20, Maggio, 2022

Il patrimonio culturale attraverso attività ludiche: due giorni di workshop e la presentazione della “Casserotherapy”

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Due giorni di incontro per analizzare strategie per portare il museo a essere alla portata di tutti, attraverso attività ludiche e la comunicazione adatta a ogni tipo di target. Oggi e domani si tiene un workshop organizzato dal Cassero e con il patrocinio di comune e Regione. Occasione per presentazione anche il quaderno per bambini “Casserotherapy”

Due giorni di workshop per far conoscere il patrimonio culturale attraverso il gioco organizzati dal Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento, con il sostegno della Regione Toscana e del comune di Montevarchi. Le due giornate di conferenze rientrano nel progetto del Sistema Museale Valdarnese “Con-di-Visioni: un patrimonio da tramandare alle nuove generazioni. Il Valdarno Superiore” e il Progetto d’iniziativa locale 2013 “Musei di qualità al servizio dei cittadini e delle comunità locali”.
 
Due giornate di riflessione e progettazione sperimentale, dove i vari relatori presentano dei casi studio con esperienze di attività legate alla comunicazione e al gioco combinate con l’arte e il teatro: un’opportunità per riflettere sulle varie modalità di fare didattica anche attraverso confronti con realtà al di fuori del Valdarno e della Toscana.
 
Tra gli ospiti e i relatori del worshop sono intervenuti Michelina Simona Eremita del Museo d’Arte per Bambini di Siena (Bambimus), Anna Pironti del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli (Torino), Silvana Sperati della Fondazione Bruno Munari di Milano, Gianfranco Staccioli dell’Università di Firenze, la Compagnia Piccoli Principi di Firenze e Benedetta Balsimelli per il Montclair Art Museum (NJ – USA).
 
Questo perché il gioco e la creatività servono per formare l’individuo secondo una scala di valori. Da qui l’idea di organizzare il workshop. “Il museo che diventa una piazza aperta a tutti i tipi di pubblico” – ha spiegato il direttore del Cassero Alfonso Panzetta – “Una fruizione più leggera ma per questo non meno importante, però più familiare”.
 
Un’occasione anche per presentare “Casserotherapy. Giocate sereni e torna il sorriso”, un album con vari giochi enigmistici differenziati a seconda del grado di difficoltà e dell’età, che ha come tema il Cassero e le sue opere. Un progetto realizzato nell’ambito del PCI Regionale 2013, con la collaborazione dell’Ordine dei Medici della Provincia di Arezzo e dedicato alla popolazione infantile che transita o soggiorna negli ambulatori e nei reparti pediatrici degli ospedali della provincia di Arezzo, oltre all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
 
“Un bellissimo prodotto e una straordinaria opportunità per il Cassero che esce dai propri confini e va incontro ai bambini che non possono  visitare i musei” – ha commentato Elena Pianea, dirigente del settore musei della Regione Toscana – “Si tratta di un museo che li raggiunge per per far conoscere loro la collezione e la cultura. È un progetto della Regione per i musei di rilevanza regionale come il Cassero: una strategia per rendere contemporaneo il museo al servizio dei cittadini, un’opportunità di inclusione sociale”.
 

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