15, Agosto, 2022

Verso i lavori per allargare l’invaso dell’Arno, Lattanzi (Sinistra): “È la fine di Laterina”

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La capogruppo di opposizione della Sinistra per Laterina Pergine, Rossella Lattanzi, interviene in merito al progetto per l’ampliamento dell’invaso a monte della diga di Levane, per il quale sono iniziate le procedure per gli espropri nella cosiddetta “piana” di Laterina. “In questa settimana – spiega Lattanzi – sono arrivate, alle persone interessate, le raccomandate per l’esproprio di terreni e abitazioni per creare l’invaso dell’Arno, in seguito all’innalzamento della diga di Levane. Il progetto definitivo, presentato dalla Regione Toscana, con accordi presi con gli allora comuni di Laterina e Pergine Valdarno, porterà alla distruzione della Piana di Laterina”.

“Verrà creato un muraglione dal ponte del bivio di Vitereta fino a Via Fabbrica. Interi terreni verranno tagliati senza seguire i naturali confini, i terreni al di là dall’argine saranno completamente abbandonati a se stessi e la Piana, in caso di allagamento, si trasformerà in una immensa palude. Il muraglione sarà confinante con Via Vecchia Aretina, deturpando completamente il paesaggio. Si ergerà per 4 metri e sembrerà di vivere in un paese completamente circondato. Il nostro paese sarà destinato inevitabilmente ad un declino, chi vorrà mai venire a stare in un posto del genere? E’ questa l’idea che i nostri Amministratori avevano e hanno del futuro della nostra comunità?”, chiede la consigliera di opposizione.

“Nessuno si può tirare indietro o dire io non c’ero – accusa Rossella Lattanzi – perché il protocollo che ha portato alla distruzione di questa parte di Valdarno porta anche la firma dell’attuale Sindaco. Meno male volevano puntare sul turismo! Chi mai vorrà investire in un territorio così deturpato? E tutto per un Ponte che dopo due anni ancora non vede la fine! La cosa ancora più grave è che, dopo gli incontri con i cittadini di 7 anni fa, i nostri Amministratori non si siano più confrontati con la popolazione, non abbiano preso in considerazione le lotte fatte anche con i vari comitati cittadini, visto che il tema è sempre stato fonte di confronto fin dagli anni Ottanta, abbiano accettato senza dire niente il progetto regionale! Ma del resto loro appoggiavano Giani”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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