28, Giugno, 2022

“Da Paolo Uccello a Vasari”, la mostra supera i 6mila visitatori. Domenica la chiusura

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L’esposizione, ospitata a Palazzo Pretorio a Figline dallo scorso mese di ottobre, comprende 25 opere di pittura e scultura appartenenti al Quattrocento e Cinquecento, con l’aggiunta di una miniatura del museo della Collegiata proveniente dalla Confraternita locale di San Lorenzo. L’allestimento è in collaborazione con la Galleria degli Uffizi

Ha già superato quota 6mila visitatori, la mostra "Da Paolo Uccello a Vasari", ospitata dallo scorso mese di ottobre all'interno degli spazi di Palazzo Pretorio a Figline. E ora che la chiusura si avvicina, il bilancio per questa esposizione è più che positivo: non solo in termini di afflusso, ma anche per l'elevato significato culturale e storico che rappresenta. 

Una galleria curata da Nicoletta Pons nell’ambito de “La Città degli Uffizi” che ha visto collaborare la Galleria, la Provincia di Firenze, la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della Città di Firenze, la Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le Province di Firenze, Pistoia e Prato, l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana.

La mostra presenta 25 opere di pittura e scultura fra Quattro e Cinquecento, con l’aggiunta di una miniatura del museo della Collegiata proveniente dalla Confraternita locale di San Lorenzo. Il percorso espositivo sottolinea l’esistenza sul territorio di interessanti pale d’altare che rivelano non solo una qualità degna di chiese cittadine, ma anche la presenza di committenze importanti e significative come quelle riguardanti Paolo Uccello e Giorgio Vasari.

Di grande interesse è stato il ritorno di un'opera di Paolo Uccello, che in origine faceva da predella ad una perduta Annunciazione della Chiesa di Santa Maria in Avane a Cavriglia e sulla quale recenti studi hanno fatto emergere novità. Ci sono poi testimonianze locali delle cultura ghirlandaiesca, presenti nei due Angeli di Bartolomeo di Giovanni. In rapporto con i due Angeli attribuiti a Bartolomeo di Giovanni, sono arrivati dalla Galleria degli Uffizi due scomparti di predella con Storie di San Benedetto, della medesima mano, cronologicamente e stilisticamente vicine alle opere figlinesi. L'itinerario collegato, inoltre, include tavole poco note, come la pala del Brollo o l'Annunciazione di San Romolo a Gaville. In mostra anche l’Ultima cena di Vasari, ora presso Villa San Cerbone, proveniente dalla collezione Serristori, di cui fanno parte anche le quattro Allegorie vasariane che per la prima volta hanno fatto ritorno a Figline.

La mostra si chiuderà domenica 19 gennaio, ed è ancora visitabile, ad ingresso gratuito, tutti i giorni in orario 9-13 e 15-19. 

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