27, Novembre, 2021

Conto alla rovescia per i saldi invernali, ma il budget delle famiglie si riduce. Confcommercio: “Occasione per un settore in forte crisi”

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Dal 4 gennaio iniziano ufficialmente le vendite di fine stagione. Confcommercio stila una previsione sull’andamento degli affari in provincia di Arezzo: 350 euro la spesa media per famiglia, in netto calo rispetto a tre anni fa quando si attestava intorno alle 403 euro. Circa il 75% delle famiglie approfitterà dei saldi. E per le aziende del settore della moda, uno di quelli più in crisi, questi 60 giorni possono portare in cassa quasi il 20% delle vendite di tutto l’anno

Conto alla rovescia per l'avvio dei saldi invernali in Toscana. Si parte domani 4 gennaio, e le vendite scontate di fine stagione andranno avanti per due mesi. Un'occasione per le famiglie, che hanno un budget sempre più ridotto da dedicare all'abbigliamento; ma anche per i negozianti del settore moda, uno dei più colpiti dalla crisi negli ultimi anni. 

A stimare il giro d'affari in provincia di Arezzo è stata Confcommercio: si parla di circa 38 milioni di euro, per una quota di circa 350 euro a famiglia. Ed è una cifra in costante diminuzione, negli ultimi anni: "Sono ormai tre anni che il budget medio stanziato dalle famiglie aretine per i saldi si sta riducendo, e non certo perché acquistano di più nella stagione normale", spiega il direttore di Confcommercio Franco Marinoni.

"Nel 2012 era di circa 403 euro, nel 2013 è sceso a 384 euro, quest’anno si è ridotto ancora. Un calo del 13% circa in tre anni che testimonia le difficoltà delle imprese della moda". Dall'altra parte, quella dei negozianti, il periodo dei saldi costituisce ormai una delle entrate irrinunciabili. Basti pensare che, se fino ad ora i saldi estivi ed invernali nel complesso incidevano di circa il 30% sul fatturato annuo, oggi questa percentuale è aumentata. E solo quelli invernali superano il 20% degli incassi di tutto l'anno. 

"Al di là della crisi – aggiunge Marinoni – il mercato vive una situazione drogata: anche i consumatori con un qualche potere di spesa si aspettano ormai sconti tutto l’anno, ma rischiano di perdere l’effettiva dimensione del valore di un acquisto. Nei negozi tradizionali è più facile conservare un rapporto vero tra la qualità e il prezzo, ma altrove, in canali di vendita più ampi, si fa più fatica a capirlo. Il pericolo di “assuefazione” al taglio del prezzo è dietro l’angolo". 

"Almeno il 75% delle famiglie della provincia di Arezzo farà acquisti in questo periodo – sostiene Marinoni – ognuno secondo le proprie possibilità. Per i negozi restano uno strumento utile a ritrovare liquidità e sgomberare il magazzino, ma non è certo sui soli saldi che possono puntare per far quadrare i bilanci di un anno". 

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