23.09.2017  00:30

Una ballerina Montevarchina protagonista del Festival Verdi 2017: la storia di Letizia Rossetti

di Davide Torelli
La ventenne Montevarchina è stata scelta per il corpo di ballo che danzerà nell’Opera verdiana “Jerusalem” al prestigioso Festival Verdi 2017. L’esordio è previsto al Teatro Regio di Parma per il prossimo 28 Settembre.


Riprende il nostro Speciale sui Giovani Artisti Valdarnesi, uno spazio di visibilità ed espressione per i giovani talenti della vallata.

Negli ultimi mesi abbiamo ospitato numerose arti all’interno di questa rubrica: dalla pittura al cinema, passando per la musica e per la scultura. Questa settimana, invece, incontreremo una giovanissima Montevarchina che si è recentemente messa in evidenza a livello nazionale, in una specialità indubbiamente complessa e di difficile successo come la Danza: si tratta di Letizia Rossetti, ballerina ventenne che sarà impegnata dal prossimo 28 Settembre nel corpo di ballo di uno spettacolo inserito nel cartellone del prestigioso Festival Verdi 2017.

Iniziando a danzare alla giovanissima età di 13 anni – e divenuta in seguito allieva di Giovanna Papi (Prima Ballerina del Maggio Musicale Fiorentino) ad Arezzo - Letizia ha superato con successo una serie di audizioni conquistando l’opportunità di danzare nel corpo di ballo impegnato dell’Opera verdiana “Jerusalem”, destinata ad aprire il Festival al Teatro Regio di Parma. La giovane Montevarchina sarà così impegnata fino al 22 Ottobre, all’interno di un Festival importante anche e soprattutto per la sua carriera futura, sulla quale ha seriamente investito perfezionando la sua arte frequentando la Scuola del Balletto Toscana di Firenze.

“Ho sempre lavorato molto, allenandomi per intere giornate, ma mai come in questo ultimo periodo di preparazione alla prima di “Jerusalem” : la giornata media iniziava con riscaldamento e lezioni di danza mattutine, per passare a prove continue dello spettacolo nel pomeriggio, fino a sera” racconta Letizia.

Si tratta di un lavoro fisico estenuante, che impegna moltissimo anche mentalmente, perché  nella danza è necessario mantenere un grado di concentrazione elevata, anche per la componente recitativa che ricopre un ruolo di primaria importanza. Adesso mi trovo a Montevarchi per quattro giorni di riposo che anticipano le prove generali, prima di andare in scena il prossimo Giovedì a Parma: sono reduce da trenta giorni di preparazione ininterrotta; del resto la “Jerusalem” è un’Opera che contiene al suo interno un intero atto di danza, dove questa arte è assolutamente centrale”.

Un percorso sicuramente complesso da compiersi con successo, quello intrapreso da Letizia, che ne evidenzia inevitabilmente le capacità ed il valore artistico:

“Ho partecipato alle audizioni per questa Opera -dove venivano ricercati otto ballerine ed otto ballerini con tecnica classica e conoscenza di passo a due-  inviando il mio curriculum, con la descrizione di tutto il percorso di studio effettuato in questi anni, comprensivo di stage ed audizioni precedentemente fatte: dopo essere stata accettata, mi sono trovata a competere con altre 140 ballerine.
Essere selezionata per uno spettacolo tanto importante, emergendo su un numero di colleghe tanto ampio, è stata ad oggi la soddisfazione più grande della mia carriera professionale. Una soddisfazione arrivata dopo una giornata di selezione lunghissima ed estenuante: del resto, lavorando nel mondo della Danza, ho capito che è necessario formarsi nel sostenere carichi piuttosto gravosi di pressione, dovuti anche al fatto che la competizione con gli altri è parte fondamentale di questo mondo.

Mi sono così trovata catapultata in un'altra realtà, dove il sacrificio è una costante quotidiana, ma contemporaneamente entri in contatto con professionisti diversi ogni giorno. Si tratta di una situazione molto stimolante, che ovviamente ti proietta verso prospettive diverse rispetto a quelle che prima avevi soltanto sognato, in una situazione tanto competitiva nella quale è necessario concentrarsi per compiere al meglio il lavoro per il quale si è stati selezionati”.

La dedizione al lavoro e l’obiettivo di migliorarsi sono alla base dell’impostazione artistica di Letizia, che pur restando concentrata sugli appuntamenti a venire, guarda inevitabilmente al suo futuro professionale:

Nel mondo della Danza è sicuramente fondamentale studiare sempre, allenandosi e mantenendosi pronti per eventuali audizioni, con la speranza di riuscire ad essere selezionati. Per me, quella nel cast della “Jerusalem” è stata la prima selezione in seguito a tre audizioni differenti, precedentemente effettuate ma non andate a buon fine. Una volta conosciuto l’esito positivo rispetto alla stessa, ho accettato solo una volta saputo che avrei continuato ad allenarmi la mattina durante il mese di prove: il rischio, in situazioni del genere, è quello di fermarsi con l’allenamento lavorando in Opere dove la danza è solo parte marginale. Non volevo assolutamente correre il pericolo di perdere allenamento, soprattutto in vista dei prossimi mesi, quando avrò terminato questa esperienza e mi auguro di partecipare ad altre audizioni, magari per spettacoli o compagnie estere.
Questo perché l’attenzione rispetto al balletto è superiore rispetto al nostro paese, dove i teatri faticano a riempirsi per questa arte. Con un altro livello di importanza artistica, esistono anche occasioni professionali numericamente superiori rispetto all’Italia, che possono farmi sperare nell’ottenimento di posizioni lavorative fisse, e non periodiche quanto una serie di repliche per un singolo spettacolo. Una volta terminata questa esperienza, continuerò da subito a studiare ed a perfezionarmi a Firenze per le eventuali audizioni future, previste solitamente tra Gennaio e Febbraio prossimi: credo che se alla base hai una forte passione per la Danza, ed una conseguente determinazione e predisposizione al lavoro, sia possibile riuscire anche a superare gli scogli fisici e mentali che caratterizzano un mondo del genere”.

 

 

 

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