25, Giugno, 2022

Entra in campo senza l’autorizzazione dell’arbitro, l’Olimpia Palazzolo presenta reclamo

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All’inizio della ripresa del derby tra Ideal Club e Olimpia Palazzolo, l’incisano Tarchi prende il posto di un compagno senza aver avuto il via libera del direttore di gara. Più tardi l’arbitro lo ammonisce per un fallo di gioco ma non si accorge dell’errore. Se ne rendo conto dopo altri dieci minuti e a quel punto espelle il giocatore. Risultato non omologato, si aspetta la decisione del Giudice sportivo

L’Ideal Club Incisa sostituisce un giocatore senza la necessaria autorizzazione dell’arbitro, il direttore di gara ammonisce il neo entrato senza accorgersi sul momento della sostituzione. Se ne rende conto dopo diversi minuti e a quel punto estrae il secondo giallo. Sulla base di questo misfatto l’Olimpia Palazzolo ha presentato reclamo e il risultato del derby incisano di domenica scorsa, vinto 0-1 dall’Ideal Club, è per il momento sospeso. La palla passa ora al Giudice sportivo.

Le cose sarebbero andate così, secondo la ricostruzione alla base del reclamo dell’Olimpia Palazzolo. L’attaccante dell’Ideal Club Mori lascia il posto al compagno Tarchi all’inizio della ripresa, quando ancora non era però arrivato il via libera dell’arbitro, il signor Marco Schiatti di Arezzo. Intorno al 5’ Tarchi si rende protagonista di un intervento da ammonizione su un avversario. Il direttore di gara estrae il giallo e annota sul taccuino, ma lì per lì non si accorge della sostituzione. Lo farà dopo altri dieci minuti abbondanti e a quel punto è inevitabile il secondo giallo per Tarchi che deve quindi abbandonare il terreno di gioco e sconterà una giornata di squalifica. La decisione spetta al Giudice sportivo, chiamato a pronunciarsi sull’accaduto nelle prossime settimane.

Altre due squalifiche nello stesso match: due gare per Gorini dell’Ideal Club, cinque per Aglietti dell’Olimpia Palazzolo, “espulso – si legge nelle motivazioni del Giudice – per condotta violenta nei confronti di un calciatore avversario, alla notifica offendeva il direttore di gara”.
 

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