10, Agosto, 2022

“I Comuni valdarnesi hanno perso la bussola sulla trasparenza”. M5S presenta una interrogazione in Parlamento.

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Le reti civiche italiane, ed anche quelle valdarnesi, fanno acqua da tutte le parti ed in larga parte non rispettano il decreto legislativo numero 33 del 14 marzo 2013, lamenta il Movimento 5 Stelle. L’interrogazione parlamentare è firmata dai deputati Samuele Segoni, Massimo Artini, Alfonso Bonafede e Federica Daga

"I Comuni valdarnesi hanno perso la bussola sulla trasparenza”. Il commento ironico è quello del Movimento 5 Stelle che ha presentato una interrogazione in Parlamento. A firmarla sono i deputati Samuele Segoni, Massimo Artini, Alfonso Bonafede e Federica Daga che hanno voluto rilanciare il tema prendendo spunto da un'analoga interrogazione che era stata presentata in consiglio comunale a Figline da Andrea Frallicciardi.

Secondo M5S le reti civiche italiane, ed anche quelle valdarnesi, fanno acqua da tutte le parti ed in larga parte non rispettano il decreto legislativo numero 33 del 14 marzo 2013  quello cioè sul 'Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni'.

Con l'entrata in vigore delle nuove normative nazionali niente sembra essere cambiato.

“Il nuovo decreto – sottolineano i deputati – ha l’obiettivo di favorire la prevenzione della corruzione, attivare un nuovo tipo di “controllo sociale”, sostenere il miglioramento delle performance, migliorare l’accountability dei manager pubblici e abilitare nuovi meccanismi di partecipazione e collaborazione tra amministrazione e cittadini. Riconosce così l’alta funzione della rete civica permettendo ai cittadini di vigilare, non solo sul corretto adempimento formale degli obblighi di pubblicazione, ma  soprattutto  sulle finalità  e  le modalità di utilizzo delle risorse pubbliche”.

“I dati però – sottolineano i parlamentari del Movimento 5 Stelle – sono impietosi, a  testimoniarlo c’è un sito di monitoraggio permanente lanciato dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione: la Bussola della Trasparenza  che "ricerca e consulta le informazioni ed i servizi delle PA che vengono pubblicati nelle sezioni dei siti web istituzionali, in conformità alle regole ed agli standard definiti nei contenuti minimi delle linee guida dei siti web delle amministrazioni”.

“Sulla bellezza di 65 indicatori su riordino della trasparenza, numerosi sono quelli non rispettati dai Comuni valdarnesi a cominciare da Castelfranco e Pian di Scò, fino a Loro, senza contare Figline ed Incisa che in questi primi giorni di fusione sono rimasti praticamente senza rete civica".

"Un fatto grave che testimonia, al di là dei proclami, lo scarso impegno delle amministrazioni comunali su un tema così fondamentale. Quali sono i motivi delle inadempienze? Il risultato  mette in risalto l’opacità che ancora pervade la cosa pubblica italiana ed anche valdarnese, con poche e marginali eccezioni. Una opacità che favorisce comportamenti come quelli recentemente scoperti a San Giovanni, con la magistratura che indaga sul saccheggio delle casse del Comune. Per questo, come ribadito nella nostra interrogazione – concludono Samuele Segoni e Massimo Artini – è necessario che il Ministero metta immediatamente in atto strumenti che disincentivino la mancanza di pubblicazioni e trasparenza sulle reti civiche".

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