03, Dicembre, 2022

100 anni dalla nascita dei Carabinieri di San Giovanni: scoperto il busto in bronzo con l’effigie di Carlo Alberto dalla Chiesa

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Mattinata di festeggiamenti per l’Associazione nazionale dei carabinieri sezione di San Giovanni Valdarno: in occasione del centenario dalla nascita, è stata inaugurato un busto in bronzo raffigurante il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Istituzioni, cittadini e associazioni presenti alla cerimonia in ricordo del Generale ucciso per mano mafiosa con la moglie e l’agente di scorta.

I festeggiamenti sono iniziati con la Santa Messa celebrata dal Cappellano Militare di Firenze Don Pietro Folino Gallo nella Basilica di Maria SS delle Grazie per poi spostarsi, con la Banda del Concerto Comunale di San Giovanni Valdarno il  Gruppo Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini di Figline Valdarno in Piazza Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, dove si è tenuta la cerimonia istituzionale. Ad accogliere il corteo, la musica de la Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze e per prime, le parole del presidente della sezione, maresciallo aiutante Salvatore Cossentino:” Io ero un giovane cavaliere ausiliare quando incontrai il Generale. In quell’accasione salutò me e i miei colleghi con una semplice esclamazione -andiamo – era solito fare così, serviva da monito e da sprone per il proprio personale.” Poi gli studenti dei Licei Giovanni da San Giovanni e dell’ISIS Valdarno e le autorità si sono avvicinati al monumento, coperto da un drappo tricolore ed hanno rimosso il drappo; così don Pietro Folino Galli ha dato la benedizione.

 

Sotto al busto in bronzo realizzato dall’artista Hoffmann Rudy, si legge: “Se è vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato – delle sue istituzioni e delle sue leggi; non possiamo oltre delegare questo potere nè ai prevaricatori nè ai potenti, nè al disonesti.”

 

Dopo la lettura della Motivazione con cui è stata concessa la Medaglia d’oro al Valore Civile al Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, hanno preso parola, in ordine: il Sindaco di San Giovanni Valentina Vadi,  il Presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai Martini e il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani; i quali hanno ricordato le vicende storiche focalizzandosi su come la vicenda Chiesa possa servire da monito per i giovani:” Il Generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa è una figura di rilievo del nostro Paese impegnato, prima, nella lotta contro le Brigate Rosse e successivamente contro la mafia siciliana sotto i cui colpi cadde nel 1982 in una strage in cui morirono anche la moglie, Emanuela Setti Carraro, e l’agente di scorta, Domenico Russo. Insignito di medaglia d’oro al valore civile alla memoria, il Generale dalla Chiesa è un simbolo di legalità, di rispetto della legge, di resistenza nei confronti della violenza, della sopraffazione, della criminalità organizzata, qualunque veste essa abbia, per cui avere questo busto a lui dedicato rappresenta un monito per tutti quanto potranno vederlo, soprattutto per i giovani”

 

A seguirli, sono stati gli interventi del Generale Luigi Nardini Ispettore Regionale delle Associazioni Nazionali Carabinieri della Legione Toscana; del Comandante Provinciale  Claudio Ruberta col Comandante della Scuola dei Carabinieri di Firenze Maurizio Stefanizzi e il Prefetto di Arezzo Maddalena De Luca, la quale:” Devo dire che per me oggi quest’iniziativa, da figlia dell’Arma e da Prefetto, ha il sapore della commozione. Perchè ascoltare quello che è stato capace di trasmettere Carlo Alberto dalla Chiesa, carabiniere figlio di carabiniere, Prefetto della Repubblica, difensore e sostenitore dei nostri principi costituzionali, fino all’estremo sacrificio – in nome della salvaguardia dei principi di libertà mi fa ben sperare. Quello che mi auguro è che tutti i ragazzi che passano da questa piazza siano attratti e colpiti da questo busto, per capire chi fosse questo Generale e capire quale è la potenza del pensiero e del rispetto delle leggi.”  La mattinata si è conclusa col corteo di ritorno in piazza Masaccio con un ulteriore esibizione del Gruppo Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini.

 

 

 

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