16, Gennaio, 2022

Il consiglio provinciale di Arezzo approva il Piano dei rifiuti. Cutini: “Strumento fondamentale per dare risposte alle esigenze del territorio”

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Con 18 voti favorevoli, un solo voto contrario e 4 astenuti è stato adottato dal consiglio provinciale di Arezzo il Piano interprovinciale per la gestione dei rifiuti, all’esame nello stesso momento anche del consiglio provinciale di Siena mentre quello di Grosseto si riunirà nei prossimi giorni. “E’ stata un’elaborazione complessa, perché si pianifica un tema delicato come quello dei rifiuti e per un arco temporale che va fino al 2025”, ha affermato l’assessore Cutini

Con 18 voti favorevoli, un solo voto contrario e 4 astenuti il consiglio provinciale di Arezzo ha approvato il piano interprovinciale per la gestione dei rifiuti.

A illustrare al consiglio provinciale il piano è stato l'assessore all'ambiente Andrea Cutini.

“È stata un'elaborazione complessa, perché si pianifica un tema delicato come quello dei rifiuti e per un arco temporale che va fino al 2025 e ciò implica non scelte di corto respiro ma decisioni di carattere strategico, e per di più calate su un territorio molto vasto – ha esordito l'Assessore provinciale all'ambiente Andrea Cutini – È un piano che interessa 109 Comuni, una superficie totale superiore ai 12.000 km², pari a oltre la metà della Toscana, e una popolazione di oltre 900.000 abitanti, con caratteristiche e problematiche differenti tra loro, e una produzione annua di rifiuti urbani di circa 600.000 tonnellate alle quali va aggiunta una quota di oltre 1.800.000 tonnellate di rifiuti speciali".

"Il piano è articolato in due stralci, quello relativo alla gestione dei rifiuti urbani ed assimilati ed alla gestione dei rifiuti speciali anche pericolosi e quello della bonifica delle aree inquinate. L’attenzione spesso si concentra sui rifiuti urbani e i relativi impianti di smaltimento, dimenticando che gli urbani sono solo una parte, peraltro minoritaria, della questione rifiuti e che la parte del leone la fanno i rifiuti speciali che sono circa 2/3 del totale. In entrambi i casi è necessario attivare percorsi virtuosi di riduzione della produzione, riuso e riciclo partendo dal presupposto che i rifiuti, prima di essere tali, sono materia preziosa, e che lo saranno sempre più nel futuro. Da ciò ne consegue che vanno gestiti al meglio, rafforzando filiere di recupero e riciclo che in parte già costituiscono un importante settore economico della nostra provincia ma che possono esserlo ancora di più nel futuro. Tutto ciò implica di ripensare il modello di sviluppo con investimenti anche importanti in nuove tecnologie, ma soprattutto richiede un cambio di mentalità da parte di tutti".

"Sono convinto che i tempi per tutto ciò siano maturi – ha proseguito l'Assessore –  In questo Piano c'è un cambio di mentalità e di modello di sviluppo, che abbiamo accolto in primis a partire dall’elemento cardine di un piano dei rifiuti che è quello della produzione annua che si prevede non più in aumento, ma stabile nel tempo, con valori intorno alle 600.000 tonnellate annue per l’intero ambito; ciò è possibile grazie a politiche di riduzione dei rifiuti e di una ripresa economica che non potrà non avvenire secondo modelli di sviluppo più rispettosi dell’ambiente. A questo si accompagna la scelta di passare da un sistema che poggia sulle discariche ad uno più moderno ed efficiente".

" Ad oggi, infatti, finisce in discarica, direttamente o indirettamente, oltre il 50% dei rifiuti prodotti nella nostra provincia. Ciò non è più sostenibile e va quindi ridotto il ruolo delle discariche fino renderlo realmente residuale. Per conseguire questo risultato è stato pianificato un forte innalzamento della raccolta differenziata fino al 70%: questo impone, come dicevo prima, investimenti importanti ma anche un cambio di mentalità perché tale obiettivo può essere raggiunto non con metodi di raccolta tradizionali ma solo con metodi che prevedano che sia il cittadino a differenziare, vedi porta a porta o sistemi analoghi, da diffondere il più possibile nel territorio. È da questi due elementi, stabilizzazione della produzione dei rifiuti e aumento della raccolta differenziata, e dalle sinergie possibili tra i vari impianti dell’area vasta, che consegue una riduzione del fabbisogno di incenerimento a carico dell’impianto di San Zeno, comunque non superiore alle 55.000 tonnellate".

"Il Piano comporterà investimenti significativi in particolare per la realizzazione di biodigestori anaerobici, impianti importanti per il recupero della frazione organica. Spesso parlando di rifiuti prevalgono approcci ideologici e ci si trova discutere di qualche punto percentuale di raccolta differenziata in più o in meno, dimenticando che la raccolta differenziata è solo un mezzo, mentre il vero fine è il recupero di materia ed energia dai rifiuti. Questo comporta, da una parte un maggiore protagonismo del cittadino in particolare nel differenziare i rifiuti ma, dall’altra, anche investimenti per realizzare nuovi impianti con nuove tecnologie, come ad esempio i biodigestori anaerobici per il recupero della frazione organica, che consentano un reale recupero dei rifiuti e che il Piano prevede siano realizzati. Solo così si può traguardare un obiettivo ancora più significativo delle percentuali di raccolta differenziata, ossia la percentuale di rifiuti realmente recuperati, indicatore che è la vera cartina al tornasole di un efficiente e moderno piano dei rifiuti e che abbiamo stabilito non inferiore al 60%. Quello che portiamo in approvazione oggi è, in sintesi, uno strumento che ci consente significativi passi avanti rispetto al passato, e che si assume la responsabilità di scelte strategiche che daranno risposte a questioni molto sentite dal territorio, prima fra tutte Podere Rota”.

Al termine dell'esposizione da parte dell'assessore Il capogruppo di Fi-Pdl Lucia Tanti ha definito quello in discussione “un tema cruciale, perché probabilmente non ci sarà più un'assemblea eletta direttamente dai cittadini e quindi lasciamo in eredità un atto fondamentale. Il giudizio che diamo sulla politica dei rifiuti della Regione Toscana è assolutamente negativo, e rispetto alle previsioni del piano la percentuale prevista per le discariche è ancora troppo elevata, ma lanciamo comunque segnali importanti, soprattutto su Podere Rota che ha finalmente una data di scadenza. Per questo il nostro sarà un voto di astensione”.

Analoga espressione di voto per il capogruppo dell'Udc Simon Pietro Palazzo: “è stato fatto un lavoro di coinvolgimento apprezzabile, al quale anch'io ho cercato di contribuire perché ritengo che la tutela ambientale sia una tematica nella quale è importante il ruolo delle persone”. Il capogruppo della FdS Alfio Nicotra ha invece annunciato l'unico voto negativo: “anche se c'è un lavoro positivo sull'aspetto culturale, puntando sul recupero e la riduzione dei rifiuti, ci sono però molte criticità, in particolare sulle previsioni della produzione dei rifiuti che sono a mio giudizio esagerate”.

Il capogruppo di SeL Alessandra Landucci ha detto di condividere gli obiettivi generali del piano e la nuova filosofia che lo ispira. “Anche se ci sono delle criticità, in particolare sull'inceneritore di San Zeno, non approvarlo significherebbe tornare al vecchio strumento di pianificazione con raddoppio dell'inceneritore stesso, discarica di Podere Rota senza fine e una raccolta differenziata limitata con tariffe più alte. Politicamente non voglio avere questa responsabilità, pur riconoscendomi nella prospettiva politica Rifiuti Zero”.

“Voterò convintamente si, ho visto un processo di confronto, di scambio, di crescita e di approccio culturale molto importante”, ha annunciato il consigliere di SeL Lorenzo Puopolo, e apprezzamento è venuto anche dal consigliere Pd Cristiano Marini: “abbiamo fatto un buon lavoro, spero che anche la sua realizzazione e il suo controllo siano all'altezza”. Al termine del dibattito il Presidente della Provincia Roberto Vasai ha definito la seduta molto importante: “con questo consiglio, tutti insieme, abbiamo scritto una delle più belle pagine di questa legislatura. Ci sono degli elementi straordinariamente importanti, tra i quali la riunificazione dei territori della nostra provincia grazie al fatto che qui le cose si fanno e si concretizzano. Voglio quindi ringraziare la nostra struttura tecnica, che sa lavorare e trovare soluzioni”.

 

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