02.11.2016  13:09

Venerdì lo sciopero generale dei lavoratori di Poste, Uil non aderisce

di Glenda Venturini
Si svolgerà venerdì 4 novembre lo sciopero generale dei lavoratori di Poste Italiane, indetto dalle segreterie nazionali di Slp-Cisl e Slc-Cgil. Critica la Uilposte: "Un errore, non si può banalizzare uno strumento che è l’extrema ratio della lotta sindacale"


È stato proclamato per l’intera giornata di venerdì 4 novembre lo sciopero generale dei lavoratori di Poste Italiane, per tutte le regioni, da parte delle segreterie nazionali di Slp-Cisl e Slc-Cgil, che contestano l’assenza di un dibattito pubblico e l’assoluta indifferenza sulla privatizzazione di Poste italiane.

Uno sciopero a cui, però, non aderirà Uilposte, che ribadisce la sua contrarietà a questa forma di protesta indetta in questa fase della contrattazione. “Un’inutile perdita economica per i lavoratori che non porterà nessun vantaggio reale”, commenta il segretario generale della Uilposte Toscana Renzo Nardi.

“A noi la lotta, anche aspra, non fa paura, anzi – osserva Nardi – lo abbiamo sempre fatto in Toscana, non ci siamo mai tirati indietro quando c’era da far sentire forte e chiara la nostra voce. Con le nostre battaglie, spesso come unica voce fuori dal coro, siamo riusciti a fermare la scellerata idea di privatizzazione aziendale, che il Governo ha rinviato a data da destinarsi. Non solo, abbiamo costretto Poste Italiane a sedersi a un tavolo per rivedere il piano di recapito a giorni alterni che sta mettendo in ginocchio il servizio”.

“Per questo riteniamo lo sciopero di venerdì 4 novembre un errore – conclude il segretario Uilposte Toscana – è il momento di trattare e di aprire i tavoli, non di chiuderli. Non si può scherzare con uno strumento come lo sciopero che è l’extrema ratio della politica sindacale. Non lo possiamo banalizzare, rischiando, di fatto, di sminuirne l’efficacia. Non si può scherzare sulla pelle dei lavoratori, che sono i primi a metterci la faccia e i soldi di tasca propria. Questo non è il momento di perdere tempo, ma di rimboccarsi le maniche e di trattare con l’azienda”.

Economia

 
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