26, Novembre, 2022

Italian Best Practice. Spazi della comunità: la nuova mostra del Museo delle Terre Nuove

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Sarà inaugurata oggi, mercoledì 22 dicembre alle 18, al Museo delle Terre Nuove Nuove, la mostra “Italian Best Practice. Spazi della comunità”- l’esposizione a cura di Alessandro Melis, curatore del padiglione Italia e di Gian Luigi Melis di Heliopolis 21 dedicata ai temi della progettazione sostenibile in campo urbanistico e architettonico. Italian Best Practice è stata una sezione chiave di Comunità Resilienti, padiglione Italia della 17esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.

L’esposizione  si intreccia in forma naturale e armonica al percorso museale presentando una selezione di progetti firmati da illustri studi di architettura del panorama italiano, contraddistinti da una progettazione fortemente improntata sul concetto di resilienza delle comunità e dell’ambiente. Tale progettazione è declinata nelle tematiche della rigenerazione urbana e della riappropriazione degli spazi per la collettività, nonché nel legame con il territorio ed il suo patrimonio sociale ambientale. L’esposizione veneziana di Comunità Resilienti al padiglione Italia aveva infatti esplorato forme di ricerca e di creatività in questi ambiti presentando prototipi sperimentali e testimonianze progettuali capaci di offrire nuove direzioni e nuovi scenari per l’architettura del presente e del prossimo futuro, letta attraverso gli occhi della biologia evoluzionistica.
La mostra “Italian Best Practice. Spazi della comunità” presenta così una selezione dei lavori di architetti italiani impegnanti sui temi della resilienza, intesa come rapporto con lo spazio esistente, valorizzazione dei legami con il territorio e restituzione degli spazi alle comunità in un rinnovato rapporto di equilibrio fra socialità e ambiente.

“Con la mostra Italian Best Practice, una delle sezioni più autorevoli e interessanti del Padiglione Italia dell’ultima Biennale di Architettura di Venezia, il Museo delle Terre Nuove prosegue il suo percorso di sottoporre all’attenzione del pubblico il tema delle buone pratiche urbanistiche ed architettoniche e della sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di sviluppare una riflessione più puntuale sul tema. Un percorso – sottolinea l’assessore alla cultura di San Giovanni Valdarno Fabio Franchi – che ha preso avvio poco più di un anno fa con i due cicli di conferenze ‘Città ideali, città sostenibili’, volti a riflettere su modelli e pratiche virtuose di città sostenibili e di comunità resilienti, in linea con l’Obiettivo 11 – Città e comunità sostenibili – dell’Agenda 2030. Non è mancato, in tali occasioni, una riflessione sul mutato volto delle città e delle comunità – e sulle mutate esigenze di entrambe – a seguito del diffondersi della pandemia da covid-19, che ha modificato, spesso radicalmente, i nostri stili di vita e le necessità organizzative delle città.

“Il focus – dichiara il curatore Alessandro Melis – è sicuramente sulle pratiche architettoniche virtuose che valorizzano le potenzialità insite nelle innumerevoli relazioni sottintese fra comunità e territorio, socialità e ambiente”. “Italian Best Practice – aggiunge l’altro curatore Gian Luigi Melis – è la sezione che più rappresenta il mondo dell’architettura anche in relazione alle altre sezioni presenti in mostra. Non volevamo abbandonare, in un padiglione caratterizzato da una sperimentazione così spinta, un ambito così importante come quello professionale”.

“Siamo felici e onorati- commenta Valentina Zucchi, direttore Museo Terre Nuove e responsabile scientifico mediazione e valorizzazione MUS.E – che un’esperienza di così alto rilievo e di così grande importanza per tutti noi trovi sede all’interno del museo, trovando nei contenuti offerti dalle sale ulteriori spunti di riflessioni e di ricerche e potenziando ulteriormente la diffusione degli studi d’eccellenza presentati a Venezia. Ancora una volta il museo Museo Terre Nuove si pone come preziosa cassa di risonanza di tematiche che interessano il nostro vivere comunitario e sociale e che nel passato possono trovare nuovo nutrimento per progettare il nostro prossimo futuro.”

 

 

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