01, Luglio, 2022

Cancelli, traliccio della Telecom pericolante da settimane. Calò: “Vicenda sconcertante, la società intervenga immediatamente”.

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A Cancelli, un traliccio della Telecom ormai da settimane è pericolante, nonostante le segnalazioni e gli interventi della polizia municipale e dei vigili del fuoco. Andrea Calò di Rifondazione: “Mancanza di responsabilità da parte della società: intervenga subito, c’è un evidente pericolo per l’incolumità pubblica”.

Da settimane un traliccio a Cancelli  si è staccato dal suolo: il palo di legno adesso è retto solo dai fili e si trova pericolosamente rivolto verso le abitazioni. A denunciarlo è il consigliere di Rifondazione, Andrea Calò: “Inutili fino ad oggi i tentativi della popolazione per far  sostituire il manufatto. Si tratta di una vicenda sconcertante che evidenzia lo scarso senso di responsabilità sociale anche sui rischi per la pubblica incolumità”.
 
“Per alcuni dei malcapitati cittadini, che hanno provato a far intervenire la principale azienda italiana di telecomunicazioni per risolvere una banale riparazione, si è trattato proprio di una vicenda grottesca: prima – ricostruisce il consigliere di opposizione – l'attesa snervante al numero verde, poi la segnalazione con la descrizione dell'evento all'operatore, dopo di che il silenzio più assoluto. Successivamente i cittadini si sono rivolti prima ai  vigili del fuoco i quali sono intervenuti prontamente mettendo in sicurezza l'area, dopo di che è stato investito anche un agente del corpo di Polizia Municipale”.
 
“Sta di fatto che il traliccio è rimasto per settimane in balia degli eventi con un problema irrisolto di pubblica incolumità. Ed è ancora lì” sottolinea Calò che ha contattato prima l'ufficio tecnico comunale che, pur non avendo alcuna   competenza, ha a sua volta  inviato a Telecom Italia un’ulteriore segnalazione  e ha  richiesto un intervento della Polizia Municipale.
 
“Cosa accadrà adesso non è dato sapere. Certamente – conclude il consigliere – la vicenda dà la misura dello stato di abbandono che i cittadini devono subire”.

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