13.07.2015  19:10

Uffici postali, riparte la battaglia su due fronti. I comuni lavorano ai ricorsi al Tar; Regione, Anci e Uncem coinvolgono il Governo

di Glenda Venturini
In Valdarno si è salvato solo Meleto: restano invece nella lista nera le poste di Pieve a Presciano, Mercatale e Campogialli. Da settembre Poste Italiane li chiuderà. Ma gli enti pubblici promettono battaglia. "Mi aspetto una risposta seria dalla politica", commenta il sindaco di Pergine Simona Neri


Riparte la mobilitazione di comuni e Regione Toscana contro il piano di chiusure di Poste Italiane, rispuntato a un mese dalle elezioni regionali, dopo la sospensione a marzo. Oggi quel piano di razionalizzazione prevede la chiusura di 59 uffici postali sui 65 inizialmente previsti.

In Valdarno si è salvato l'ufficio postale di Meleto: ma restano tra quelli destinati a chiudere, già dal prossimo settembre, gli uffici di Pieve a Presciano, nel comune di Pergine; Campogialli, nel comune di Terranuova; e Mercatale, nel comune di Bucine ma al confine con Montevarchi. I sindaci dei comuni interessati si stanno muovendo con i colleghi toscani per presentare il ricorso al Tar. 

Oggi a Firenze si è tenuto un incontro convocato dalla Regione, al quale hanno partecipato i rappresentanti degli oltre 50 comuni interessati, il vice presidente di Anci Toscana Sergio Chienni, il presidente di Uncem Oreste Giurlani. Per la Regione era presente il capo di gabinetto del presidente Rossi, Ledo Gori.

Regione, Anci e Uncem hanno raccolto l'allarme dei sindaci per la conferma di un piano di tagli che, decisi in maniera unilaterale senza un confronto con le istituzioni coinvolte, rischia di colpire i cittadini che vivono in frazioni disagiate eliminando, in molti casi del tutto, un presidio sociale prezioso per la popolazione più anziana. 

L'azione coordinata decisa oggi proseguirà, in parallelo, sia sul piano legale, con nuovi ricorsi al Tar, sia sul piano politico. E su questo versante si è deciso di puntare con forza coinvolgendo il Governo. La Regione contatterà i sottosegretari alla presidenza del consiglio Luca Lotti e allo sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Antonello Giacomelli sollecitando un incontro in tempi brevi.

Saranno coinvolti anche i parlamentari toscani e verrà chiesto un incontro con l'Amministratore delegato di Poste Italiane. Il tavolo istituzionale con regione, Anci, Uncem e tutti i comuni interessati tornerà a riunirsi la prossima settimana per fare il punto della situazione.     

Il primo commento è del sindaco di Pergine, Simona Neri, particolarmente amaro dopo l'incontro di oggi: "È la quarta volta che veniamo a Firenze dopo aver fatto qualsiasi cosa in nostro potere per illustrare ai Dirigenti di Poste Italiane le nostre difficoltà, cercare un confronto che di fatto non ha portato a nulla, firmato petizioni, chiesto aiuto alle associazioni che ci rappresentano, ai politici. Il ricorso al TAR sta andando avanti insieme agli altri 50 Comuni coinvolti". 

"Non ho strumenti - continua Simona Neri - per comprendere le ragioni per cui quei 4-5 uffici toscani sono stati salvati, non sono stati comunicati i criteri, ma la battaglia sembra, mio malgrado, persa. Non è corretto che i servizi vengano interrotti e gli enti locali debbano cercare di compensarli con bilanci insufficienti. Perché è lo Stato stesso che sta arretrando lasciando i comuni senza risorse e figure professionali sufficienti".

"Questa volta - conclude il sindaco - aspetto una risposta seria dalla politica, dai parlamentari, dal Governo. Dopodiché, se il piano di razionalizzazione andrà avanti, ci muoveremo per chiedere a Poste di potenziare il servizio (ove rimasto) o cercare alternative". 
 

Cronaca

 
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