25, Giugno, 2022

Pirelli: “Confronto aperto sullo stabilimento”, i deputati Artini e Segoni incontrano un rappresentante della società

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Gli onorevoli Massimo Artini e Samuele Segoni, del Movimento 5 Stelle, hanno incontrato Filippo Maria Grasso responsabile per i rapporti istituzionali di Pirelli. Ha affermato che la trattativa con Bekaert è una trattativa esclusiva in stato avanzato ”ma che allo stesso tempo non vede le condizioni un futuro così nero per lo stabilimento di Figline”

Dopo il presidio, lo sciopero e il tavolo di lavoro organizzato a Roma al Ministero tra istituzioni, sindacati e azienda, in merito alla vicenda Pirelli interviene il Mvimento 5 Stelle. Gli onorevoli Massimo Artini e Samuele Segoni, infatti, hanno incontrato Filippo Maria Grasso, responsabile per i rapporti istituzionali di Pirelli, al quale hanno chiesto chiarezza sul futuro dello stabilimento figlinese. Il rappresentante dell'azienda ha ribadito che la trattativa con Bekaert è esclusiva e in stato avanzato ma che allo stesso tempo non vede un futuro così nero per i dipendenti.

“In particolare Filippo Maria Grasso ha sottolineato che Pirelli ha previsto nella trattativa di cessione – operazione avviata a maggio e che è praticamente nella fase conclusiva – garanzie occupazionali a Figline per almeno i prossimi tre anni. Garanzie che non sarebbero state fornite per gli altri stabilimenti esteri. Ma sempre Pirelli ha sottolineato che si tratta di una operazione non finanziaria ma puramente industriale e che quindi il gruppo belga non compra per chiudere Figline” hanno affermato Artini e Segoni.
 
“Il messaggio di Pirelli è chiaro: è compito della politica e delle istituzioni, a tutti i livelli, creare le condizioni affinché Bekaert si mantenga a Figline a lungo. Questo vuol dire tornare a discutere e ad attuare una politica industriale seria e autorevole, che ormai in Italia manca da decenni, in cui le istituzioni riescano ad armonizzare da una parte gli interessi di chi investe in Italia, dall'altra il diritto ad un lavoro dignitoso, evitando contrapposizioni strumentali ed ideologiche”.

“Abbiamo ritenuto importante in questa fase storica per la realtà figlinese, parlare direttamente con Pirelli per capire lo stato della vertenza e allo stesso tempo lanciare un messaggio inequivocabile: i lavoratori non sono soli, ma sostenuti dalle istituzioni e gruppi parlamentari. Riteniamo allo stesso tempo positiva la disponibilità mostrata dalla multinazionale italiana ad interloquire con le forze politiche e sindacali. Allo stesso tempo ribadiamo vicinanza e solidarietà ai circa 600 dipendenti – compreso l’indotto – coinvolti nella vertenza e pensiamo che queste condizioni possano essere solo l’inizio di una trattativa aperta sullo stabilimento valdarnese. Come sottolineato dai rappresentanti sindacali nel corso del Tavolo dello Sviluppo Economico – concludono Massimo Artini e Samuele Segoni – è adesso quanto mai fondamentale aprire un confronto diretto con l’acquirente e conoscere quanto prima il nuovo piano industriale. E ci stiamo già muovendo in questa direzione”.

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