01.10.2011 h 08:25 di maurizio.dare159
Il secondo ponte di Figline come compensazione della terza corsia autostradale.
Il secondo ponte sull'Arno di Figline è l'opera che viene chiesta dai Comuni del Valdarno fiorentino come compensazione della realizzazione della terza corsia autostradale nella tratta fra i due caselli di Incisa e del Valdarno. E' quanto è emerso venerdì pomeriggio durante l'audizione dei sindaci di Figline e Rignano e degli assessori di Reggello e Incisa presso la commissione consiliare trasporti del Consiglio della Provincia di Firenze.
"Il secondo ponte è un'opera prioritaria non più rinviabile, che va realizzata prima o contestualmente alla 3a corsia, utilizzando le risorse finanziarie che dovrebbe mettere Società Autostrade" è stato detto dai rappresentanti dei Comuni (primo fra tutti il sindaco di Figline), che hanno anche rilanciato per l’accelerazione della Variante alla SR69 in riva destra dell'Arno, la cosiddetta “da casello a casello”, che percorrerà il territorio valdarnese in parallelo all’autostrada.
La Provincia sta adesso valutando le 63 proposte di progetto del ponte, ricevute a maggio con l’apposito bando, ma mancano ancora i 10 milioni circa necessari per la costruzione del ponte, previsto a valle di quello di Matassino.
Già i Comuni di Rignano e Incisa riceveranno 2 milioni di euro a testa per la propria viabilità, come compensazione da Autostrade della terza corsia nel tratto Firenze Sud-Incisa, il cui nuovo progetto è all’esame dei Comuni interessati. Invece la tratta Incisa-Valdarno riguarderebbe per l’80% i territori dei Comuni di Figline e Reggello (il rimanente Incisa, S.Giovanni e Terranuova Bracciolini). Il costo della 3° corsia nel Valdarno è di 331 milioni di euro e sarebbe realizzata entro il 2017, termine massimo entro il quale Società Autostrade si è impegnata a consegnare l’opera.
Durante l’audizione il Comune di Reggello si è detto preoccupato per l’impatto invasivo e molto pesante dei cantieri, in particolare in Pian di Rona, e di una galleria autostradale, previsti nel progetto definitivo, su cui i Comuni avrebbero dovuto dare l’assenso entro il 30 settembre a Società Autostrade. La preoccupazione, condivisa da Incisa, riguarda l’appesantimento del traffico locale per la movimentazione con automezzi pesanti dei materiali di cantiere, l’inquinamento acustico e i danni alle infrastrutture stradali comunali, per le quali sono scarse le risorse finanziarie per la manutenzione.
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