21.04.2012 h 00:20 di  Glenda Venturini

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Unione dei comuni del Valdarno, il consiglio comunale detta i tempi: lo statuto entro giugno, per poi passare nel 2013 alla raccolta firme per il Comune unico

Una risoluzione del capogruppo Pd Alessandro Bencini è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza. Si tratta di un documento che, per la prima volta, detta tempi e modalità di costituzione dell'Unione dei comuni, prima, e del Comune unico del Valdarno, poi. Molto critiche le opposizioni, che alla fine votano contro la risoluzione
Unione dei comuni del Valdarno, il consiglio comunale detta i tempi: lo statuto entro giugno, per poi passare nel 2013 alla raccolta firme per il Comune unico
Con undici voti favorevoli (l'intera maggioranza), cinque contrari (Bucci, Bucciarelli, Bindi, Buffoni e Camiciottoli) ed un astenuto (Nardi), il consiglio comunale di Montevarchi è il primo, in tutto il Valdarno aretino, ad approvare un documento decisivo nel processo di formazione dell'Unione dei comuni. Un atto che fissa tempi e modalità per la formazione del nuovo ente, che però dovrà essere soltanto un passaggio intermedio: l'obiettivo, infatti, è quello di arrivare nel 2013 a raccogliere le firme per poi passare al referendum per la costituzione del Comune unico.

Ecco i punti salienti della risoluzione, presentata da Alessandro Bencini, capogruppo Pd in consiglio comunale. "Il sindaco di Montevarchi dovrà, insieme agli altri sei sindaci del Valdarno aretino (fanno eccezione Loro, Pian di Scò e Castelfranco, già impegnati nell'Unione dei comuni del Pratomagno), costituire un gruppo di lavoro che predisponga, entro 40 giorni, le bozze di convenzioni sui servizi che saranno conferiti alla nuova Unione dei comuni del Valdarno, cioè servizi sociali, personale, Suap e informatica". Non sono previsti, invece, i servizi più 'pesanti', come la gestione del territorio, che invece erano stati sollecitati a più riprese, anche nell'incontro pubblico organizzato dall'associazione Next a Montevarchi.

"Si impegna inoltre ad attivare un percorso partecipativo che consenta a tutte le espressioni della società valdarnese di essere attivamente coinvolte nel dibattito politico ed amministrativo per la costituzione dell'Unione e l'avvio del percorso della fusione". E i tempi? Strettissimi, per la verità.

Entro giugno in tutti e sette i consigli comunali delle sette amministrazioni (Montevarchi, San Giovanni, Terranuova, Cavriglia, Bucine, Laterina e Pergine), si dovrà approvare lo Statuto della nuova Unione dei comuni. In concomitanza con queste approvazioni, i sindaci di San Giovanni, Montevarchi e Terranuova dovranno predisporre anche un atto di indirizzo, con il quale si assume ufficialmente l'obiettivo politico della fusione tra i tre comuni di fondovalle. 

E poi, entro il 2013, dovrà partire la raccolta firme tra i cittadini dei tre comuni, a supporto di una proposta di legge d'iniziativa popolare per la fusione delle tre amministrazioni, che dunque dovrebbe essere effettiva già dalle elezioni amministrative del 2014. 

Montevarchi, quindi, per prima, assume impegni precisi nella direzione della costituzione del nuovo ente. Un atto di portata politica fondamentale, anche perché arriva dopo lo stop del consiglio comunale di Terranuova, che lo scorso 3 aprile ha approvato, quasi all'unanimità e con il voto dello stesso sindaco Amerighi, una mozione che chiede, prima di qualsiasi decisione, uno studio di fattibilità che spieghi costi e benefici di questa Unione dei comuni. Una richiesta di cui il consiglio comunale di Montevarchi prende atto, pur proseguendo nel suo impegno. Ed il prossimo 26 aprile tocca a San Giovanni: in quella sede si vedrà se anche il consiglio sangiovannese marcerà nella stessa direzione di quello montevarchino.

"La crisi economica - ha commentato Alessandro Bencini - rende sempre più evidente che il Valdarno ha bisogno di scommmettere con forza e coraggio su un'integrazione politica ed istituzionale sempre più forte. Una sfida di tutti, che veda coinvolti tutti i cittadini valdarnesi e che permetta al nostro territorio di uscire più forte e coeso  dalle difficoltà presenti. La mozione vuole essere un segnale forte ad andare in una direzione precisa e con tempi certi: una strada obbligata se vogliamo difendere le conquiste degli ultimi decenni in termini di tutela dei diritti dei cittadini e se vogliamo dare futuro al nostro Valdarno". 

“Questo è un momento storico per la comunità valdarnese - ha detto il sindaco Francesco Maria Grasso - ci diamo dei tempi che fissano gli atti che daranno vita a brevissimo agli organi che governeranno la comunità valdarnese nei prossimi anni. I dieci sindaci (una volta individuato il percorso, infatti, sono sicuro che saranno con noi anche gli altri tre del Pratomagno) devono entro l’anno dare attuazione all’indirizzo dell’Unione dei comuni. Un fidanzamento per predisporre, nel 2013, le modalità organizzative e di dibattito, gli incontri e le assemblee, per poi raccogliere le firme e presentare la proposta politica del nuovo comune che governerà l’intero Valdarno su un ambito ottimale di quasi 100mila abitanti. È questo il momento più opportuno, e il clima è quello giusto”.

L'approvazione, però, è arrivata dopo un lungo dibattito in aula, segnato dalle forti critiche dell'opposizione. La discussione era stata aperta da una mozione presentata da tutti i consiglieri di minoranza, che è stata invece bocciata (con 11 voti contrari e 6 favorevoli). Tra le obiezioni sollevate, l'inutilità di passare da una Unione dei comuni, che si sarebbe potuta sostituire invece con un incremento del numero delle gestioni associate tra comuni; l'assoluta mancanza di dati e numeri, studi sull'efficacia effettiva di questo ente, sui risparmi che potrebbe produrre ed i costi che avrebbe; il rischio di arrivare ad un Valdarno diviso in più parti, invece che unito. 
 
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Data della notizia:  21.04.2012 h 00:20

 
 
 
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