07, Dicembre, 2021

Il Bosco Magico: dalla passione per la montagna alla nascita dell’azienda agricola, il progetto di Lara e Claudio

spot_img

Più lette

Da settembre 2020 Claudio Salciccia e Lara Lapi, due loresi tra loro amici di vecchia data, hanno preso in gestione per dieci anni un antico castagneto in Pratomagno e costituito all’interno di esso un’azienda agricola e fattoria didattica: Il Bosco Magico. Sette ettari di bellezza in totale stato di abbandono.

Claudio ha lavorato in banca per più di 15 anni, mentre Lara lavorava come impiegata presso un’azienda privata, ma la passiane per la montagna li ha sempre accomunati. Claudio racconta:” Sono da sempre un appassionato della montagna; in particolare conosco molto bene la nostra: il Pratomagno. Fin da piccolo l’ho passeggiata ed esplorata. Sei anni fa sono finito in un sentiero che non avevo mai percorso. Sono capitato in questo castagneto grossomodo recintato; visivamente lasciato senza cure per anni. Il bosco era lasciato a sé stesso ma c’erano queste piante ultrasecolari, tra i 300 e i 400 anni in ottima forma. A quel punto ho intravisto la bellezza che ne poteva nascere e ne sono rimasto affascinato.”

 

“Così ho chiamato, la mia attuale socia e amica di vecchia data, Lara e le ho detto di venire a vedere il posto. Appena Lara ha scoperto il castagneto ne è rimasta innamorata . Così abbiamo deciso di provare a capire come avremmo potuto occuparcene e creare un rifugio all’interno del bosco. Abbiamo scoperto che il bosco era di proprietà del demanio e abbiamo iniziato a muoverci tramite il Comune di Loro e l’Unione dei Comuni del Pratomagno. Siamo riusciti a partecipare a un bando di valorizzazione del territorio tramite l’Unione – continua Claudio -” Con lo stesso progetto siamo riusciti anche a partecipare a un bando per fondi europei per giovani agricoltori, attivando prima l’azienda agricola. Il bando sta andando bene si spera che a breve ci diano l’ok definitivo.”

Una volta vinto il bando di valorizzazione, Il Bosco Magico è rientrato per dieci anni nella custodia di Lara e Claudio; era settembre 2020 e nonostante i grandi lavori di pulizia necessari, l’azienda agricola si è attivata da subito con la prima farina di castagne. Ancora Claudio: ” Nel 2020 abbiamo fatto la farina ma cogliendo pochissime castagne nel nostro bosco, ora ivece lo stiamo facendo alla grande. Abbiamo acceso il seccatoio, per adesso abbiamo 800 kg di castagne. Si spera di fare una bella farina”

“Il nostro progetto ha una visuale più grande. Si parte con l’azienda agricola perchè ci piace lavorare col castagneto e fare prodotti come le patate di montagna (erano circa 50 anni che non venivano fatte) – ma – continua a spiegare Claudio – “Ci siamo anche attivati per collaborare con le varie frazioni e creare una rete solidale tra le varie aziende, i coltivatori e gli abitanti; ed in più abbiamo unito un’altra grande nostra passione: quella per i bambini. Abbiamo fatto il centro estivo. una bella sfida perchè prima di partire e fare tutto abbiamo fatto tantissimi corsi. Con il comune abbiamo fatto dei trekking estivi ed è venuto fuori una cosa meravigliosa. Siamo partiti che non sapevamo se i bambini avrebbero partecipato o meno e alla fine il riscontro è stato più che positivo. Abbiamo cercato di fargli scoprire la montagna e il camminare. Abbiamo fatto passeggiate in quasi tutte le frazioni montane, i ragazzi hanno parlato con gli abitanti ed hanno avuto modo di confrontarsi col loro stile di vita.”

Attualmenti i custodi del bosco stanno lavorando a più progetti: sono già in cosro i preparativi per i prossimi centri estivi, che saranno ancora più strutturati e ricchi di attività e possibilità didattiche; sta continuando la raccolta delle castagne, per la quale l’azienda agricola sta organizzando delle giornate di ritrovo, arricchite da momenti conviviali e attività intermedie; si sta ultimando il Passaporto del Pratomagno, già attivo dall’estate scorsa. Si tratta di un passaporto che si trova in tutti i punti di informazione della montagna: all’interno di esso si trava spazio per dei timbri che devono essere cercati nelle frazioni della montagna; infatti in ognuna di queste si trova una piccola casetta di legno colorata dove all’interno è riposto il timbro.

Conclude Claudio: “Il nostro obiettivo è cercare di creare un luogo disponibile a tutti. Abbiamo messo nel progetto la possibilità di una struttura semicoperta per farci venire persone anche col brutto tempo e poter fare i centri estivi all’interno del bosco. Una struttura più priva possibile di barriere architettoniche; che rispecchi il nostro bosco: raggiungibile in piena comodità, ma anche il nostro modo di lavorare, con il quale cerchiamo di fare rete, aiutarci, riscoprire antiche tradizioni ma nella completa fruizione del tutto da parte di tutti”

Articoli correlati