01, Luglio, 2022

Screening cardiologico sui bambini: dopo due anni diventa un progetto provinciale

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Grazie allo screening effettuato su 207 bambini di 8 – 9 anni che frequentano le classi terze delle scuole elementari di San Giovanni, Castelfranco e Piandiscò, è stato possibile individuare anomalie di funzionamento del cuore. L’importanza dei pediatri

Da due anni sperimentato a San Giovanni, Piandiscò e Castelfranco adesso lo screening cardiologico per bambini di 8 anni verrà allargato a tutta la provincia di Arezzo. I risultati infatti sono stati importanti. Effettuato nelle scuole elementari alle terze classi ha permesso di inviduare alcune patologie da tenere sotto controllo. Su 207 bimbi a 21 sono state riscontrate anomalie di funzionamento del cuore e per questo sono stati sottoposti ad altri esami e controlli. Per due soltanto di loro i problemi si sono rivelati seri.

Ed è sulla base di questi risultati che il Comune di San Giovanni, la Asl8, la Conferenza dei sindaci, l’Istituito radiologico e fisioterapico del valdarno, con la collaborazione dei pediatri e delle associazioni di volontariato, hanno deciso di portare il progetto di screening a livello prima di zona Valdarno e poi dell’intera provincia, con il consenso anche dell’ufficio scolastico provinciale (ex provveditorato).

Lo screening ha preso il via con sedute autorizzate dagli stessi genitori ai quali con una lettera è stato proposto l' elettrocardiogramma da eseguire direttamente presso la scuola e poi un video proiettato e spiegato nelle classi ai bambini, affinché comprendessero l’importanza dell'esame e non ne avessero paura.

Un esame semplice ma che ha permesso alla fine di stilare un report di grande interesse scientifico. 

"Come tutte sapete – ha spiegato Massimo Mandò direttore del dipartimento emergenza urgenza della Asl 8 – noi da anni portiamo avanti la campagna per la diffusione dei defibrillatori nei luoghi di sport, di comunità, di grande presenza di pubblico. Noi facciamo così una azione di prevenzione secondaria: chiediamo di avere defibrillatori pronti quando un arresto cardiaco si verifica. Quello che viene fatto invece nelle scuole è una prevenzione primaria che anticipa il più possibile eventi critici per il cuore”.

Un progetto che la Asl8 adesso fa proprio mantenendo in Valdarno la “testa” per l’esperienza maturata.

“Per noi è motivo di soddisfazione ma anche di responsabilità poter fornire, all’intera provincia e se vorranno anche oltre, questo nostro lavoro – ha spiegato il sindaco Maurizio Viligiardi – e sapere che probabilmente ad alcuni ragazzi abbiamo garantito un futuro migliore con questo screening iniziale è la ricompensa maggiore per ogni sforzo organizzativo ed economico, anche se va detto che in fondo tutto questo grazie alla collaborazione di tante figure costa davvero poco”.

"Una volta eseguiti gli screening i risultati vengono inviati alla famiglia e al pediatra che ha in carico il bambino. Nella maggior parte dei casi è stata una risposta in cui si accertava che l’elettrocardiogramma aveva dato esito negativo e nulla si evidenziava di anomalie nel funzionamento del muscolo cardiaco. Ma in 21 casi a genitori e pediatria è stato fornito l’elettrocardiogramma, con la refertazione e l’invito ad esaminare l’opportunità di svolgere ulteriori esami e di tenere sotto controllo il piccolo”.

Su circa 200 bambini sottoposti ad ECG nel 2013, nelle terze elementari di San Giovanni e Castelfranco Piandiscò, sono stati individuati una sindrome del QTc lungo, due extrasistolie sopraventricolari, un ritmo ectopico atriale, un sospetto di ipetrofia ventricolare sinistra. Le rimanenti sono anomalie del tracciato, non patologiche in età pediatrica.

“La collaborazione diretta con i pediatri – ha spiegato Anna Domenichelli, direttore della Zona Dstretto de Valdarno – è fondamentale e, a parer nostro, dovuta. È questa figura professionale che si prende carico in prima battuta della salute del bambino. Quasi tutti i pediatri che hanno ricevuto la lettera in accordo con le famiglie hanno eseguito ulteriori accertamenti. Anche per evitare allarmi fuori luogo, va detto che nella stragrande maggioranza dei casi si è trattato di anomalie tipiche di quella età e che non inficiano il funzionamento del cuore. In un paio di casi, invece, si era di fronte a patologie che sono quelle che negli anni portano non raramente ad un arresto cardiaco. E gli ulteriori accertamenti hanno consentito di stabilire che questi bambini avevano nelle loro famiglie casi di persone con patologie cardiovascolari. Quindi una familiarità, che è bene conoscere fin da piccoli per prendere le dovute precauzioni. A 8 anni ancora non si fanno attività agonistiche importanti, ma da 10 in poi si. E proprio l’attività sportiva aumenta, in soggetti con queste patologie, del 25% il rischio di malfunzionamento del cuore, a volte, come abbiamo visto in tanti casi, con conseguenze nefaste”.

Enzo e Marco Venanzi dell’Istituto radiologico Valdarno hanno espresso, oltre alla soddisfazione per i risultati ottenuti, la volontà di proseguire nella collaborazione con i comuni e con la Asl8 per una diffusione capillare di questa iniziativa. E presto proporranno di fondare una associazione in grado di prendersi carico del progetto stesso e svilupparlo.

Il Valdarno sarà il primo distretto ad attivarsi per un screening cardiologico nelle terze elementari fin da quest’anno. E i cinque distretti sanitari in cui è suddivisa la Asl8 lavoreranno da subito per avviare analoghi progetti nel resto della provincia: qualcuno inizierà nel 2014, altri nel 2015. Il tutto con la collaborazione delle associazioni di volontariato, Misericordie, Croce rossa e Pubbliche assistenze, che nelle loro sedi e ambulanze hanno già gli strumenti per realizzare elettrocardiogrammi e il personale ormai formato. Coinvolto nel progetto anche l’area Cardiologica della Asl8, pronta ad intervenire di fronte alla scoperta di casi e anomalie più importanti.

 

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