendere giocatrici da fuori, una delle ragazze era di Porto Santo Stefano,

La società ha ribadito la volontà di allargare la rosa ma con ragazze del Valdarno perché era impossibile per noi sostenere tutti quei viaggi con pulmini e autisti che purtroppo non abbiamo e che avrebbero comportato problemi non indifferenti. Pertanto, pur con grande dispiacere non vi era proprio la possibilità di accettare queste condizioni.

Anche il sindaco ha richiesto un incontro alle giocatrici per trovare una soluzione temporanea che permettesse di non disgregare la squadra, partecipando ad un campionato di calcio a 5, a cui noi avevamo dato la nostra completa disponibilità in modo da sfruttare questo anno per ripopolare la prima squadra e riuscire ad avere una rosa idonea per riprendere il campionato il prossimo anno e non perdere i frutti di un lungo cammino fatto di sacrifici e soddisfazioni per tutti, ma purtroppo, poche settimane fa le giocatrici hanno comunicato al sindaco che non accettavano la proposta.

La storia della prima squadra femminile non finisce qui, abbiamo sempre creduto nel calcio femminile scegliendo convintamente di costituire la squadra già 7 anni fa. Ribadiamo la prosecuzione del settore giovanile femminile, che deve diventare, come per quello maschile, il vero bacino per la prima squadra”.

Intercettato a margine di un evento istituzionale, il sindaco  di Montevarchi Silvia Chiassai Martini è intervenuto sull’argomento.

 

 

Articoli correlati