02, Dicembre, 2022

Le rovine del Castello di Montelucci e l’ipotesi di una sua più antica origine nel Poggio del Tesoro

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Nel Comune di Laterina Pergine sono disperse le rovine di antichi castelli: in particolare, nei pressi della località di Montelucci, si trovava l’omonimo castello che conserva ancora oggi alcuni resti di mura e l’ultima riedificazione della chiesa; ma le origini di questo incastellamento non sono ancora ben chiare e grazie ad alcuni studiosi sono state scoperte alcune rovine che potrebbero indicare il nucleo d’origine anteriore a questa edificazione. 

Inoltrandosi tra i poggi che costeggiano la via di Montelucci, salendo pochi metri di salita, è possibile visitare le rovine del castello di Montelucci, la cui edificazione risale al XI secolo. Finita la salita, si trova un ampio prato dove davanti risiede la chiesa di San Tommaso. La chiesa era di architettura romanica, ad una sola navata ed è documentata in un primo documento del 1278, quando viene anche data nota del fatto che era soggetta all’Abbazia di Agnano. Già dal 400 la sua struttura iniziò a modificarsi, prima con intreventi di riqualifica, poi a causa di attacchi distruttivi. Nel corso del Seicento fu parzialmente ricostruita non in maniera totalmente fedele, soprattutto nella sua struttura interna.

Guardando verso destra invece si notano, un pezzo dopo l’altro, le rovine delle mura: prima la cinta muraria che sembra partire dalla chiesa; poi quelle che sembrerebbero essere due stanze, forse del cassero; una porzione di parete del castello, e ancora resti di mura.

 

Il colle sul quale si stagliava il castello è a circa 560m di altitudine e – come specifica anche il CAI Valdarno Superiore – In una posizione strategica dalla quale era possibile controllare le strade che da Arezzo portavano in Valdambra ed il traffico di uomini e merci tra Bucine, Pieve a Presciano e Civitella. Trattandosi di un colle, è stato logico per alcuni studiosi continuare a perlustrare la zona, fino a quando sono stati ritrovati altri resti. Il primo a fare delle ipostesi sulle nuove scoperte fu Alvaro Tracchi, come rende noto Federico Rosati. Proseguendo dietro la chiesa verso il bosco, in direzione nord- ovest, si trovano le rovine del Poggio del Tesoro: ruderi quasi seppelliti dalla vegetazione che il Tracchi descrive così:

Questi ruderi sono talmente coperti dalla vegetazione che finora è stato possibile osservare, disboscando alcune porzioni dell’area, soltanto qualche tratto di grosse muraglie; allo stato attuale appare problematico esprimere un giudizio sull’età e lo scopo della costruzione. Sembra che i fabbricati appartengano a più periodi: lo fanno supporre sia la struttura che la disposizione dei muri. Infatti, mentre nella parte sud si trova un tratto di muro di forma poligonale in grossi blocchi a secco, ai lati nord ed est vi sono mura di pietre più piccole. Inoltre all’interno del recinto, fra gradi cumuli di macerie, sono riconoscibili altri muri in pietre informi cementate, addossati ma non collegati con i precedenti. I laterizi sono scarsissimi in superficie: abbiamo notato soltanto pochi frammenti di tegole 

La sua ipotesi è che il castello di Montelucci si sia sviluppato in continuazione dell’insediamento di Poggio del Tesoro. Qualche anno dopo, come attesta ancora Rosati, a proposito di questa ipotesi si sono espressi anche gli studiosi Giampiero Ceccherini e Francesco Sinatti che oltre a non trovare ulteriori indizi, si scontrano con la contaminazione dei racconti popolari; affermano:” A tutt’oggi sussistono forti tradizioni popolari riferite a questa località. Una di queste vuole che originariamente nel sito fosse presente un monastero benedettino fortificato; un’altra tramanda che titolo e popolo di S. Angelo di Pergine traessero origine da questo luogo. Queste leggende, non accreditate fino ad oggi da nessuna rispondenza con i documenti in nostro possesso, sono state ulteriormente arricchite di particolari dalla fantasia popolare“.

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