14.09.2012  16:40

Uffici postali, niente da fare. Il Ministero conferma il piano di Poste Italiane: "Via 173 uffici postali e 1500 posti di lavoro, buona parte in Toscana"

di Glenda Venturini
L'interpellanza urgente di alcuni parlamentari toscani ha ricevuto risposta da parte del Ministero per lo sviluppo economico, che ha confermato tutte le ipotesi e i sospetti. "Poste Italiane taglierà uffici postali e posti di lavoro". Per Uncem Toscana la risposta del Governo è inaccettabile, perché "non si può lasciare che Poste faccia ciò che vuole senza alcun confronto serio con tutti i soggetti coinvolti"


Le ultime speranze per la salvezza decine di piccoli uffici postali in tutta la Toscana erano riposte nell'interrogazione che un gruppo di parlamentari del Pd avevano presentato al Ministero per lo Sviluppo economico. "Il Governo intervenga affinché, anche attraverso la promozione di una concertazione tra Poste Italiane Spa ed Enti locali, sia garantita l'effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità nel rispetto del contratto di servizio postale universale”, chiedevano i deputati del Pd Realacci, Velo Mariani, Cenni, Albini, Lulli, Ventura, Mattesini, Gatti, Rigoni Sani e Fontanelli. 

Speranze deluse da una risposta che, in sostanza, non fa altro che confermare tutte le ipotesi e i sospetti circolati finora sul famigerato piano di riorganizzazione di Poste Italiane. Un piano che prevede, in sostanza, il taglio di 173 uffici postali e di 1500 posti di lavoro, buona parte dei quali in Toscana, anche se è lo stesso Governo a ricordare che non ci saranno licenziamenti, ma trasferimenti, mobilità, pensionamenti e altre misure.

In sostanza, dunque, non sembrano esserci ormai più speranze nemmeno per i sei uffici postali del Valdarno che sono destinati a tirare giù la serranda per sempre, questa volta. "Resta sul campo l’oggettivo arretramento della capillarità e della qualità del servizio postale specie dove ce n’è più bisogno. Poste Spa, ricordiamocelo, è gestore unico di un servizio che dovrebbe essere universale", è il commento amaro dell'Onorevole Ermete Realacci, che promette ancora battaglia a tutti i livelli "perché non è accettabile lasciare carta bianca al management di una società di proprietà del Governo per scelte che toccano sul vivo la qualità di vita di centinaia di migliaia di persone e comportano l’abbandono di interi territori". 

"Non è concepibile il comportamento del Ministero – attacca il Presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani - non si può lasciare che Poste faccia ciò che vuole senza alcun confronto serio con tutti i soggetti coinvolti. Dato che il Governo è al tempo stesso proprietario dell’azienda e concessionario del servizio, l’interpellanza, chiedeva al Governo di intervenire e chiedeva se questo piano di riorganizzazione fosse ritenuto compatibile con gli obiettivi del contratto di programma e con il principio dell’universalità del servizio. Ma anche il Governo chiude le porte. Saranno colpiti soprattutto gli uffici collocati in località minori, in montagna, in territori in cui il disagio si moltiplicherà perché sono territori con popolazione anziana, con difficoltà ad essere serviti dal servizio di trasporto pubblico locale e spesso anche non adeguatamente raggiunti dalla banda larga e che, quindi, hanno impossibilità di accedere anche ai servizi online". 

Cronaca

 
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