27, Novembre, 2021

Caso lavoratore di Gucci, Calò: “La Provincia intervenga nel rispetto della sentenza e dei diritti dei lavoratori”

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Il consigliere provinciale fiorentino di Rifondazione comunista Andrea Calò insieme al collega Lorenzo Verdi interviene sul caso del lavoratore licenziato da Gucci e reintegrato dal Tribunale ma ancora a casa. Con l’interrogazione il consigliere chiede alla Provincia di intervenire con la proprietà

Viene licenziato dalla Luxury Goods Outlet  Gucci –  Leccio Reggello il Tribunale di Firenze sezione lavoro gli dà ragione per due volte, anche quando cioè la società presenta ricorso, ma il lavoratore è ancora a casa da agosto. Non solo. Non essendo rientrato a lavorare il dipendente, eletto anche nella Rsu aziendale, non può continuare a svolgere la propria attività sindacale. Sulla vicenda interviene, con un'interrogazione urgente, il consigliere provinciale fiorentino di Rifondazione comunista Andrea Calò insieme al collega Lorenzo Verdi.

I due consiglieri chiedono che la Provincia di Firenze intervenga sulla proprietà "nel rispetto della sentenza e dei diritti dei lavoratori a scegliersi le proprie rappresentanze sindacali". 

"Ricordiamo che il dipendente è stato accusato dalla Luxury Goods Outlet, che gestisce la vendita al dettaglio del marchio Gucci al The Mall di Leccio, di aver espresso opinioni in una chat privata di discussione su Facebook che, spiega il dipendente licenziato, 'era stata creata per discutere tra i lavoratori il rinnovo del contratto integrativo, sicuramente peggiorativo nella proposta aziendale rispetto al precedente, in alcuni aspetti riguardanti il trattamento economico del personale'. La chat, viene inoltre specificato , è utilizzata privatamente e fuori dell'orario lavorativo. Il lavoratore sarebbe reo di aver pubblicato il simbolo dell'azienda a corredo della discussione sindacale. Un utilizzo, ritenuto dall’azienda, improprio e che ha dato il via alla motivazione per il licenziamento". 

"Rifondazione Comunista preoccupata dal comportamento privo di sensibilità e di correttezza sul piano umano ma priva anche di quella responsabilità sociale che un’azienda dovrebbe imporsi per il ruolo che esercita nella comunità richiede nuovamente all’amministrazione provinciale di monitorare quello che succede quotidianamente negli Outlet e nella grande distribuzione.  Che venga verificato il corretto comportamento delle imprese sul rispetto delle norme contrattuali, dei diritti e del lavoro anche a fronte del processo di liberalizzazione degli orari del commercio, che ha determinato anche su il nostro territorio un consistente peggioramento delle condizioni di lavoro e della qualità della vita dei lavoratori e delle lavoratrici del settore. Alcuni licenziamenti avvenuti in quest’ultimo periodo nella zona degli Outlet segnalano una emergenza e criticità in corso".

Infine altre richieste:

"Chiediano al Presidente della Provincia  di Firenze e all’assessore competente di riferire sulla situazione in essere agli outlet e nella grande distribuzione sul  territorio provinciale, segnaliamo il caso del mancato reintegro a seguito di due sentenze come significativo di una situazione e chiediamo se sono pervenute all’amministrazione Provinciale di Firenze segnalazioni di violazioni dei diritti ai danni dei lavoratori da parte delle imprese, se sono state evidenziate  azioni di repressione della condotta sindacale o delle libertà e dignità dei lavoratori così come recita la Legge 300/70, Statuto dei Lavoratori. Altresì chiediamo di sapere se la Provincia di Firenze intende esprimere sostegno al lavoratore ingiustamente licenziato e reintegrato con due gradi di giudizio.  Chiediamo inoltre cosa intende fare l’amministrazione provinciale a fronte di atti e comportamenti scorretti e illegittimi messi in essere da imprese e aziende sempre ai danni dei lavoratori, come nei due casi della Luxury Goods Outlet  Gucci di Reggello. Infine chiediamo di sapere se è intenzione dell’amministrazione provinciale convocare le associazioni di categoria del commercio affinché il tema del rispetto delle norme contrattuali, dei diritti e della dignità delle persone non sia sacrificato agli appetiti del mercato e del profitto e venga recuperato una maggiore responsabilità sociale da parte dell’azienda".

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