20.05.2018  20:07

Premio Letterario Vallombrosa 2018 assegnato a Paolo Cognetti con il libro “Le otto montagne”

di Glenda Venturini
Sabato all'Abbazia di Vallombrosa la premiazione del vincitore dell'edizione 2018, scelto fra una selezione di Librai Lettori Indipendenti sul tema "I cammini dell’uomo tra scoperta, natura e fede"


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Data della notizia:  20.05.2018  20:07

È stato Paolo Cognetti con il libro “Le otto montagne” ad aggiudicarsi il Premio Letterario Vallombrosa Edizione 2018, promosso dal Rotary Club Firenze Valdisieve. La cerimonia di premiazione si è tenuta nella giornata di sabato 19 maggio, nei locali dell’Abbazia di Vallombrosa. Durante la mattinata, prima della cerimonia di premiazione, i tre finalisti avevano incontrato gli studenti dell’istituto statale Ernesto Balducci, protagonisti di un lavoro di approfondimento proprio sui tre libri finalisti. 

Gli altri candidati al premio erano Giorgio Boatti con "Sulle strade del silenzio" e Folco Terzani con "Il cane, il lupo e Dio": tre opere scelte da un gruppo di librerie fiorentine indipendenti, chiamate a selezionare libri che rispondessero al tema proposto per il 2018 dal Rotary Club Firenze Valdisieve, e cioè "I cammini dell’uomo tra scoperta, natura e fede". 

La motivazione del Premio a Cognetti:

“In questo libro il silenzio della montagna aleggia ad ogni pagina e colora di sé tutte le vicende narrate. Quando il protagonista entra nella valle che porta alla sua montagna sembra di udire pronunciare il fiabesco “Apriti Sesamo” che qui dischiude la porta non a una mitica grotta piena di tesori ma su un fondale che sembra trascendere la realtà, uno specchio traslucido fatto di prati, boschi, pietra e silenzio. E’ su questo fondale che i rapporti fra padre e figlio, fra i due amici protagonisti ma, in fondo, tutto il narrato, trovano la loro collocazione ed il loro significato, quasi fossero l’unica realtà possibile su tale palcoscenico, e finiscono per fare quasi solo da comparsa di fronte al maestoso silenzio della montagna che è la vera protagonista del libro. Di fronte a questa grandezza si stemperano il bello, il sognato ed anche il tragico e alla fine resta appunto solo il silenzio che tutto raccoglie in sé ed invita alla meditazione, alla costanza, al coraggio di guardare avanti e guardare in alto, sempre”.

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