16.05.2012 h 14:32 di  Laura Burzi

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Workshop Fotografico “Live Music Photography and Reportage”: ci si può iscrivere fino al 30 maggio

L’Associazione di Promozione Sociale Diversi Uguali, in collaborazione con il fotografo Michele Lapini, organizza il Workshop Fotografico “Live Music Photography and Reportage”.
Teoria e pratica della fotografia di concerti e costruzione del reportage del Ne Pas Couvrir! Festival, questo il tema del workshop, che si snoderà in una serie di incontri teorici utili a gettare le basi del lavoro che i partecipanti dovranno realizzare durante i tre giorni del festival. Ci sarà, inoltre, la possibilità di fare un'uscita fotografica in notturna per poter fare esperienza in condizioni di luce notturna ed artificiale e durante i tre giorni di festival i partecipanti potranno accedere al sottopalco e nel backstage, per poter documentare tutti gli aspetti della vita del festival, che si svolgerà il 28, 29 e 30 giugno alle Cave di S.Maria a Levane.

Gli incontri si svolgeranno il 18, 21, 23 giugno e 7 luglio, presso La Ginestra “Fabbrica della Conoscenza” in via della Ginestra a Montevarchi. Il programma completo del corso è consultabile qui.
La partecipazione è aperta a tutti, unico requisito: possedere una macchina fotografica analogica o digitale e per i due migliori fotografi, se l’organizzazione riterrà sufficiente la qualità dei lavori, ci sarà la possibilità di accedere come fotografi ufficiali del festival, all’interno del Ne Pas Couvrir! 2013, seguendo tutta l’organizzazione sin dalle prime fasi.

Per iscriversi, ci sarà tempo fino al 30 maggio, a questo link potete trovare regolamento e modulo di iscrizione.

Abbiamo cercato di capire meglio di cosa si tratta, scambiando qualche battuta con Michele Lapini, il fotografo freelance valdarnese che vive a Bologna, che curerà il workshop.

Da quanto tempo ti occupi di fotografia?

Sono ormai quasi dieci anni da quando ho cominciato a scattare con una Olympus a rullino che tutt’ora mi segue. Poi è arrivata la prima reflex digitale con la laurea ed ho iniziato a prendere confidenza con l’attrezzatura fotografica, non tralasciando mai la pellicola che considero la vera fotografia.

Quali sono le peculiarità della pratica fotografica dei concerti, ovvero il tema trattato nel workshop?

Questo dipende molto dal concerto. In generale l’illuminazione del palco, il movimento degli artisti e le scenografie fanno sì che ogni live abbia la sua peculiarità. L’avvento del digitale e dei telefonini con fotocamera ha un po’ stravolto la fotografia live, poiché ognuno adesso si porta via un frame da ogni concerto, basta alzare un braccio e premere un pulsante. Altra cosa è però riuscire a rimanere fedele all’atmosfera, alle luci, riuscendo a catturare il momento giusto ottenendo una fotografia nitida e pulita.

Immagino che tu abbia fotografato diversi concerti o festival,  qualche esempio?

Ho cominciato a scattare ai concerti quasi per caso, ma poi col passare degli anni ho avuto modo di far parte della crew dei fotografi del Rototom Sunsplash, di seguire alcuni tra i più grandi festival europei come il Sonar di Barcellona e la Fusion in Germania. Collaboro da anni con una webzine musicale che mi ha permesso di fotografare circa una cinquantina di artisti nazionali ed internazionali e da sempre collaboro con il Ne Pas Couvrir! Festival, protagonista del workshop fotografico.

Più in generale, qual è lo stato di salute del mestiere del fotografo in Italia?

Ahi, tasto dolente! L’invasione delle reflex digitali ha permesso una democratizzazione dello strumento fotografico, ma purtroppo ha portato ad una minore attenzione per quanto riguarda la qualità fotografica. Se per fotografo si intende colui che ha una macchina in mano, bhè, lo stato di salute è buono visto che ce ne sono milioni. Se invece parliamo di professionisti, ovvero di coloro che investono in attrezzatura, seguono progetti fotografici a medio-lungo termine e cercano di fare questo di lavoro, lo stato di salute è decisamente negativo, dovuto anche alla scarsa cultura fotografica che ha la stampa italiana rispetto a quella internazionale. Sfogliate il New York Times e insieme La Repubblica e vi accorgerete di cosa sto parlando.

Per qualsiasi informazione potete visitare il blog di Michele, www.michelelapini.net/blog o il sito del  festival nepascouvrir.tumblr.com, oppure scrivere una mail a info@michelelapini.net.
 

Data della notizia:  16.05.2012 h 14:32

 
 
 
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