03, Luglio, 2022

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Un ex-rossoblù nella difesa di Amanda Knox

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L’avvocato Luciano Ghirga, legale dell’americana condannata nell’ambito del processo Meredith, ha giocato nell’Aquila Montevarchi nella stagione 1967-68, quella del ritorno in Serie D, la prima sotto la gestione di “Lupo” Balleri

Oggi assiste Amanda Knox insieme a Carlo Della Vedova nel processo Meredith, ma quasi 50 anni fa Luciano Ghirga è rimasto per un anno al centro di un’altra difesa: quella rossoblù dell’Aquila Montevarchi. Una sola stagione in Serie D nel 1967-68, la prima sotto la gestione di Costanzo “Lupo” Balleri.

Proveniente dall’Angelana, società dilettantistica con sede ad Assisi, dopo aver vestito anche la maglia della Juventus nelle giovanili, arrivò alla corte del presidente Dario Scala nella stessa estate che portò al Montevarchi altri giocatori rimasti nel cuore dei tifosi come Ramacciotti e Scotto che andarono a completare una rosa poi divenuta mitica insieme ai confermati Lucchesini, Romanut e Zavagli. Divenne soprattutto la squadra di “Lupo” Balleri, allenatore-giocatore all’epoca già 32enne ma fisicamente integro e uomo determinato, lo stesso carattere della sua Aquila che culminò il triennio della sua gestione con il salto diretto in Serie C.

Nel ’67 partiva invece da neopromossa, poche ambizioni e tanto sudore per guadagnarsi la permanenza in categoria. La squadra ideale per uno come Ghirga, tutt’altro che un talento cristallino ma capace di portare tanta sostanza: 26 presenze tutte da titolare, dividendosi tra gli studi in giurisprudenza e i duri allenamenti di Balleri. Quel Montevarchi fu la sorpresa dell’anno riuscendo a conquistare il terzo posto in classifica alle spalle di Viareggio e Grosseto.

Una passione, quella per il calcio, che Ghirga non ha abbandonato nemmeno dopo esser diventato uno dei legali più noti d’Italia. Nella stagione 1988-1989 è stato presidente del Perugia, città in cui risiede e ha il suo studio legale, la cui tifoseria è peraltro gemellata con quella del Montevarchi, nell’anno del ritorno dei grifoni in Serie C1.

“Una bella botta”, si è lasciato sfuggire davanti ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la sentenza della Corte d’Appello di Firenze con la quale Amanda Knox è stata condannata a 28 anni e sei mesi di reclusione. Sembrava il commento di uno sportivo dopo una brutta sconfitta e forse anche per questo ha fatto il giro di tutti i media italiani e non solo. Adesso in Cassazione inizia per lui una nuova partita.
 

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