28, Giugno, 2022

Restituzione del servizio di depurazione: il Comitato Acqua Bene Comune del Valdarno torna all’attacco

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Il Comitato del Valdarno torna a parlare della restituzione del servizio di depurazione: “dai dati ricevuti dai deputati Daga e Segoni, forniti dall’Autorità Idrica Toscana, emerge che oltre 8300 famiglie hanno diritto alla restituzione del servizio pagato ma non fornito”. Appello ai sindaci del valdarno fiorentino e aretino per far valere i diritti dei cittadini

“Abbiamo ricevuto dai deputati Federica Daga e Samuele Segoni dei file, forniti dall'Autorità Idrica Toscana, sui servizi fatti pagare agli utenti della nostra valle, dai quali emerge che oltre 8300 famiglie hanno diritto alla restituzione della depurazione, servizio pagato ma non fornito: chiara è in tal senso la sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008 ”. Con queste parole il Comitato Acqua Bene Comune Valdarno torna a parlare della questione della restituzione del servizio, già emersa a Pian di Scò e in consiglio a Cavriglia.
 
“Fino a qui tutto bene, ma quando queste S.p.A. devono rendere i soldi emergono problemi: la restituiranno solo a chi ne fa richiesta” – si legge nel comunicato – “Il fenomeno sembrava locale, piccoli errori, ma con un’analisi attenta dei pochi dati a nostra disposizione, la questione appare assai diversa, cioè un fenomeno che riguarda tutto il Valdarno e soprattutto i centri minori”.
 
Il Comitato ha anche elencato alcuni esempi dei comuni del Valdarno aretino e fiorentino: tra gli esempi citati Castelnuovo dei Sabbioni, che non è allacciato al depuratore e quindi non paga, ma nelle frazioni soprastanti, tra cui Casignano e Massa Sabbioni, diversi utenti pagano tale servizio; a Moncioni e Mercatale alcuni pagano solo l’acqua, altri anche la depurazione, lo stesso con Cicogna, Traiana e Piantravigne e anche a Gaville. Pogigo di Loro e Rocca Ricciarda risultano utenti depurati, come le frazioni di Certignano, Pulicciano e Caspri.
 
Infine, l’appello ai sindaci: il Comitato chiede loro di fare chiarezza sui comportamenti del gestore, “che assumono le sembianze di truffa e appropriazione indebita a danno dei cittadini”.
 
 

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